Siena e le prossime elezioni amministrative

Le lancette degli orologi, che segnano l’ora di partenza delle “grandi” manovre politiche per le prossime elezioni amministrative di Siena, sono regolate per la seconda metà di gennaio: non ci saranno né l’ufficializzazione dei candidati e nemmeno le coalizioni. Quello che inizierà a gennaio, e per certi aspetti è gia in corso da qualche giorno, sarà un complesso e nuovo braccio di ferro, su tutti i fronti, per la scrematura della rosa dei papabili.
Rispetto alle valutazioni di un mese fa, dove quasi tutti ragionavano con la prospettiva di Renzi sempre in sella e un risultato del referendum con la previsione di una bassa affluenza, il quadro è radicalmente mutato. Nel PD senese, praticamente orfano della spinta renziana nazionale, con il gruppo dello Scaramelli disorientato e la debolezza del segretario regionale Parrini, la ricandidatura di Valentini riprende corpo.

Sul fronte del variegato mondo delle opposizioni senesi, in assenza di un passo in avanti rispetto alle solite logiche che hanno portato o al frazionamento del voto o al “fuggi fuggi” al mare, difficilmente ci sarà una risposta forte e decisiva per il governo della città.
Quali possono essere le carte vincenti per tutti gli schieramenti?
E’ del tutto evidente che i partiti, e il voto del referendum lo ha confermato, non hanno più la forza aggregante per posizionarsi con grandi numeri, e questo pone alcune riflessioni anche in vista delle prossime amministrative.
La carta vincente, sarà un candidato di partito con una coalizione di partiti? O un candidato non organico a un partito con una coalizione mista, partiti e liste civiche? Una novità assoluta sarebbe un candidato che irrompe nella stagnazione attuale senza “padrini” partitici e propone un patto amministrativo e politico inclusivo.

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