Roberto Paolini prima si dimette e poi viene riconfermato nel nuovo cda di Sei Toscana

Nei manga giapponesi degli anni settanta quello che ha fatto Roberto Paolini, prima dimessosi da presidente di Sei Toscana, poi accettando di rientrarci come membro del Cda, si chiama in un solo modo: giravolta spaziale. Ma come è possibile ci chiediamo noi? E’ possibile, eccome se è possibile, soprattutto quando c’è la politica di mezzo e quando i nominati in tali società  appannaggio della politica appunto, hanno come sponsor e garante politico il sindaco di Siena Valentini. Il sindaco di Arezzo insiste sulla strada del commissariamento, poiché prevede che solo in tal modo si potranno sciogliere certi nodi venuti al pettine che riguardano la mala gestione degli appalti e dei rifiuti, con tariffazioni aumentate a dismisura e spesso senza un reale motivo percepito di questo aggravio in bolletta. Tutto ciò ci dovrebbe far riflettere sulla reale necessità di creare certi carrozzoni politico-finanziari, che poco hanno a che fare con i servizi ai cittadini e molto con la finanza. Aspettiamo speranzosi che di questo ed altro se ne parli finalmente anche a Siena, nel prossimo consiglio comunale specificatamente dedicato alla questione rifiuti, per poter farci una idea ancor più dettagliata di queste operazioni e di queste società, tutte incastrate tra loro con reciproche partecipazioni societarie. E’ utile tutto ciò, quali reali vantaggi ci porta? Per ora, soprattutto sotto l’aspetto prettamente economico nessuno, anzi una bolletta più cara per un servizio sostanzialmente rimasto invariato. Se ci aggiungiamo che la classe dirigente attuale si presenta con  una qualità ai minimi storici, le conseguenze non potranno che essere quelle che vediamo, ma intanto l’ordine di partito è uno solo: salviamo le poltrone salvabili. E a noi chi ci salva?

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