Valentini Bruno, l’implacabile….

di Carlo Regina

E così ogni tanto, ad intervalli più o meno regolari, il sindaco di Siena torna a “tuonare” sull’affaire Mps. Il prode Valentini così ha scritto (in preda al solito spasmo comunicativo da social): “Possiamo e dobbiamo essere implacabili con chi lo ha ridotto in queste condizioni…”. Lo so cosa state pensando, percepisco il vostro sentire ed avete ragione, qui tocchiamo livelli altissimi, siamo al top insomma, non potremmo chiedere di più da questo straordinario personaggio che è Valentini Bruno.

Allora facciamo subito due conti e due riflessioni del livello di “implacabilità” del sindaco e del suo partito, il Pd. Valentini è talmente implacabile che ha fra i suoi assessori  Paolo Mazzini, ex membro della deputazione della Fondazione Mps targata Mancini e che votò il famoso “fresh”, e che non si è opposto allo scellerato acquisto di Antonveneta, ma evidentemente pensa ancora di dover fare politica invece di chiedere scusa e stare in disparte. Sempre tra le fila della giunta Valentini, abbiamo il vice Mancuso, altro nominato nel Cda di Mps Leasing proprio da Mussari e con la moglie Paola Rosignoli, già assessore di Ceccuzzi, nominata nella stessa deputazione della Fondazione insieme a Paolo Mazzini. L’implacabilità del Valentini è palpabile. Ma non finisce qui. Andiamo a vedere quanto sono implacabili nel suo partito: il sindaco di San Gimignano Giacomo Bassi (Pd), è talmente implacabile che appena Mancini Gabriello ha smesso i panni di presidente della Fondazione, lasciandola nelle pezze che tutti sappiamo, lo ha insignito di un premio cittadino. E anche qui siamo al top, signori miei. Proseguiamo con l’implacabilità del Pd: vi ricordate cosa disse Bezzini, attuale consigliere regionale Pd, quando il Vigni direttore di Mps ora indagato, andò in pensione? Ve lo ricordo brevemente: insieme al compagno Ceccuzzi auspicavano un ruolo di consulente per la Fondazione Mps, proprio di Antonio Vigni, come non fosse bastato quello che aveva fatto in Banca. Per concludere con l’implacabilità del Pd nei confronti dell’affaire Mps, finiamo con il suo massimo esponente regionale: Rossi Enrico. Costui in preda a chissà quale fissa, sta mandando da settimane in onda il solito disco sul voler conoscere i titolari dei crediti deteriorati del Mps, come se non sapesse che esiste un regime di privacy che lo impedisce. Non solo, Rossi Enrico è colui che in quanto presidente della Toscana, nominava i membri in Fondazione Mps e partecipava alle riunioni di partito dove si discuteva proprio della Banca e del suo futuro. E ora che fa? Come l’ultimo dei populisti invoca la forca di quelli ai quali Mps concedeva i prestiti. Forse se ci pensava prima era cosa più gradita e magari anche più decente. Gli implacabili del Pd…roba da film.