L’imbarazzo di Alessandro Fabbrini, presidente di Sienambiente (e non solo), davanti alla commissione garanzia e controllo del comune di Siena

di Carlo Regina

Oggi c’è stata una audizione importante alla Commissione Comunale di Garanzia e Controllo, presieduta dal consigliere di opposizione Andrea Corsi: è stato ascoltato Alessandro Fabbrini, presidente di Sienambiente. La commissione, in vista del consiglio comunale di mercoledì prossimo nel quale si discuterà dello scandalo rifiuti,  ha pensato bene di ascoltare il Fabbrini sulla questione e così la palla è stata presa al balzo da alcuni consiglieri d’opposizione, che non si sono fatti sfuggire la possibilità di poter  chiedere al Fabbrini alcune sue impressioni sulle nomine ricevute nelle partecipate dal Comune di Siena. Il tutto dava l’impressione di voler sentire dalla diretta voce del Fabbrini, se anche a lui paresse normale ricevere tutte quelle nomine, che poi si andavano a sommare ad altre non di stretta pertinenza del Comune di Siena, ma comunque strettamente correlate e comunque sempre di natura puramente politica, vista la sua appartenenza al Partito Democratico. Elenchiamo qui le nomine del Fabbrini: in Fondazione Mps come deputato amministratore, nella Fises come vice presidente, in Sienambiente come presidente (queste di pertinenza del comune di Siena). Inoltre Fabbrini è direttore alle Terme Antica Querciolaia e presidente di Apea (queste ultime di pertinenza della provincia, comunque enti a partecipazione pubblica).

Alla domanda diretta di quali nomine fosse stato investito, Alessandro Fabbrini si è contratto in un imbarazzante silenzio, tanto è vero che un consigliere di opposizione ha dovuto elencare lui stesso i posti in cui Fabbrini è stato nominato, facendo piombare tutta la commissione in un imbarazzo notevole. Che dire, a volte certe cose dette e considerate nella loro totalità, creano il doveroso imbarazzo. La cosa, vista la situazione è morta lì, ma per noi è un buon segnale di presa di coscienza di come fare opposizione, e come incominciare a liberare Siena da certi modi di fare e di nominare. In ultimo al Fabbrini è stato chiesto se in caso di condanna e rinvio a giudizio dei personaggi coinvolti in “rifiutopoli”, sarebbe pronto a far costituire Sienambiente come parte civile contro questi eventuali imputati. Anche qui ha tentato di eludere la domanda, ma messo alle strette, ha detto che agirebbe nell’interesse morale e patrimoniale della società di cui è presidente. Vorremmo credergli. Vorremmo, visto che quando fu nominato  presidente di Sienambiente, assicurò che avrebbe lasciato le altre poltrone che ad oggi occupa. Nada de nada, nessuna rinuncia è susseguita, quindi per Fabbrini vige la regola di San Tommaso…finchè non vediamo, non crediamo.

 

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