MPS: le tesi del groviglio e le responsabilità accertate

 
La linea difensiva di Mussari e Vigni e della classe politica senese, è sempre stata quella di spostare l’attenzione su Bankitalia e su Draghi.
A Milano, dopo il lavoro svolto dalla procura di Siena e il successivo trasferimento territoriale, è in pieno svolgimento il processo che vede imputati Mussari, Antonio Vigni e altri imputati, in merito a reati finanziari durante le passate gestioni di Banca MPS. Gli imputati sono stati rinviati a giudizio (a vario titolo), per i seguenti reati: aggiotaggio, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. Mussari, Vigni e Baldassarri, sono già stati condannati a Siena per il reato di ostacolo alla vigilanza. Le inchieste sono relative a tutte le operazioni finanziarie legate all’acquisizione di Banca Antonveneta. Nel processo di Milano, oltre ai piccoli azionisti, tra le parti civili c’è anche Bankitalia.
A cosa puntavano e cosa sperano i responsabili di quella gestione della Banca? Coinvolgere nell’inchiesta Bankitalia, facendo cosi saltare i processi in corso e sminuire le responsabilità di chi gestiva la Banca e di chi politicamente ha gestito la Fondazione e la città negli anni dell’operazione AntonvenetaCi arriva anche un analfabeta funzionale: se Bankitalia dal ruolo di parte civile passa allo status di imputato, il processo di Milano e tutta l’inchiesta saltano.
A dar voce alla tesi del groviglio contro Draghi e Bankitalia, ci pensa il Corriere Fiorentino, sposando la tesi dell’avvocato Falaschi e riproponendo documenti noti e arcinoti. E qui siamo nel campo del surrealismo: un avvocato, il Falaschi, che in sede processuale rappresenta alcune parti civili nel processo di Milano, chiede l’imputazione di Bankitalia, altra parte civile nello stesso processo. E il Corriere Fiorentino, considerato lo storico rapporto dei fratelli Bassilichi con gli ex vertici di MPS e con il PD senese, alimenta la tesi del groviglio: spostare l’attenzione su Draghi e Bankitalia, per ammorbidire e far dimenticare le responsabilità della politica locale e di chi gestiva la Fondazione e la Banca. E non solo: sparare su Draghi, proprio ora, con i falchi tedeschi che hanno messo nel mirino lo stesso Draghi e la situazione attuale di Banca MPS, aiuta soltanto chi vuole lavarsi la coscienza e la fedina penale delle responsabilità gestionali del passato e chi ostacola una soluzione per mettere in sicurezza la Banca. E chi spera di candidarsi o promuovere soluzioni elettorali con queste tesi populistiche e prive di sbocchi giuridici, conferma miopia politica e un’evidente volontà di sconfitta elettorale alle prossime elezioni comunali di Siena. Serve una verità obiettiva e non cavalcare  suggestioni populistiche.

3 comments

  • Bsg, non so se si tratta di convergenze parallele ma sono d’accordo con Lei. Le motivazioni addotte per coinvolgere Bankitalia nell’affare Antonveneta non stanno in piedi.
    Bankitalia quantificò il costo in 9 miliardi e fece bene, non male. Per un semplice motivo che quello è il costo dell’operazione in termini di nuovo capitale, tanto è vero che Mps presentò un piano per 9 miliardi( 5 di aumento di capitale, 1 miliardo di Fresh, 2 miliardi di bond subordinati e 1 miliardo da vendite di attività).
    Gli altri miliardi che Mps mise nell’operazione non richiedevano nuovo capitale ma facevano parte delle liquidità che Abn Amro, controllante di Antonveneta, forniva alla stessa Antonveneta e che andava rimpiazzata da chi avesse acquistato Antonveneta da Abn Amro, a sua volta acquistata dal Santander. Ma questa era liquidità mica capitale, per trovare liquidità non si fa mica un aumento di capitale ma si raccoglie sul mercato interbancario e si restituisce alla scadenza oppure si rinnova ancora il prestito interbancario. Mai visto liquidità conteggiata a capitale, forse su Marte. La confusione è stupefacente,

    • Anche su Marte, dicono, non hanno mai visto la liquidità conteggiata a capitale. Che il tentativo di spostare parte delle responsabilità su Bankitalia parta proprio da Siena, è invece mostruoso. Cordialità investor, grazie di leggerci nel nuovo sito.

  • Lo spezzatino di ciuco alla mantovana come antipasto già pesantuccio
    Le orecchiette salentine per primo ,de bustis chef premiato e promosso
    Il baccalà mantecato alla veneta ,fece stiantare il rospo senese
    Ora il bicarbonato lo dovrebbe somministrare draghi?
    Draghi del testo unico sul sistema bancario del 1993? Che anticipo di 6 anni l abolizione del Segal glass act fatta da Billone Clinton nel 1999 come ultimo e più grande regalo al sistema bancario prima di ultimare il suo secondo mandato.
    Qui siamo in pieno Asimov
    Leggo su altri blog senesi appelli a stringersi intorno ai dipendenti e loro famiglie
    Il 28 mi son sorbito farneticazioni sul concetto di senesita’ come antipasto ,ad una serata interessante solo per i tuoi e pochi altri interventi.
    Siamo siete all irrecuperabilita’

Unisciti alla conversazione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *