Sei domande a Pietro Poggi

Continuiamo la rassegna delle nostre interviste, questa volta tocca a Pietro Poggi, storico leader della curva senese, il quale non si è mai sottratto ad assumere  scomode posizioni in città, anche a proposito di altri temi oltre il calcio. Ne parleremo nelle nostre sei domande.

Lo sport cittadino ha subito negli ultimi anni importanti sconquassi, come il fallimento delle due squadre più importanti della città, Robur e Mens Sana Basket; secondo te qual è stato il ruolo del famigerato sistema Siena in questi accadimenti?

Il ruolo del Sistema Siena è centrale, decisivo. Il Siena non ne era sotto controllo con la “ribellione” dell’Unico Presidente Paolo De Luca. Ricordo a chi non lo sa che Ferdinando Minucci lo rappresentava nel CDA fino alla sua comparsa in prima persona, proprio perché  aveva capito cosa il precedente dirigente volesse attuare, ovvero un controllo dello sport, ma soprattutto dei proventi ad essi destinati. La Mens Sana non c’è bisogno che ve lo descriva, prima di tutto per rispetto dei tifosi veri e secondariamente perché  è cronaca, purchè  ben controllata dagli organi di informazione, al cui interno le penne sono sempre le stesse…Il Panem et Circenses a Siena, Palio compreso,  è ben attuato, uso il tempo presente, perché  non sono convinto che abbia terminato l’uso dei suoi lunghi tentacoli…forse è caduta solo qualche testa alle proprie cime, ma le radici sono molto profonde.

Come ti spieghi che nonostante ci fossero tutte le possibilità per creare a Siena una squadra calcistica di buon livello, con uno stadio di proprietà, e un settore giovanile all’altezza, quindi in linea con gli orientamenti delle maggiori squadre nazionali, è stato fatto naufragare tutto? 

La risposta è contenuta nella mia prima risposta. L’interesse primario, forti di un controllo ritenuto inesauribile, era quello di avere consenso a tutti i costi, difatti abbiamo avuto un monte stipendi che eguagliava quelli di squadre che entravano in Europa, superiore a quello di esempi veri come l’Udinese…Non c’era bisogno, con il controllo dello sponsor, che il Siena si dotasse di patrimonio o di strutture, visto che c’era il bancomat sempre pronto. Il tifo purtroppo, fatta eccezione per poche menti pensanti, guardava ai risultati e battere Milan, Juve, Napoli, Lazio, Roma, Fiorentina, ha sempre fatto passare in secondo piano la programmazione per vivere come un azienda, con costi e ricavi e con patrimonializzazioni. Ricordo le guerre fatte a De Luca, ma anche al controllato Stronati, appena si parlava di strutture, per poi arrivare al capolavoro di Taverne Arbia.
Sarebbe interessante, io l’ho fatto a grandi linee, sapere quanto si è sperperato o sottratto negli anni…credo che siamo nell’ordine di centinaia di milioni di euro, visti anche i 27 milioni dei diritti tv e altri dieci dello sponsor, oltre alle cessioni dei vari Destro etc. etc. sempre per milioni di euro.

Come hai vissuto l’ultimo passaggio di proprietà del Siena? Quali sono gli aspetti che non ti convincono, se ne vedi?

Facebook, il mio diario o blog personale fate voi, mi è testimone, ho iniziato a capire che Ponte non fosse credibile, il secondo anno, dopo la promozione, l’allontanamento  di Massimo Morgia e del suo progetto, strutture e vivaio, era un campanello di allarme, ma anche stavolta complici  i risultati sopraggiunti, una buona parte di tifoseria, come sempre, ha sottovalutato il segnale e siamo andati ancora una volta vicini al secondo fallimento. Anna Durio presentata da Massimo Morgia, a cui resterò grato per molte cose, amicizia personale e duratura tutt’ora viva, è subentrata in corsa  e fortunatamente ha salvato il Siena. Dal suo avvento però  molte cose non mi sono piaciute, parto dalla meno importante, non per me. Il ritorno alla maglia a strisce, non mi dilungherò sui motivi li ho più  volte esplicati. Ci sono poi molti punti interrogativi sulla trattativa legale, sule modalità, sui rapporti con la compagine societaria e sull’acquisizione di un terreno di proprietà della Polisportiva Mens Sana, che non solo non mi piace, mi fa annusare quel rimasuglio di sistema di cui abbiamo parlato prima. Un acquisizione a scadenza poiché  al termine degli anni stabiliti tornerà alla Polisportiva, con tutto quello che eventualmente ci è stato costruito sopra. La domanda che mi pongo è il motivo per cui, un soggetto privato,  debba scegliere zone precise per costruire e non sui terreni che più lo aggradano;  ovviamente rispettando leggi, norme e piani regolatori…ma insomma basta spendere…no??? Sul profilo tecnico credo che quest’annata, tribunali permettendo, debba essere di transizione, spero però  che ci sia un programma per costruire campi di allenamento, foresteria, palestra, insomma un patrimonio che resti. Solo così  prima o poi possiamo sperare di risalire la china. Vorrei si seguissero gli esempi virtuosi di Empoli, Udine, Bergamo…ci vogliono anni ed anni e sinceramente preferisco attenderli, ma essere consapevole che l’obbiettivo è questo, anziché  spendere e spandere per fare in fretta. Non sempre poi è scritto che spendendo si vince. Il mio umile consiglio, che do alla proprietà, è quello di stare molto attenta alle persone che le stanno vicine per interessi…soprattutto politici.

Parliamo di Siena come città, sotto l’aspetto della vita sociale e politica. Il sindaco recentemente ha dichiarato che il groviglio è finito, secondo te è vero o è soltanto propaganda fine a sé stessa?

Correggerei il tiro, sono finiti i grandi capitali ed il controllo di essi per il groviglio, questo si. Ma quando cade un regime, molti fanno in fretta a riciclarsi e a mettere i panni dei salvatori. A Siena poi, come ho detto prima, chi ne faceva parte è sempre al proprio posto. Penso all’informazione, anche nei tanti luoghi dove si decide chi può e chi non può….Io poi attendo, con sete di giustizia, le sentenze che vedono implicati molti di questi attori principali,  per capire se qualcuno pagherà la distruzione sociale e politica. Ma non nutro molte speranze, anche per gli esiti già passati di alcune sentenze, per le avvenute prescrizioni e per le coperture di vario grado,  di cui molti soggetti godono. Spesso, leggo sui social, un revisionismo che fa impallidire quello post bellico. Chi ha vissuto questi anni però, conosce molto bene i nomi che hanno fatto e disfatto la città.

Qual è un aspetto che ti ha deluso in particolar modo della tua città e dei suoi abitanti? 

Sarebbe facile dire la mancanza di reazione, ma credo che sia in gran parte dovuta al fatto che la MAGGIORANZA è complice ed in un modo o nell’altro devota, per gratitudine o interesse diretto, a chi ha preso decisioni. Parlare di voto di scambio è fin troppo semplice. Però sono un sognatore e spero sempre in un riscatto, ovviamente portato avanti da chi non ha mai fatto parte di questa logica, anche solo come commensale…

Si era parlato in passato di un tuo interessamento alla politica attiva, tramite una lista che vedesse principalmente coinvolta la tifoseria del Siena a te più vicina. Il progetto potrebbe evolversi in futuro? Ci sono comunque delle proposte che vorresti portare avanti?

La proposta fu portata avanti all’indomani della riqualificazione dell’area del rastrello, ed è sempre in piedi, vanno capiti i tempi e le modalità, ma vista l’attuale situazione, credo che debba essere rivista in modo più ambizioso, troppo ristretto l’ambito tifo, adesso purtroppo lo sport è un argomento meno importante rispetto al lavoro ed ai problemi della città. Ho molte idee, ma non sono di compromesso…Vorrei abolire la ztl, usare le Contrade per ripopolare i rioni, permettere ai giovani di avere fondi commerciali a prezzi equi, e credo nel ruolo attivo dei rioni per far rinascere il senso di appartenenza e di mutuo soccorso, che contraddistingueva la nostra comunità,  prima del periodo di larga corruzione morale ed economica, avvenuta a causa del sistema Siena. Capirete che è difficile esplicare le mie proposte in poche righe, magari il progetto di cui parli (la lista civica n.d.r.), lo potrebbe fare in un prossimo futuro, perché  no? Sono nato qui e la mattina posso guardarmi allo specchio, in quanto molto di quel sistema l’ho subito sulla mia pelle, se riuscissi a dare un contributo anche piccolo per far tornare la mia Città a come la ricordo nella mia infanzia, mi sentirei orgoglioso e mi toglierei il peso di lasciarla com’è diventata a chi ci seguirà, lo merita chi ci aveva lasciato monumenti, Banca, Università e organizzazione sociale con le Contrade.

 

 

One comment

  • C’è da andare in curva per sentire ragionare a modo?
    Pare di sì ,l accenno ai pocciaioni dalle fette grosse alle briciole vale più di mille arzigogolati discorsi.
    Mi tocca ricredermi sulle stalle da bestie vaccine ,e lo faccio volentieri.

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