Alla città serve un’amministrazione e non una campagna elettorale per piazzare le bandierine

il Cassero 

Dal giorno delle dimissioni del sindaco Ceccuzzi, che hanno sancito la fine di un periodo storico, la città è rimasta impantanata nel caos politico e istituzionale. Di fatto, senza una rinnovata gestione politica e ancor più grave, senza una valida giunta comunale. Abbiamo un sindaco che si pavoneggia con selfie, post su facebook, interviste piene di parole e prive di riscontri reali su atti amministrativi, strutturali e strategici, per risollevare economicamente la città. Per non parlare dell’assenza di dinamismo e creatività. Abbiamo un vicesindaco, che era partito con la palese intenzione di farsi incoronare candidato a sindaco per il dopo-Valentini e che ancora non ha risposto alla domanda relativa all’incarico della moglie presso la partecipata del comune, la Fises, considerato che lo stesso vicesindaco, ha la delega alle partecipate. Abbiamo, sempre quel sindaco, il sig. Valentini, che qualche mese fa sbandierava risultati importanti sulla raccolta differenziata, per poi scoprire dati alla mano, che l’Ato sud Toscana, è ultima nella raccolta differenziata dei rifiuti. E sempre lo stesso sindaco, ha nominato un direttore al Santa Maria della Scala, che a parte sporadiche iniziative, non ha impresso nessun cambio di passo rispetto al passato.  Entrambi non hanno chiarito che futuro avrà il SMS e come intendono reperire le importanti risorse economiche necessarie, sapendo benissimo che gli 80.000 euro della Fondazione finiscono alla svelta e non servono per rilanciare la struttura. La città continua ancora a subire il peso dei danni del passato e questa giunta pensa di dare risposte con soluzioni saltuarie, limitate nel tempo e con la solita suggestione propagandistica. Tutto questo avviene con la totale debolezza dello stesso partito del sindaco e di tutte le altre forze politiche cittadine. Con tutte le questioni irrisolte e con i grandi temi per la città, che necessitano di soluzioni, la politica sta trascinando nuovamente Siena in una contrapposizione funzionale alle solite fazioni, tanto agitarsi  per non cambiare niente. Eugenio Neri, non vincendo per pochi voti, un nuovo impulso alla vita politica cittadina lo aveva dato, poi purtroppo, quel vizio di frazionare le opposizioni ha frenato quell’impulso e da questa mancanza di strategia,  sono maturati errori come la vicenda dell’Asilo Monumento, gestita male dalle opposizioni, fornendo un assist  al sindaco. Chiudetela velocemente questa vicenda, anche perché non andava nemmeno sollevata, e riportate le questioni irrisolte al centro del dibattito istituzionale. Sul piano politico frenate la smania di avviare una sbagliata campagna elettorale. Alla città serve un candidato sindaco capace di unificare e amalgamare, intorno a un’idea chiara di amministrazione della città e che sia in grado di garantire la sua indipendenza dalle fazioni che si sono contrapposte nel passato. Questo percorso serve alla città per darle un governo autorevole e farla uscire dall’isolamento in cui è stata portata, rispetto al quadro dei rapporti regionali. Ci sono gli spazi per far maturare una candidatura che possa dialogare, sia con l’area che ha costituito l’esperienza della candidatura Neri, sia con quelle sensibilità che hanno perso le speranze di una svolta, attraverso le soluzioni  proposte dal PD. Se poi dovessero prevalere le solite manovre per frazionare ,  o per mettere le bandierine sul palazzo comunale, o addirittura farsi dettare i tempi della campagna elettorale e i candidati  (sia di maggioranza che di opposizione), da qualche giornale  locale, più che una svolta ci sarà l’involuzione definitiva. Il buon senso prevalga, i prezzi pagati dalla città sono stati e continuano ad essere, veramente troppi.

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