Il PD di Masi che si permette di fare la voce grossa sulla Fondazione MPS invece di chiedere scusa. Questa è Siena

Il PD senese, guidato dal segretario comunale Alessandro Masi (ex sindaco di Sovicille, ex membro della Fondazione MPS, sostenitore delle gestioni Ceccuzzi-Mussari), ha avuto il coraggio di intervenire per censurare la gestione attuale della Fondazione e per dettare le linee guida future. Ma vi rendete conto?
Si sta parlando della Fondazione MPS, proprio quella Fondazione gestita per 12 anni da due presidenti con tessera PD e da una deputazione amministratrice controllata con le nomine dal PD. Si sta parlando proprio di quella Fondazione MPS devastata nel suo patrimonio, in violazione dello statuto e con i deputati e il presidente, che rispondevano ai diktat del partito. Ed è proprio lo stesso partito in cui c’era Masi e che oggi, è guidato dallo stesso Masi, il quale  due giorni fa, si è permesso di fare la voce grossa sulla Fondazione.
C’era solo un intervento che il partito di Masi doveva fare, con tanto di manifesti al muro: VI CHIEDIAMO SCUSA PER LE CONDIZIONI IN CUI, ALCUNI ISCRITTI AL NOSTRO PARTITO,  HANNO LASCIATO FONDAZIONE E BANCA MPS! Solo questo dovevano scrivere, solo delle scuse dovevano arrivare dagli organi del PD senese. Invece no, siccome ci avviciniamo alla scadenza delle nomine per la deputazione generale della Fondazione, ecco che Masi e il suo partito, intervengono per dettare la linea.
Del resto pochi giorni fa, l’ex membro dell’esecutivo del PD senese, Silvia Sestini, dimettendosi dagli organi di partito e lasciando addirittura la tessera del PD, in un’intervista alla Nazione, ha esplicitato in modo chiaro e non interpretabile,   che nel PD senese non hanno intenzione di fare autocritica sul passato. Ecco le parole di Silvia Sestini: ”Per esempio ho chiesto di approfondire anche il disastro Mps. Ma il partito fatica a prenderne coscienza. Mi hanno detto che è ancora troppo presto per una discussione aperta. Ma all’epoca ero una semplice militante e non voglio essere confusa con quelli che hanno fatto disastri o che non hanno nemmeno la forza di parlarne”.

A questo punto,  non rimane che coinvolgere gli organi istituzionali, per chiarire le responsabilità e i ruoli degli iscritti al PD nella gestione della Fondazione. Sarebbe opportuno che i consiglieri comunali e regionali, considerato che comune e regione sono due enti nominanti, presentassero delle interrogazioni prima delle nuove nomine, per chiedere:

  1.  Che tessera di partito aveva Gabriello Mancini, l’ex presidente della Fondazione MPS?
  2. A quanto ammontava il patrimonio della Fondazione al 1 gennaio 2005 e successivamente, al 31 dicembre 2013?
  3. Il sindaco e il presidente della regione, ci possono informare,  se tra le persone fisiche a cui è stata notificata l’azione di responsabilità promossa dalla Fondazione MPS,  ci sono iscritti al PD ?

(Nella foto principale, un sorridente Gabriello Mancini in veste di presidente della Fondazione MPS, che ritira un premio, con sullo sfondo un sorridente Alessandro Masi in veste di sindaco di Sovicille. Nell’altra foto, lo stesso Masi accanto al Parrini, in veste di segretario attuale del PD senese)

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