Si consolida l’asse tra i “furborenziani” e Ceccuzzi-Bezzini

di Carlo Regina

La nuova frontiera della politica aggrovigliata senese è l’asse tra Franco Ceccuzzi e i “furborenziani” di Scaramelli e compagnia. Che cosa ha avvicinato i due poli fino ad ora apparentemente distanti? Fior di mediatori si sono messi a lavoro per trovare un terreno comune, a partire dal “pluripoltronato” Piazzi, il quale si è dato non poco da fare a trovare il nuovo candidato a sindaco di Siena che potesse mettere d’accordo tutti, da Ceccuzzi a Scaramelli: Massimo BianchiTra Ceccuzzi, i propri sostenitori e la nuova spinta renziana di Scaramelli, c’è sempre stata una certa continuità, il Ceccuzzi non ha mai smesso di tenere un piede nell’ambiente renziano, facendo patti e sperimentando strategie, come appunto quella di trovare un accordo per il nuovo sindaco di Siena e spendendosi perché Scaramelli possa avere in futuro un seggio in parlamento. Per constatare tutto questo, basti vedere la carriera politica del giovane Filippo Castellani (nella foto Castellani e Ceccuzzi), ai tempi della candidatura del Ceccuzzi a sindaco di Siena, capo dei giovani a sostegno di quest’ultimo ed ora entrato di diritto nel giglio magico alla corte di Renzi, pur rimanendo un ceccuzziano di fede e di obbedienza (nella foto il giovane Castellani con Ernesto Carbone quello del “ciaone”, foto tratta da Dagospia).

Nel contempo continuano le “kermesse” dell’associazione Polis che fa capo a Ceccuzzi, la quale ha organizzato un incontro per parlare di Siena e la sua viabilità, più varie ed eventuali. Ci sarà Ceccuzzi che intervisterà Bezzini e vedrà la partecipazione dell’assessore Stefano Maggi. Stendiamo un velo pietoso sul perché ancora un assessore possa partecipare a serate del genere, organizzate da coloro dai quali dicevano di prendere le distanze politiche. Ancora Bezzini e Ceccuzzi parlano di Siena e del suo futuro, con quale faccia? Con la faccia di quelli che la sanno lunga e ancora avrebbero l’ardire di pontificare sul futuro della città, dopo averla condotta nelle condizioni tragiche che stiamo vivendo. Vi citiamo solo questo passaggio significativo del duo Bezzini-Ceccuzzi, quando auspicavano che Antonio Vigni, direttore in pensione di Mps, poi indagato insieme a Mussari, si mettesse a disposizione della Fondazione Mps con le sue grandi doti di conoscenza bancaria, leggete qui: «L’autorevolezza, la professionalità e la forza dell’esperienza maturata dal dottor Viola ci soddisfano pienamente e pongono basi solide affinché il gruppo Montepaschi possa creare valore per i suoi azionisti, sostenere l’economia reale, e con essa famiglie e imprese, assicurare livelli occupazionali di qualità», hanno affermato Bezzini e Ceccuzzi, ringraziando Vigni «per la professionalità, la dedizione e l’attaccamento alla Banca con i quali ha servito prima l’istituto e poi l’azienda per 40 anni», con diversi ruoli, fino a quello di direttore generale. Anche per questo, sindaco e presidente della Provincia, hanno auspicato che «la Fondazione Monte dei Paschi possa avvalersi della sua consulenza per le operazioni strategiche».

Ci pare inutile aggiungere altro.

2 comments

  • Caro Carlone, ottima l’espressione “FURBORENZIANI”, che mi dolgo non poco di non avere creato io!!

    Non per autocitarmi, ma nel darti piena ragione ti dico che questo feeling con Franchino il Ceccuzzi era già evidente a novembre, quando finalmente – dopo lungo “corteggiamento” – mi riuscì di intervistare Scaramin. E magari, in questi tre mesi, il feeling fra il “nuovo che avanza” (lo dice Lui), ed “il Vecchio che resiste” (lo diciamo noi), è financo cresciuto…

    Dacci sotto, l’eretico

    • Giusto per darti una altro merito, va ricordato il tuo pezzo su Filippo Castellani del 2011, all’epoca della candidatura di Ceccuzzi, dal quale abbiamo attinto come archivio storico.

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