Hic manebimus optime!

di D’Ivano Letto

Lo scorso 2 Febbraio il Comune di Siena ha pubblicato l’esito di gara relativo all’appalto per la fornitura di “servizi per il pubblico finalizzati alla migliore valorizzazione del complesso museale Santa Maria della Scala – CIG 665470544A”. Delle tre offerte presentate, la migliore è risultata essere quella del Raggruppamento Temporaneo d’Imprese (R.T.I.) composto da Opera Laboratori Fiorentini s.p.a. (mandataria) – CNS Consorzio Nazionale Servizi soc. coop. – Dolcezze Savini s.r.l. – Incoming Liguria s.r.l. – Consorzio Arte’mNet (mandanti), che si è quindi aggiudicato il diritto di fatturare al nostro Comune –per cinque anni, con inizio dal 1° Novembre 2016 – la somma complessiva di € 931.000,00, ai quali vanno aggiunti € 9.797,00 per oneri della sicurezza e – naturalmente – l’IVA. Pur essendo ancora distanti da quanto, in tema di valorizzazione dei beni culturali, prescrivono le norme di legge (la gestione indiretta di tali servizi deve essere affidata in concessione – in cui il Comune incassa un canone – e non con appalto – in cui il Comune paga un corrispettivo, differenza non da poco, considerata la situazione finanziaria in cui versa l’Ente), dobbiamo registrare una significativa novità: il R.T.I. deve versare al Comune – per tutti i 5 anni di durata del contratto – un canone per l’occupazione degli spazi di € 175.000,00 più IVA. Ci sembra quindi corretto definire Occupanti i vincitori della gara ed Occupato il Santa Maria della Scala. Ma le sorprese non finiscono qui: il piccolo rinfresco all’inaugurazione dell’Ostello del Santa Maria della Scala “Casa delle Balie” e della targa commemorativa del lascito “Vieri Mascioli” dello scorso 20 novembre 2016, sancisce l’aggregazione al Raggruppamento anche della s.r.l. Le Dolcezze di Siena corrente in Montevarchi – c.f./p. iva 02153330515 (da non confondersi con la già citata s.r.l. Dolcezze Savini – c.f./p. iva 04343560480 – che invece è di Figline Valdarno). L’atto dirigenziale del Comune di Siena n. 1937 del 28/11/2016 afferma che Le Dolcezze di Siena s.r.l. fa parte del R.T.I. occupante il S.M.S. e, per tale motivo, gli viene affidato il servizio di catering per 30/40 persone, il cui onere è imputato dal Comune di Siena nel capitolo di bilancio “Spese di gestione del complesso museale Santa Maria della Scala”, opportunamente finanziato dal lascito del medesimo fu Vieri Mascioli (cfr. deliberazione Giunta del 24/3/2016, n. 96), che ha così – post mortem – offerto il rinfresco ai convenuti (quale miglior modo per onorare la sua memoria!). Ma non è tutto, anche l’Opera della Metropolitana di Siena ha trovato il modo per aggregarsi all’allegra brigata: il 26 gennaio la Giunta Comunale ci informa di essersi impegnata a mettere a disposizione di detto Ente, a titolo gratuito e dal 1 marzo 2017, i locali posti all’interno del Palazzo Squarcialupi per la biglietteria ed i locali per il servizio guardaroba. In buona sostanza, Opera Laboratori Fiorentini s.p.a. è inscindibile da Opera della Metropolitana di Siena (è tutta una catena di affetti che né io né lei possiamo spezzare …. chi si prende OLF spa, deve per forza prendersi tutto il blocco!). Sul motivo di questa scelta sarà data spiegazione fra qualche riga. Tutto ciò fa tornare alla mente l’art. 48 del vigente codice degli appalti, il cui comma 9 stabilisce che è vietata qualsiasi modificazione alla composizione dei raggruppamenti temporanei rispetto a quella risultante dall’impegno presentato in sede di offerta. Ed il successivo comma 10, aggiunge: “l’inosservanza dei divieti di cui al comma 9 comporta l’annullamento dell’aggiudicazione o la nullità del contratto, nonché l’esclusione dei concorrenti riuniti in raggruppamento o consorzio ordinario dei concorrenti, concomitanti o successivi alle procedure di affidamento relative al medesimo appalto”. Potrebbe bastare, ma già che ci siamo, diciamo anche quest’altra:
Come scritto in precedenza, tra le svariate attività che il Comune ha appaltato si trova anche la gestione di un Ostello interno al Santa Maria della Scala. La struttura turistico ricettiva, inaugurata lo scorso 20 Novembre 2016, non risultando – a tutt’oggi – presentata alcuna SCIA, non è gestita da nessuno. Nonostante ciò, la commercializzazione dei servizi ricettivi è già iniziata: Incoming Liguria s.r.l. ha infatti pubblicato sul proprio portale internet C-Way l’offerta “Siena essenziale”, che consente il pernottamento nell’Ostello del Santa Maria della Scala, la visita guidata del centro storico cittadino ed il biglietto Opa Si Pass, per la visita del Duomo, del Battistero, della Cripta, del Museo dell’Opera, della terrazza panoramica del Facciatone. Del Santa Maria della Scala nemmeno l’ombra! Non sarà per caso una fine strategia di marketing adottata da uno dei migliori valorizzatori del Santa Maria della Scala, per incuriosire i turisti sul vecchio ospedale? La risposta è più semplice: Opera Metropolitana di Siena ed Opera Laboratori Fiorentini s.p.a., tramite un “appalto”, si spartiscono gli incassi dei biglietti di ingresso al Duomo che nel 2015, dai dati forniti dalla Fabbriceria, è stata visitata da oltre due milioni di visitatori (ben altra cosa rispetto ai circa 50.000 del Santa Maria della Scala). Tanto Opera Laboratori Fiorentini s.p.a. quanto Incoming Liguria s.r.l. fanno parte di Civita Group, per cui viene naturale che le due strutture, nell’interesse reciproco, si sostengano. E naturalmente, in quanto società con finalità commerciali, le loro attività- più che alla tutela ed alla fruizione di beni culturali pubblici rivolta ai cittadini di qualunque censo, categoria, classe – sono riferite al lucro. Trasformando i cittadini in consumatori, ecco pronta l’offerta commerciale (il contratto) che presenta – per i proponenti – le maggiori opportunità di profitto (e – per le società di Civita – il Duomo ha due milioni di buoni motivi in più in confronto al Santa Maria!). In estrema sintesi, la valorizzazione del Santa Maria della Scala altro non è che la valorizzazione del Duomo di Siena, ergo, la valorizzazione dei patrimoni delle società di Civita (OLF e Incoming Liguria), i quali – mentre incassano dal Comune ed occupano il Santa Maria della Scala – fanno affari con Opera Metropolitana di Siena. Ma dopotutto cosa c’è di male, anche la Regione ha detto che il S.M.S. non può essere considerato un Museo, quindi tanto vale farci una bottega. Ad abundantiam, segnaliamo infine che, al contrario di quanto avviene nei casi di valorizzazione indiretta dei beni culturali ex art. 115, D. Lgs. 42/2004, tanto i biglietti per il Duomo che quelli per il S.M.S. vengono emessi dalle rispettive istituzioni (Opera Metropolitana e Comune) che, com’è noto, sono enti non commerciali, per cui i proventi dalla vendita dei biglietti sono classificabili come contributi. Siccome però gli incassi sono ripartiti pro-quota con Opera Laboratori Fiorentini – società con finalità commerciali, essi diventano corrispettivi. Al di là dell’evidente differenza di trattamento tributario dei proventi (i contributi sono esenti da imposte, i corrispettivi no), facciamo sommessamente presente che il D. Lgs. 6/9/2005, n. 206 (Codice del consumo) considera ingannevoli le seguenti pratiche commerciali (cfr. art. 23, lett. aa): dichiarare o lasciare intendere, contrariamente al vero, che il professionista (leggi: l’impresa) non agisce nel quadro della sua attività commerciale (per i curiosi, all’art. 27 ci sarebbero anche scritte le sanzioni).

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