Quel dato negativo che ha fatto fare il passo falso a Scaramelli e le manovre in Toscana

La nostra intenzione era di mantenere riservati i dati che abbiamo avuto modo di consultare, e per dati ci riferiamo a uno studio (sondaggio) sugli scenari elettorali relativi a Siena, Firenze e per le regionali della Toscana. Noi questi dati li abbiamo consultati circa 4 mesi fa. Ma dopo l’intervista odierna del turbo (furbo) renziano Scaramelli (del partito di Ceccuzzi), conviene condividerli, proprio per stoppare sul nascere il giochino, considerato anche il passo falso dell’ex sindaco di Chiusi (vedi foto del taglio del nastro con Gabriello Mancini). Tralasciamo i dati su Firenze, altrimenti mettendo troppa carne al fuoco, si perde di vista il dato politico più interessante (almeno per quanto ci riguarda): le proiezioni sulle amministrative senesi del 2018 e lo stato di salute del partito di Parrini e Scaramelli a livello regionale. A noi i sondaggi non interessano e a un anno di distanza dal voto, non hanno alcun peso. Lo studio a cui ci riferiamo non si basa su sondaggi tradizionali, bensì sul risultato dell’elaborazione di dati concreti, che prendono in considerazione tre riferimenti principali. Per quanto riguarda la situazione regionale, sono stati studiati i risultati delle ultime due elezioni amministrative delle città toscane, lo stato di salute del partito guidato da Parrini e la gestione Rossi (PD) della regione. Per quanto riguarda Siena, sono stati elaborati i dati relativi al tesseramento del PD, gli ultimi accadimenti relativi a MPS e la gestione Valentini (PD) della città.
Con quei dati, che non tenevano conto dei possibili effetti della scissione in corso, il prossimo candidato presidente di regione del PD non arriverebbe nemmeno al 40% e l’intera coalizione del centrosinistra si attesterebbe sotto il 50%. In un qualsiasi partito il Parrini avrebbe smesso di fare il segretario, ma il partito è partito e oramai la politica si affida alle alchimie più che alle strategie. Dallo studio emerge che ci sarebbe solo un candidato, che potrebbe risollevare le sorti del PD a livello regionale, e si tratta di Federico Gelli. Gli altri due nomi, quello ufficiale della Saccardi e quello di Eugenio Giani (più che altro un’autocandidatura), non sono candidature trainanti. E il Parrini che fa? Siccome non accetterebbe mai la candidatura di Federico Gelli, spera di arginare la perdita di voti con il possibile soccorso di una lista alle regionali, per recuperare voti dal centrodestra insieme a quelli di Ala (Verdini). Una lista su cui starebbero lavorando Marcello Pera e il braccio operativo di Verdini, Massimo Parisi. In pratica, il groviglio armonioso, applicato su scala regionale. Tanti auguri al Parrini e al Parisi.
A Siena, patria del groviglio armonioso, i dati sono più negativi ed ecco spiegato il passo falso di oggi del turbo(furbo)renziano Scaramelli: il candidato con il simbolo PD, nelle proiezioni del 2018, non andrebbe oltre al 32/33% al primo turno e non oltre il 44% al secondo turno. Ovviamente, questo dato negativo per il PD senese, ci sarebbe nel caso di una candidatura nuova e alternativa, espressione di un fronte civico. E cosa fa lo Scaramelli oggi? Rilascia un’intervista per proporre un fronte civico per le prossime elezioni comunali di Siena. No, caro Scaramelli, tu sei un consigliere regionale del PD e sei un rappresentante di quel PD (partito di Ceccuzzi), che ha la responsabilità dei disastri degli ultimi anni e non sei nelle condizioni di appropriarti della proposta di un fronte civico. Pensavi di fare una furbata, invece hai fatto un passo falso.

Nelle foto:  Scaramelli che tagliava i nastri con Gabriello Mancini; Scaramelli con quel Niccolò Gucciardini; Marcello Pera; Massimo Parisi (in versione scrittore), Dario Parrini con Niccolò Guicciardini.

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