Intervista doppia, sei domande per Laura Vigni ed Eugenio Neri

Continua il ciclo delle nostre interviste, questa volta facciamo sei domande (impegnative), a Laura Vigni ed a Eugenio Neri. Entrambi ex candidati a sindaco nell’ultima tornata elettorale (persa da Eugenio Neri per 930 voti), tutti e due ex consiglieri comunali di opposizione, Laura Vigni dimessasi per far posto ad Ernesto Campanini, Eugenio Neri perché non voleva più avallare la figura del sindaco Valentini. Di questi due personaggi politici, è apprezzata la totale opposizione al sistema Siena e a quel groviglio armonioso tuttora in auge. Buona lettura.

Entrambi, sia da candidati a sindaco, che da consiglieri comunali, avete avuto modo di confrontare le differenze tra le varie gestioni della città fino a quella attuale. Complessivamente, che giudizio avete maturato su Valentini e la sua giunta?

Laura: Io sono stata consigliere durante la Giunta Ceccuzzi, quando cominciarono ad emergere i retroscena degli intrecci perversi al Monte dei Paschi, e in quel contesto ho dovuto combattere contro una maggioranza che avallava tutte le scelte, come quelle della partecipazione della Fondazione alla ricapitalizzazione, quando dissi che si stava mettendo la corda al collo. Purtroppo ho avuto ragione. Nella Giunta Ceccuzzi c’era comunque qualche assessore che sapeva fare il suo lavoro. Invece la Giunta Valentini è molto frammentata al suo interno, selezionata sulla base di spartizioni fra le forze politiche (oggi anche in lite al loro interno) e con un capo che non è capace di guidare il gruppo: quando c’è una difficoltà concentra tutto su di sé e questo credo che demotivi gli assessori. Lo ha fatto sia per l’urbanistica che per il Santa Maria della Scala, anche se sono due settori in cui non ha certo brillato. Fra l’altro ha lasciato scadere il Regolamento Urbanistico, mentre nell’argomento Santa Maria dimostra continuamente la sua impreparazione, tanto da essere stato corretto dalla prof.ssa Piccinni sull’affermazione che la Francigena transitava all’interno dell’Ospedale!

Bisogna anche dire che ha scelto alcuni assessori privi di capacità decisionale, che appaiono subalterni agli uffici, che non sanno come muoversi, eccessivamente prudenti e incapaci di assumersi responsabilità, frutto di un sostanziale disinteresse per la città.

Eugenio: si può rispondere sia sul piano amministrativo che politico : il giudizio è comunque negativo su entrambi i piani. Però la cosa più grave è a monte ed è un problema che si ripeterà in futuro. Lo schema Ponzi è un classico della truffa finanziaria; in pratica è una catena di Sant’Antonio che si mantiene con il continuo allungamento della catena. Io ho parlato di schema Ponzi riguardo al PD senese perché ci propone, e continua a riproporci, il rinnovamento e la discontinuità a scadenze fisse, facendo emergere personaggi “nuovi”, rastrellati in provincia, che si presentano a turno come discontinuatori, rottamatori, rinnovatori. La caratteristica principale di questi personaggi è il completo disinteresse per l’oggetto delle loro cure, ovvero la città che giace semi-cadavere. Il risultato netto, oltre alla devastazione, è che questo gioco ha portato al declino della città, soprattutto in termini di assenza di occasioni per giovani e meno giovani. Siamo, con grande soddisfazione del Sindaco, ridotti ad un borgo sulla Francigena, abbiamo barattato anima e ingegno (lo studio, le vocazioni e le tradizioni) con stomaci, padelle, movida ed emozioni. Quale tipo di futuro possiamo aspettarci?

Rientrando nello specifico sul giudizio amministrativo: abbiamo visto una amministrazione di proclami e pochi fatti. Vuoto cosmico anzi “vuoto comico”  (o tragico?)

Molto peggiore è il mio giudizio politico. Valentini non ha mai avuto una linea ma solo una serie di moti browniani dovuti agli urti di chi in quel momento era più forte o contava di più. Dal primo giorno dell’insediamento ha ruotato la barra in maniera casuale per assecondare chi lo aveva portato lì. Gli amici e i fedeli sono stati puntualmente delusi o si sono allontanati, gli altri sono rimasti per gusto di potere. E saremmo troppo buoni a deriderlo assimilandolo alla scimmia che guida l’aeroplano: no egli segue ed ha seguito solamente la sua vanità e l’interesse della sua smania di arrivismo e di “immagine”. Questo non lo definisco amore per Siena.

Tutti questi elementi hanno nuociuto alla città: una città già impoverita la quale perde anche gran parte del suo residuo, e soprattutto perde di dignità, è una città rovinata. Valentini può essere considerato uno dei sindaci, se non il sindaco, che più ha nuociuto a Siena. Perché nel momento della sua massima crisi non ha gestito l’interesse di Siena, regalando (come ha fatto per il 4%) o arrendendosi (come ha fatto su quasi tutto) di fronte ai suoi sponsors (fondazione, banca, ospedale, asl enoteca, etc….). Il futuro ci mostrerà ancor più chiaramente l’entità del danno.

Ho una grande amarezza e un grande rincrescimento, perché perdendo, non ho avuto modo di fermare questo scempio. Era fondamentale, a quel giro di piazza, discontinuare l’egemonia pd sulla città. Era il passaggio più critico per la città e per la comunità.

Il gruppo dirigente senese del PD non ha voluto fare i conti con le gestioni che hanno condotto Banca, Fondazione e l’intera città nella difficile condizione che tutti conosciamo. A parte qualche slogan a effetto, che lascia il tempo che trova, sia Valentini che Scaramelli, non sono facce della stessa medaglia? Ovvero di quel gruppo dirigente ancora ancorato alla gestione del PD, con i dirigenti dell’ex sindaco Ceccuzzi?

Laura: Da quando i DS si sono trasformati in PD, si è accentuato il carrierismo dentro il partito e allora per fare carriera non è necessario essere impegnati, competenti, appassionati, ma è molto meglio essere ubbidienti, sostenere e omaggiare il potente del momento. Anche l’ex sindaco Piccini, che adesso si vorrebbe presentare come l’uomo nuovo, inaugurò la stagione di dividere i dirigenti del partito in amici e nemici: ai primi dava spazio, ai secondi tagliava le gambe. Così si è formata una classe dirigente locale di bassissimo livello, priva di spirito critico che non è più capace di esprimere una cultura di governo. Valentini e Scaramelli sono divisi solo da un’antipatia personale non certo da diverse visioni politiche, semmai ciascuno di loro cerca di appoggiarsi a vecchi marpioni che da dietro le quinte manovrano pacchetti di voti. E questo sarebbe il nuovo? Ceccuzzi non ha mai cessato di manovrare, ricompattando i suoi fedelissimi (molti in Consiglio Comunale tengono sotto scacco il Sindaco). Ma la situazione attuale del PD, con la scissione, imporrà di venire allo scoperto anche se scommetto che a Siena prevarrà la vicinanza con il più probabile vincitore, a scanso di rischi.

Eugenio: Certo! è lo schema ponzi di cui sopra; nessuno di loro ama Siena, anzi, sia Valentini che Scaramelli non la conoscono neppure; esistono i loro Ego politici o forse soltanto Ego pubblici (nel senso di platea) che sono motori di ambizioni inconcepibili visto lo spessore dei personaggi e soprattutto visti i tempi che viviamo. Solo la serietà e l’umiltà dovrebbero essere premiati essendo gli unici valori che permetteranno a questo paese di sopravvivere. Questo egocentrismo è uno dei motivi per cui non abbiamo sentito una parola di scuse (tante scuse si) ; anzi molto peggio, abbiamo visto processi di rimozione collettiva attraverso la assegnazione di tutte le colpe a pochi “brutti sporchi e cattivi”. Catarticamente ora sono tutti nuovi e immacolati. Queste non sono forme di rimozione psicologica, perché le responsabilità del partito le conoscono bene (è assolutorio attribuire loro dei profili naif!): no, sono modalità di prepotenza derivanti dalla garanzia di copertura : parafrasando “too big to fail “ direi “too big to pay” .

Essi sono del partito, stanno nel partito, e assolvono se stessi dichiarandosi nuovi, ma non disconoscono il partito anzi contribuiscono all’occultamento della verità. Altrimenti perché il libro bianco su mps e fondazione non è stato fatto? Perché non è stata chiesta con forza la pubblicità degli atti della fondazione del periodo X? Nessuna operazione verità ed è chiaro perché. E’ uno scenario da Saigon assediata: rallentare l’avanzata mentre si bruciano gli archivi.
Il risultato netto è che di Siena ora non si fida più nessuno, perché sotto la crosta c’è intatta la palude. Credo che se non fosse per la banca e per gli enormi intrecci politici da essa generati certi ruba-galline li avrebbero beccati subito. Qui il sistema o cade tutto o resta in piedi : “too big to pay” Quindi quelle dei “rottamatori” sono solo ipocrite sceneggiate.
Torniamo a Valentini. Questo potere ha dunque mutato forma ed ha potuto tenere tutto coperto. Valentini è questo; nella sua maschera un pò grottesca e buffonesca è ed è stato finora doppiamente nefasto per Siena. Valentini è stato l’uomo del pre (smettiamo di chiamarlo groviglio ?!) e uomo del post (non dei Post).

Ho detto tempo fa che il ruolo maggiormente criticabile della Siena del groviglio era quello dei portatori di consenso ad un sistema; questo consenso determinava il potere locale e chi controllava il territorio controllava la terza banca e non solo. Valentini per la sua quota ( non piccola) è stato un portatore di consenso. È la banalità della devastazione .

Valentini è uomo del post poiché ora, nel suo “ non fare nulla” dal punto di vista amministrativo, ha invece fatto tutto “il necessario “ dal punto di vista politico.

Per le colpevoli gestioni del passato, la città è stata privata del grande patrimonio economico rappresentato dalla presenza della Fondazione e dal rapporto tra Fondazione e Banca. Hanno utilizzato quel patrimonio per garantire rendite di potere e la città ha subito anni di scontri perché un gruppo ristretto occupava certe poltrone, privando la comunità di spazi e azioni di governo per valorizzare realmente il nostro patrimonio storico e culturale e per creare quelle condizioni necessarie per una tenuta economica duratura. A pagarne le conseguenze sono stati diversi settori dell’economia cittadina e soprattutto, è stato lasciato un macigno di fallimenti gestionali che compromette il futuro delle giovani generazioni. Con la buona volontà di tutti possiamo far risalire la china alla città? Con quali propositi politici?

Laura: Io credo che la strada per la ripresa sarà lunga e faticosa, ma bisognerà evitare che sia il mercato a determinare il futuro di Siena. Al momento il turismo sembra l’unica possibilità di produrre reddito e tanti giovani (che una volta aspettavano l’impiego al Monte dei Paschi o nell’indotto) adesso aprono pizzerie, ristorantini, negozi di souvenirs, trasformano la casa in centro in bed and breakfast, ecc. Certamente bisogna apprezzare il loro impegno, perché si tratta di lavori duri e faticosi, ma questa tendenza a trasformare la città in un parco a tema mi sembra deleteria e dalle conseguenze nefaste. Noi proponiamo che il turismo sia governato come una risorsa essenziale, ma senza mercificare la città; che il patrimonio culturale eccezionale di cui disponiamo non sia affidato ai privati ma governato dal pubblico anche per produrre occasioni di lavoro specializzato; che si punti a valorizzare il patrimonio abitativo – per dare nuove occasioni di lavoro al settore dell’edilizia – intervenendo con innovativi interventi nel settore delle energie rinnovabili e delle modifiche antisismiche; che si favorisca la nascita di start up, senza tuttavia abbandonare le realtà industriali attualmente presenti per difendere i livelli occupazionali. Per tutto questo bisogna sviluppare un’idea di città che non sia affidata ad iniziative sporadiche e isolate (come quella delle bici elettriche, che è positiva, ma svincolata da un piano della mobilità), ma abbia una visione globale per conservare l’unicità di Siena.

Eugenio: Sono molto scettico e diffidente nei confronti di quelli che hanno ricette per tutto; ci vuole serietà pragmatismo e umiltà. Una persona non basta e non può bastare: la città deve fare una scatto. Capisco che sia molto rassicurante delegare ad un “uomo del destino” e pretendere dei risultati, forse molti vogliono colui che dice “fate fare a me”. Sarebbe un errore. Si deve partire invece da una visione della città, da dei valori fondanti veramente condivisi ( parola oscena), e da dove, in prospettiva, vogliamo che Siena si collochi nel mondo. Personalmente la domanda che mi pongo è: cosa si merita Siena? Per il recente passato nulla, ma per quello che rappresenta la sua storia e la sua formidabile cultura si merita una dimensione altissima. Siena è amata nel mondo, ha insegnato dei valori, precorrendo i tempi, che sono universali. Dobbiamo quindi ricostruire le nostre giuste ambizioni (con umiltà !) e mettere da parte le velleità. Poi, forse qualcuno si offenderà, ma dobbiamo ricostruire un popolo. Un popolo che si disinteressa della propria città non è un popolo. E dunque è improrogabile cercare motivi di coesione, di coinvolgimento. I modelli ci sono, Siena ha infinite istituzioni ispirate a questi modelli. Perché non può avvenire uno sforzo collettivo per la città? Nell’interesse della città? La verità avrebbe favorito tutto questo processo mentre il silenzio alimenta le divisioni, tuttavia di qui bisogna uscire.
Siena deve sviluppare le sue vocazioni naturali: che sono duali. Città di campagna e città di studio. Il buon vivere deve attrarre non in maniera fine a se stessa, ma per riportare a Siena i senesi che sono partiti e richiamare nuovi senesi , che vengano qui a portare qualcosa molto più prezioso del costo di un biglietto o delle ricadute economiche di una kermesse gastronomica. E’ l’ingegno, il coraggio, la conoscenza, il futuro che ci servono e che dobbiamo riattivare. Abbiamo uno strumento che si chiama università, ma non deve essere l’unico elemento: tutto può diventare scuola. Tutti dobbiamo tornare a scuola e tanti devono venire qui a scuola: a insegnare o ad apprendere. Qui si può vivere bene dobbiamo riattivare le opportunità

Attualmente assistiamo (sperando si ravvedano) al tentativo di un giornale locale (Corriere di Siena), di voler scegliere quali saranno i contendenti politici in città. Come giudicate questa operazione e la condizione dei media cittadini in generale?

Laura: Il Corriere sembra voler intervenire nella politica cittadina come ha fatto qualche anno fa, e il ruolo di Stefano Bisi, gran maestro della massoneria, è stato anche in passato decisivo. Quanto alla decisione di ridare tutto questo spazio ad un ex sindaco come Piccini mi sembra veramente sospetto, avallando l’idea che abbia ben operato in passato, ma ricordiamoci che è lui il responsabile della nuova area della stazione e del ponte a due sole corsie su cui le ambulanze rimangono bloccate dal traffico. Comunque non mi pare un gran cavallo, visto che alle ultime elezioni amministrative non è riuscito ad ottenere nemmeno i voti utili ad essere eletto consigliere. I giornali e le tv cittadine continuano a favorire i gruppi più forti (che in passato li hanno sostenuti anche economicamente), ma adesso lo sfaldamento del PD fa mancare gli interlocutori. Bisognerebbe quindi che gli organi di informazione stessero con la schiena diritta, favorendo lo sviluppo di uno spirito libero fra i cittadini.

Eugenio: Siena si merita di meglio di più e di più nuovo : non dico altro perché ho appena detto che bisogna unire. Voglio credere nella buona volontà degli organizzatori del confronto. Personalmente non parlerei con Valentini per le ragioni sopra esposte . D’altra parte il mio disprezzo per quella persona è pari solo alla mio risentimento per quello che è stato capace di fare. Piccini è quel candidato ad “uomo del destino” di cui Siena credo non abbia proprio bisogno.

Secondo il vostro parere i vari conflitti d’interesse che riguardano la giunta comunale (vedi quelli del vice Mancuso, addetto alle partecipate, con la moglie consulente legale di una delle partecipate del comune), in seguito alla sottoscrizione della Carta di Avviso Pubblico, sarebbero ancora tollerabili in una futura amministrazione? Come estirpare questi imbarazzanti vizi italici?

Laura: Devo dire in tutta franchezza che la Carta di Avviso Pubblico è uno strumento importante per evidenziare i conflitti di interesse, ma sono rimasta un po’ delusa dalla sua applicazione. Ricordo un incontro in cui alle nostre osservazioni venne date risposte giustificazioniste, soprattutto per quanto riguarda i rapporti fra gli assessori che sono dipendenti o dirigenti di certe associazioni, e poi determinano le scelte del Comune nei settori in cui operano (ricordo Sonia Pallai, dipendente della Confesercenti e assessore al turismo e Massimiliano Bruttini, alto dirigente dell’UISP, che è presidente della Commissione Sport nel momento in cui proprio all’UISP è stata affidata la gestione della Piscina di Piazza Amendola).

Eugenio: Matteo 26:64 tu l’hai detto … ed io concordo anche se la cosa più grave delle persone che hai citato è la loro mancanza di autonomia pur essendo dotate di talento. Una persona intelligente come Mancuso che bisogno ha di stare a raccattare le briciole del pd o di accettare le umiliazioni di Valentini, Ceccuzzi etc.?? E’ dunque un problema di dignità politica e compromesso con se stessi. All’inizio del suo mandato pregai Mancuso affinché rimanesse a fare il vicesindaco (voleva dimettersi). Forse fu un mio terribile errore ma speravo in cuor mio che l’intelligenza avesse la meglio su un disastroso inizio e che la sua influenza portasse a una correzione. Purtroppo Mancuso è stato risucchiato nella mediocrità del leader e ha contribuito alla sua sopravvivenza politica, ha dunque messo la sua intelligenza a servizio del “principe” invece che del bene collettivo, con l’aggravante dell’ipocrisia di chi vuole meritarsi dei distinguo e con la presunzione di chi può infinitamente galleggiare dietro le quinte. Avrebbe potuto mettere a frutto meglio i suoi talenti.
Al di là dei conflitti di interesse bisogna trovare qui a Siena ( e in Italia in generale) il modo di separare l’ipocrisia di una onestà formale (di carte e avvisi) dal giudizio globale sulle cose fatte. Non si garantisce per legge l’onestà e nemmeno la bravura : costa lavoro e fatica la verifica dei risultati che poi sono l’obiettivo finale. L’onesto incapace non verrà mai portato in giudizio. Invece bisogna trovare un modo per cardare i furbi e cardarli bene. Tolgono risorse a tutti.

Se ci fossero le condizioni per una proposta unitaria, trasparente e di ampio respiro civico, sareste disposti a dare il vostro contributo per il bene della città, anche senza ruoli in prima linea?

Laura: Il gruppo di Sinistra per Siena da tempo si è detto disponibile a partecipare ad una coalizione di liste civiche, e a questo scopo abbiamo incontrato diversi esponenti di queste liste. Abbiamo escluso i gruppi di destra, come la Lega Nord e Fratelli d’Italia, che sono portatori di valori razzisti e discriminatori. Temiamo anche le furbizie di chi vorrebbe presentarsi come nuovo, mentre è fortemente compromesso e cerca solo fi fare un’operazione di trasformismo (perché non dimentichiamo che la crisi del Monte dei Paschi non è solo attribuibile al PD, ma anche a vari soggetti di destra che parteciparono alla spartizione dei benefici). Non sarebbe però utile alla città che ci chiudessimo nel nostro angolo di duri e puri, senza poter influire minimamente nelle scelte; siamo pronti ad affiancarci a forze, da cui ci possono dividere principi generali, ma unire una politica cittadina più responsabile ed un progetto coerente.

Credo anche che ci sia bisogno di un forte rinnovamento generazionale, per dare più slancio innovativo a questo Consiglio Comunale e devo dire che sono lieta che al mio posto sia entrato Ernesto Campanini, che si sta dimostrando competente, impegnato e potrà costituire un punto di riferimento essenziale per la prossima amministrazione.

Eugenio: Certamente! Ho sempre considerato il mio un ruolo di servizio anche quando mi sono candidato. Avrei sacrificato per 5 anni la mia professione (per poi smettere di fare il chirurgo: dopo 5 anni fermo puoi smettere) perché giudicavo quel momento un momento critico. Una grandissima parte dei senesi lo ha capito e mi ha dato fiducia e cuore.

Certamente! A patto di essere vincenti. Purtroppo le formule “civiche” sono carenti inflazionate e poco attrattive; i partiti esterni sono terrificanti e nocivi. La formula civica poi verrà colonizzata dal pd e sarà indistinguibile.

Noi opposizione (TUTTA!) facemmo una marcia , abbiamo fatto delle proposte che dovevano far nascere dal consiglio un fronte di opposizione. Molti preferirono i tavoli del Rosso e della Lega…
Mi sono ritirato dal consiglio per i motivi che ho detto pubblicamente, anche se avevo maturato la netta sensazione che l’ostacolo maggiore nell’ opposizione fosse proprio la mia cosiddetta leadership. Non hanno fatto molti passi.

Certamente! Ora però bisogna candidare Siena a guidare Siena ( cit. Giuseppe Giordano). Sarò un “committente” durissimo e non voglio ferrivecchi rancorosi o uomini della provvidenza a risollevare le sorti di Siena. Il PD è sempre forte e garantisce l’oblio; il Raggismo incapace è in agguato.

Il problema di una squadra è trovare gente capace disposta a metterci la faccia e il c. Io sto appunto lavorando per trovare gente capace e disinteressata. Disinteressatamente.

 

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