Valentini non sa o non vuole fare

Riceviamo e pubblichiamo

Parlando dei finanziamenti annunciati dal governo per il bando sulla riqualificazione delle periferie, che per Siena dovrebbero arrivare in effetti fra quattro e cinque mesi – visto che ad oggi sono finanziate solo le prime 24 città, mentre Siena si è collocata al 39° posto della graduatoria nazionale – il sindaco Valentini dimostra ancora una volta di non avere la stoffa del buon amministratore pubblico.
A chi gli contesta di non aver previsto nulla per il recupero degli Ex Molini Muratori a Taverne d’Arbia se la cava con un pilatesco “sono di proprietà privata e quindi il Comune non può fare nulla”.
Delle due l’una: o siamo di fronte a un sindaco che non sa quali sono le leggi che regolano l’urbanistica, o siamo di fronte a un sindaco che rinuncia per principio ad avere un ruolo di governo della città.
In un caso come quello dei Mulini Muratori, complesso in abbandono da anni e che rappresenta un pericolo per la comunità, il Comune può benissimo ricorrere alla redazione di un Piano di Recupero prevedendo la trasformazione in abitazioni, come indicato dallo strumento urbanistico vigente.
Se la proprietà non accetta di realizzare tale intervento il comune può avviare una procedura di esproprio per pubblica utilità (la legge che regola le indennità da versare in questi casi è addirittura del 1865 e si limita a riconoscere il valore di mercato, che per un rudere non può essere certo molto alto). Dopo di ché si può procedere ai lavori e nulla vieta di prevedere un intervento di edilizia residenziale pubblica, oppure scegliere un’altra destinazione che corrisponda a nuove esigenze.
Se poi si realizzasse un accordo con la proprietà, il partenariato con un socio privato costituirebbe un titolo aggiuntivo per ottenere finanziamenti a livello nazionale.
Ma noi non ci aspettiamo che questa amministrazione sappia assumere una iniziativa di questo genere: è talmente inconsistente ed incapace da non conoscere neppure come è cresciuta questa città negli ultimi 100 anni.  Con espropri di terreni ed interventi pubblici sono stati fatti i quartieri di Valli e Ravacciano, un bel pezzo di San Prospero, il Petriccio e l’Acquacalda, S. Miniato, e gran parte di Isola e Taverne d’Arbia. Per non parlare delle aree di insediamenti produttivi come Cerchiaia. E per non ricordare il risanamento di Salicotto, del Bruco e di molte altre parti del centro storico.
Scusate se è poco.
E basta con la solita tiritera che non ci sono i soldi: gli amministratori che hanno idee i soldi li trovano.
Circolo Città Domani – Sinistra per Siena

Siena, 9 marzo 2017

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