Le nomine che ledono l’autonomia della Fondazione Monte dei Paschi e le mani che condizionano le istituzioni elettive. La bugia del sindaco su Del Regno e la corte dei conti sulla Colombini

di Hattori Hanzo

Valentini Bruno, sindaco di Siena, ha raccontato una bugia alla città: la nomina di Del Regno lede l’autonomia della Fondazione e nasce dal rapporto politico tra Valentini e lo stesso Del Regno. Ma quale società civile e indipendenza dalla politica: nel 2012 Vincenzo Del Regno -allora segretario comunale di Genova- è tra i firmatari, insieme a Valentini Bruno, del primo comitato per Matteo Renzi costituito a Siena. Io sono in possesso di quel documento, sfido Valentini a renderlo pubblico e vediamo se conferma che non ci sono legami politici con il nominato! Magari, per rinfrescarsi la memoria, può chiedere al sindaco di Rapolano, Emiliano Spanu, che era tra i firmatari ed è accanto al Del Regno nella foto di presentazione del comitato scattata in Piazza del Campo.
Sempre per restare “nell’autonomia” tra sindaco e nominato, nel 2013 appena eletto sindaco, il renziano Valentini Bruno, nomina segretario generale del comune di Siena, il renziano Vincenzo Del Regno. Successivamente, il renziano Nardella, sindaco di Firenze, nomina direttore generale, il renziano Del Regno.
Ma l’aspetto politico di questa assurda nomina in Fondazione è meno indolore, anche se offende l’intelligenza dei cittadini, di un altra questione, che potrebbe creare forti imbarazzi e problemi istituzionali anche al sindaco di Firenze, Dario Nardella.

UFFICIO STAMPA COMUNE DI FIRENZE
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STUDIO ASSOCIATO CGE FOTOGIORNALISMO

Se confermano la nomina di Del Regno nella deputazione generale (organo d’indirizzo dell’ente) della Fondazione MPS, ci troveremmo di fronte a una condizione di incompatibilità sostanziale e la stessa Fondazione verrebbe travolta da un’ondata di richiami formali. La Fondazione Monte dei Paschi è azionista di Banca Monte dei Paschi, nel contempo la banca è azionista di alcune società insieme al comune di Firenze, il Del Regno è direttore generale di fiducia del sindaco di Firenze (colui che fa le nomine nelle partecipate) e sempre Del Regno è direttore (ad interim) del consiglio comunale di Firenze (organo che delibera i criteri delle nomine nelle partecipate).
E non è finita. Il comune di Firenze nomina un membro della Fondazione Ente Cassa di Firenze, azionista di Banca Intesa e soltanto a un politico come Valentini poteva venire in mente di nominare nella Fondazione bancaria azionista di Banca Monte dei Paschi, che opera in regime di mercato concorrenziale con Banca Intesa, il direttore generale di quel comune che nomina il membro di un’altra Fondazione bancaria, azionista della Banca concorrente. Siccome la deputazione generale della Fondazione MPS è sede di valutazioni e decisioni delicate e riservate, inerenti la Banca conferitaria, avvertite Clarich che se convoca la deputazione con Del Regno presente, parte la segnalazione alla Consob. Merita ricordare che per legge e per vincolo di nomina fiduciaria, il Del Regno lavora per il comune di Firenze e a favore delle iniziative deliberate e decise dal sindaco, compreso il rapporto con le partecipate, proprio quelle partecipate in cui è presente Banca Monte dei Paschi.
Il PD e il Valentini, dopo averla distrutta patrimonialmente, stanno trascinando la fondazione Monte dei Paschi in una brutta vicenda di nomine tra amici e di conflitti istituzionali tra città e tra fondazioni bancarie. Esattamente l’opposto di quello deciso con il protocollo d’intesa tra Acri e Mef.
Altra nomina, stavolta partorita dal renziano (col turbo) Stefano Scaramelli, è quella di Donatella Cinelli Colombini. La signora Cinelli Colombini è stata assessore del comune di Siena nel periodo in cui Mussari e Mancini gestivano Banca e Fondazione MPS. Il comune era ed è ente nominante della Fondazione Mps. Durante la campagna elettorale ultima, per le elezioni regionali, la signora Cinelli Colombini ha fatto una dichiarazione di voto a favore del consigliere regionale, il renziano Stefano Scaramelli. Il 24 marzo 2017, quindi dopo che la commissione finanze della regione Toscana aveva indicato il nome di Cinelli Colombini per la deputazione della Fondazione MPS, ha dichiarato ai giornali che “era contento della convergenza tra tutte le anime del PD” sul nome della Cinelli Colombini e lo Scaramelli citava come “anime” l’ex presidente della provincia di Siena e attuale consigliere regionale, Simone Bezzini (quello che sosteneva le gestioni di Mussari e Mancini e che auspicava per Antonio Vigni un ruolo di consulente per la Fondazione) e l’ex presidente della provincia di Grosseto e attuale consigliere regionale, Leonardo Marras, proprio lo stesso Marras che nel 2013, in veste di Presidente della Provincia di Grosseto, aveva presentato ricorso al Tar contro lo statuto della Fondazione MPS. Sul nome della Cinelli Colombini siamo di fronte all’ennesima invasione di campo della politica che condiziona gli enti nominanti. Il consigliere Marras, in qualità di membro della commissione finanze della regione, chi e per quali ragioni ha suggerito alla commissione il nome della Cinelli Colombini? E la commissione, prima di esprime parere favorevole, era a conoscenza del ruolo amministrativo ricoperto dalla Cinelli Colombini, in un altro ente nominante, ovvero il comune di Siena? E soprattutto, la commissione finanze ha verificato se nella  sentenza della Corte dei Conti depositata nel 2006, tra i membri della giunta comunale di Siena, condannati dalla Corte, figura anche l’ex assessore Cinelli Colombini? A questi quesiti possono rispondere gli stessi consiglieri regionali che dovranno ratificare la nomina della Cinelli Colombini.
Per evitare strascichi, forse il gesto migliore per chiudere questo incidente politico e istituzionale, dovrebbero farlo sia il Del Regno che la Cinelli Colombini, rinunciando alla nomina.
La politica dopo aver distrutto una Banca e una Fondazione, ci risparmi questa brutta pagina offensiva per i cittadini e per le istituzioni.

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