Io ti voto, tu mi nomini. Fondazione Mps: tra le botti e i bot.

di Hattori Hanzo

Nel 2015, i cacciatori di teste incaricati dalla Fondazione MPS per individuare i nominativi per il CDA della Banca, avevano stilato una prima lista con dentro il nome di Donatella Cinelli  Colombini. La Cinelli Colombini non accetta e ringrazia la Fondazione, dichiarando che lei si intendeva di “botti e non di bot”. Per botti, ovviamente, si riferiva alle botti del vino e non a quelli di Capodanno. Per ” bot” credo si riferisse ai buoni ordinari del tesoro. Nel 2017 invece, dopo due anni dal gran rifiuto, la Cinelli Colombini accetta la nomina nella deputazione generale della Fondazione Monte dei Paschi, ovvero, la stessa fondazione che aveva incaricato i cacciatori di teste. La prossima volta, per risparmiare nelle spese, incaricate una squadra di caccia al cinghiale di Montalcino: conoscono di più il territorio e  soprattutto, hanno bene in mente la differenza tra un filare e la filiera dei nominati dalla politica. Nei comunicati stampa scrivono “nominata l’imprenditrice del vino nella deputazione della Fondazione”, ma nessuno ricorda che la signora, mentre Mancini e Mussari gestivano Fondazione e Banca, era assessore del comune di Siena, proprio quell’amministrazione comunale indicata nella commissione finanze del senato, insieme alla provincia, tra i responsabili principali della debacle della Fondazione Monte dei Paschi. Ma a chi è venuta l’idea di nominare l’esperta di botti in Fondazione? Al renziano consigliere regionale Stefano Scaramelli, che prima ottiene la dichiarazione di voto da parte della Cinelli Colombini durante la campagna elettorale e dopo la nomina, insieme agli altri consiglieri regionali, con il sostegno dello scissionista Enrico Rossi, nella deputazione generale della Fondazione Mps in rappresentanza della Regione. Il tutto con il silenzio assordante delle opposizioni e del mondo dell’informazione.
Per festeggiare la nomina, Scaramelli e gli altri renziani senesi, potrebbero aprire una botte di 1472, sicuramente la Cinelli Colombini, da storica estimatrice del presidente Mussari apprezzerà la degustazione.
Detto questo, la nomina della Cinelli Colombini, lascia il tempo che trova, il problema è un altro: la fenomenologia di un modo di operare in politica e nelle istituzioni, che ha prodotto solo disastri.
A proposito, anche se non attira la mia curiosità il congresso del PD, perché il sig. Scaramelli invece di parlare di percentuali, non fornisce i numeri reali dei votanti al congresso, come quelli di un circolo che aveva 130 iscritti e i votanti totali al congresso sono stati 17? E non c’era nemmeno una botte per brindare al ministro dello sport..

 

(nella foto in alto Donatella Cinelli Colombini la prima in piedi da destra)

Unisciti alla conversazione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *