Chi ha buone possibilità di vincere le prossime elezioni comunali di Siena?

Rispetto alle ultime amministrative del 2013, i rapporti di forza sono notevolmente cambiati e  all’interno di questi cambiamenti di opinione e di intenzione di voto degli elettori, gli unici due blocchi consolidati per riaprire un ragionamento di governo per la città sono due: il PD e il raggruppamento consolidatosi intorno a Eugenio Neri. Se ci fossero state le elezioni nel giugno del 2017, il Neri avrebbe ribaltato il risultato vincendo con quasi 2000 voti di vantaggio sul Valentini.
Ma le elezioni ci sono nel 2018 e a un anno di distanza è alquanto sciocco ipotizzare un risultato. Oggi, con molta umiltà, possiamo suggerire solo una base di ragionamento: la maggioranza degli elettori, anche molti di quelli che nel 2013 hanno votato seguendo lo schema classico delle contrapposizioni tra partiti, per il governo della città, non riconosce più a un partito, o a una coalizione di partiti, l’autorevolezza di avanzare una proposta programmatica e tantomeno una candidatura a sindaco. Non a caso, i primi a muoversi, anche se maldestramente intorno a questo schema, sono stati alcuni esponenti del PD. Chi non lo ha capito, o fa finta di non capire, sono quelli del centrodestra e i grillini. Sappiamo benissimo che qui a Siena i grillini non hanno la forza e un gruppo dirigente, per raggiungere un risultato vincente in solitaria. Per le prossime elezioni farebbero bene ad abbandonare lo schema isolazionista e comunque in caso di corsa solitaria, non ripetere l’errore di invitare nuovamente la gente ad andare al mare. Il centrodestra senese invece, a parer nostro, più che puntare a vincere, spera solo di posizionarsi bene per riaprire quel vecchio “dialogo” con il PD come ai tempi delle nomine. Il primo segnale in tal senso è arrivato in commissione regionale, con l’astensione dei consiglieri di Forza Italia e Lega Nord, per non disturbare la nomina della Cinelli Colombini.
Il Neri, forse più lucido di altri, ha capito benissimo questa realtà e se gioca bene il suo ruolo, pur da non candidato a sindaco, può contribuire a costruire quella spinta per un raggruppamento cittadino finalizzato al governo della città. In assenza di candidature unificanti, il Neri può sempre scendere in pista come candidato.
Nel PD, o meglio, in alcuni ambienti vicini al PD, la decisione di proporre uno schema civico con l’appoggio del partito è quasi definita e in caso di più candidature, con le forze di opposizone frazionate, il candidato ideale per il gruppo civico sostenuto dal PD è quello di Fulvio Bruni, mentre se Valentini si impunta per ricandidarsi, alle primarie di partito ci sarà la candidatura dell’ex assessore Massimo Bianchi, il quale sta già lavorando per trovare le firme necessarie per partecipare al confronto con Valentini.
Ci sono tutti i margini e i tempi per ragionarci sopra e chi spera di bruciare tutti, anticipando gli stessi tempi con auto-candidature, con molta probabilità, non ha capito i nuovi umori dell’elettorato.

Chi le vincerà le prossime elezioni comunali? Le vincerà chi ha capito il dato di partenza per sviluppare un ragionamento e se saprà sparigliare questa situazione caotica, con la miglior forma e tempistica possibile per farsi candidare. Tutto il testo è solo pettegolezzo e allenamento salottiero da bassa camiceria politica.

One comment

  • Chi sta consigliando a Forza Italia lo schema di Grosseto e Arezzo per le elezioni di Siena non conosce Siena!
    Arezzo e Grosseto sono due dinamiche diverse e non hanno avuto una classe dirigente del centrodestra locale appiattita sul PD come dal 2001 in poi qui a Siena.

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