Fondazione Monte dei Paschi: cazza la randa Marcello oppure ormeggia!

di Hattori Hanzo

Senza  scomodare le enciclopedie online, specifichiamo fin da subito che “cazzare la randa” in gergo marinaro significa “mettere in posizione la vela”. Facciamo questa precisazione, prima che a qualcuno salti in mente di dire “che titolo volgare quel blog!”.
Marcello Clarich, presidente della Fondazione Monte dei Paschi, è arrivato a un bivio: o cazza la randa oppure  ormeggia! Tradotto dal gergo marinaro: o imprime una svolta per “dare un senso” alla Fondazione,  evitando di continuare con i soliti sofismi, le ripetute dichiarazioni e altri proclami, oppure prenda la decisione di rimettere il mandato da presidente. Cerco di essere più preciso. Se Clarich ha intenzione di sposare la linea per assecondare la campagna elettorale in tandem con Valentini, farebbe meglio a mollare gli ormeggi e dedicarsi ad altro: la Fondazione ha già pagato pegno, con l’appiattimento della presidenza sulla linea dei sindaci con Mancini e non c’è più bisogno di reiterare la cosa. La realtà è mutata e Valentini rappresenta solo se stesso e la sua voglia di forzare le dinamiche politiche e istituzionali, con la speranza di annullare la decisione presa dal suo partito di non ricandidarlo. Clarich, se la sente di trascinare la Fondazione, dopo tutto quello che ha subito sotto i colpi del groviglio, dentro uno scontro politico?
Le ultime dichiarazioni rilasciate e lette attentamente ci inducono a ipotizzare proprio questo scenario, non a caso Clarich ci ha tenuto a precisare che, non solo ha fatto la pace con Valentini, ma addirittura ha elogiato le nuove nomine fatte dal Valentini e dalla Regione. Della pace esplosa tra di voi credo non interessi a nessuno, quello che invece interessa è sapere come sono stati gestiti -e si pensa di gestire- i rapporti tra Fondazione e enti nominanti in merito alle risorse dell’ente. Prima però partiamo dagli elogi del Clarich per le nuove nomine. Se il presidente, senza scomodare le enciclopedie online del Valentini, trova il tempo di rispondere ad alcune domande, le sue risposte potrebbero contribuire a fare chiarezza.
Come Clarich saprà, considerato il ruolo di azionista dell’ente in Mps e in virtù del patto di sindacato, il problema che la Banca deve risolvere con urgenza è quello dei crediti deteriorati e se non abbiamo letto male, l’amministratore delegato Morelli ha detto che alcuni crediti risalgono al 2003. Sicuramente Clarich si sarà informato sul ruolo avuto da alcuni nominati dal Valentini all’interno della Banca: nello specifico l’ex collega (o ex capo-ufficio??) del Valentini (ex funzioario della Banca) Giovanni De Laurentis.
In un convegno di Confindustria Grossetto del 5 novembre 2009 dal titolo “L’importanza del rapporto banca-impresa nell’affrontare la crisi economico-finanziaria”, dopo l’apertura dei lavori da parte di Mario Salvestroni, allora presidente Confindustria di Grossetto e attualmente presidente di Monte Paschi Capital Services, c’è l’intervento del “responsabile rete corporate di Banca Monte dei Paschi” Giovanni De Laurentis. Nel 2003, Giovanni De Laurentis, in rappresentanza della “Direzione crediti” di Banca Monte dei Paschi, ha firmato il protocollo per l’accesso al credito alle imprese presso il Commissariato della Stato per la Regione Sicilia. Nel 2006 Giovanni De Laurentis veniva incaricato come dirigente addetto presso “Ufficio di rete crediti”.
Che Valentini non abbia valutato o meno l’opportunità di nominare chi ha avuto un ruolo nella gestione del credito della Banca, non ci stupisce. Ma Clarich, cosi come gli altri deputati della Fondazione, in virtù della situazione difficile in cui si trova la Banca per via dei crediti deteriorati, considerano opportuna questa nomina?
Sempre Clarich, saprà sicuramente che, lo statuto dell’ente vieta espressamente la nomina di segretari e direttori generali della Regione, delle province e dei comuni, del territorio dove l’ente svolge la sua attività prevalente.
Clarich sa benissimo, più di noi, che l’altro nominato dal Valentini, il sig. Vincenzo Del Regno, è direttore generale del comune di Firenze e dell’area metropolitana.
Ci potrebbe chiarire, sempre il Clarich, quale è il territorio prevalente dell’attività, tenuto conto che la regione nomina un rappresentante della Fondazione? E Clarich ci potrebbe fornire l’elenco delle società in cui Banca Monte dei Paschi è azionista insieme al Comune di Firenze?
Sulla nomina decisa dalla regione, ovvero quella della Cinelli Colombini, ci troviamo di fronte al paradosso dei paradossi, senza considerare le implicazioni politiche della nomina stessa. Come Clarich ricorderà, la società di cacciatori di teste da lui incaricata, aveva individuato per il cda della Banca la Cinelli Colombini. La signora Cinelli Colombini rifiutò la nomina e in una dichiarazione pubblica confessò che lei era esperta di “botti” (di vino) e non di banca. Non vi sembra imbarazzante nominare nella deputazione dell’ente proprio colei che lo stesso ente voleva nominare nella Banca?
Per quanto riguarda le risorse dell’ente, per Clarich, non sarà un problema rendere pubblici i rapporti intercorsi fin dalla nomina con il Valentini, in merito alle gestione delle suddette risorse, o se preferite, erogazioni. E’ vero che Valentini a più riprese ha chiesto delle erogazioni? E per quali destinazioni?
E’ vero o non è vero, che queste richieste sono state oggetto di un braccio di ferro tra Valentini e i nominati del comune?
Infatti, il Valentini, non ha riconfermato i nominati che hanno svolto un solo mandato, proprio per queste ragioni e ha nominato dei soggetti che rispondono direttamente a lui, come ai tempi del Mancini. Magari tentare di nominare Del Regno al posto dello stesso Clairch, visto che il mandato di Nardella a Firenze è vicino alla scadenza.
Questa è la fotografia. A questo punto Clarich è in grado di rispondere a un’ultima domanda: il destino della Fondazione è quello di un piccolo bancomat fino a esaurimento scorte o ci sono le condizioni per rendere l’ente veramente autonomo dalle vecchie logiche e proiettarlo verso un ruolo di attore per creare sinergie di sviluppo e progettualità?
Con le nomine di Valentini e della regione si ritorna nel passato. Spetta a Clarich decidere se cazzare la randa oppure mollare gli ormeggi (in compagnia del sindaco in scadenza).

One comment

  • Salvestroni di Confindustria non è più presidente di Mps capital services.

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