Prima del temporale

Un temporale di fulmini e grandine, annunciato da brevi rovesci, potrebbe stravolgere il quadro politico toscano e soprattutto quello senese, tra dicembre 2017 e febbraio 2018. Con molta probabilità, tra luglio e settembre, dei segnali “meteorologici” prima del temporale potrebbero palesarsi.
“Fate presto!”, è il messaggio che i più scafati tra i politici locali stanno facendo circolare negli ambienti “sotto” e “sopra” le forze politiche. Il “fate presto!” è riferito all’occupazione delle poltrone, in modo da “ritrovarci preparati e posizionati” durante il temporale. Ma la fretta, soprattutto a campo aperto, non è poi così producente e certe sistemazioni di poltrone illumineranno gli occhi a tanti elettori chiamati al voto per le amministrative di Siena del 2018 e per le regionali del 2019. La preoccupazione che serpeggia in diversi consiglieri regionali di prima elezione è non poter essere rieletti: preoccupazione che sta montando soprattutto in alcuni consiglieri regionali del PD.
Questo possibile scenario futuro per le prossime elezioni regionali, sta condizionando lo scontro tra fazioni nel PD senese. Alla preoccupazione per il quadro regionale si aggiunge anche quello per le prossime elezioni del parlamento e se l’orientamento, per la ridefinizione dei collegi  non dovesse mutare, rispetto ai due parlamentari attuali, a rappresentare Siena ci sarà un solo deputato.
Tra le due preoccupazioni si inserisce la scelta del candidato a sindaco del PD senese, con la speranza che chi deciderà di fare il candidato per il PD sia pienamente consapevole delle previsioni “meteorologiche”. Comunque per ora è presto per parlare delle comunali.
Chi si sta muovendo per posizionarsi, sono i due punti di riferimento del passato politico della città: Alberto Monaci e Franco Ceccuzzi. Il primo, grande mentore del consigliere regionale Scaramelli; il secondo si muove tra Scaramelli e Masi. Il primo, tramite Scaramelli e l’appoggio di Enrico Rossi, ha piazzato la Cinelli Colombini in Fondazione; il secondo sta tentando di bloccare la ricandidatura del Dallai per piazzare un suo fedelissimo e magari tentare di candidarsi per ritornare in parlamento. Il primo, sempre Albertone Monaci, dopo aver tentato inutilmente di piazzare Raffaella Senesi nella direzione nazionale del Pd, ne ha bruciato la rinconferma di Scaramelli: alla fine su Siena, tra i due renziani sponsorizzati da Monaci,  i renziani di Pisa hanno preferito cedere  il posto alla corrente di Orlando capitanata da Susanna Cenni. Il primo, sempre nella logica di un tempo, sta lavorando per far candidare nel collegio che oggi è occupato dalla parlamentare Cenni, il suo fedelissimo, il sindaco di San Gimignano, Giacomo Bassi, grande amico di Gabriello Mancini. Il secondo, Franco Ceccuzzi,  ha voluto smarcarsi dalla santa alleanza con Monaci e Scaramelli, per alzare il tiro sulla scelta del candidato a sindaco, sapendo benissimo di poter contare nella Persi, nel  Ronchi e in Simone Vigni, per condizionare gli ultimi mesi della giunta Valentini. Il Valentini, sapendo benissimo che una sua ricandidatura è fuori dall’agenda del partito, tenta di riorganizzare le sue alleanze interne e magari spingere in parlamento Masi, per  bloccare sia le pretese di Ceccuzzi sia quelle di Giacomo Bassi.
Nel centrodestra senese, ancora sensibile sia al Ceccuzzi e soprattutto al Monaci, si respira la stessa aria come ai tempi di Verdini imperante. La prova è stata la posizione di astensione dei consiglieri regionali di Forza Italia e Lega Nord, nella commissione che ha indicato il nome della Cinelli Colombini per la nomina in Fondazione, unico voto contrario quello di Irene Galletti dei Cinque Stelle.
Rispetto al 2013, per il 2018, chiunque sia il candidato, il PD ha capito di non avere la vittoria in tasca e quindi sono ricominciate le grandi manovre per frazionare il voto, spingendo alcuni soggetti a organizzare delle candidature civetta. Non pretendiamo un’aquila, ma almeno un falco per fermare le civette, dopo la pausa estiva potrebbe decidere di guidare il cambiamento. Prima del temporale, ovviamente.

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