Diamo risalto al commento della dottoressa Buscalferri al nostro ultimo articolo sul fallimento della Commissione d’inchiesta regionale su Mps. Parole che valgono più di qualsiasi altra valutazione.

“E’ impossibile per me tacere di fronte ad un episodio che, malgrado la sua apparente futilità, nasconde tra le sue pieghe la malafede collettiva e trasversale che contrassegna tutta la vicenda Fondazione-MPS, fino ad oggi.
Il veto sulla mia persona a contribuire alla ricostruzione della verità, non solo ha umiliato la mia volontà civica, ma ha acuito quel sentimento di amarezza e di fallimento che, essendo all’epoca dei fatti membro della Deputazione Generale della Fondazione, è stato molto presente nella mia coscienza.
Eppure sono stata nel mio ruolo voce critica in quell’organismo, come si può evincere dai contributi scritti e dai continui attacchi pubblici da parte del PD, M5stelle e Lega, dalle mie continue, quanto inutili puntualizzazioni, sui diversi ruoli tra la Deputazione Generale e quella Amministratrice. Si è, però, preferito
ascoltare l’amico Roberto Barzanti, nella Commissione regionale, anzichè chi
era impegnato in prima persona come la sottoscritta.
Il vero rischio per la nostra comunità è che ‘ le mezze verità’ diventino la Storia in quella sorta di gioco di materassi che ha ceduto il passo alla saggezza incisiva della Politica Toscana del dopoguerra.
La vicenda MPS è diventata una sorta di Nashville locale che, nella commistione tra crimini(il fallimento di una Banca secolare), fatti gravi(le responsabilità personali e collettive), fattarelli(il Mussari a cavallo), rischia
di divorare se stessa e non di far maturare quella voglia di Coscienza collettiva
la cui consapevolezza può elevare le aspettative di una Comunità.
Sono convinta che sta maturando, in città, una nuova, quanto dimenticata, diffusa voglia di verità e la certezza che da noi, più che altrove, la corruzione e il malaffare si sono nascosti dietro i ‘veli’ del modello toscano.
Avanti, senza temere, nuovi uomini, donne ed idee.siamo qui che aspettiamo!!!”

3 comments

  • Cara dottoressa, le assicuro che le scrivo con sincero affetto e stima, ma quando non capisco qualcosa sento la necessità di capire. Perchè la sua verità deve essere raccontata ad una commissione regionale e non a noi? La scriva, sullo stanzino digitale, sull’eretico, su qualche quotidiano oppure su di un muro come pasquino. Scriva quel che avrebbe detto lì, dove vuole, ma lo faccia, così tutti sapremo qualcosa in più sulle dinamiche che hanno portato al suicidio di una deputazione della quale lei faceva parte e conseguentemente di una banca e soprattutto di una città. Non ho nessun dubbio, mi creda, sul fatto che lei rappresentasse la voce critica del coro, ma nel coro sappiamo tutti come ci si entrava, e lei c’era entrata. Dica tutto quello che sa a noi e non a Rossi e Scaramelli, che delle commissioni d’inchiesta e di chi è stato invitato o no, non ce ne puó fregare di meno. La verità è verità e basta, non ha bisogno di essere certificata da chicchessia, ed il non esser stata convocata in regione lo vedo più una medaglia al merito che un’umiliazione.

  • Io sono una di quelle che vuol sapere tutta la verità ma la sola verità senza omettere nulla. Cara dottoressa parli a noi cittadini anche tramite giornali perché anche noi capiamo che dietro a questa vicenda c’è molto di più di quello che ci raccontano. Le siamo in molto vicino.

  • Miei cari concittadini A.B. e Anna Maria pensare che la mia persona possa essere la chiave di volta dell”affaire’ Fondazione-MPS significa banalizzare i contorni di
    una tragedia.Non credo affatto di aver mai dato adito all’esclusività delle ‘mie verità’ o alla preziosità delle mie eventuali deposizioni, se ciò fosse me ne scuso umilmente.
    Questa mia premessa non giustifica , però, le inadempienze e il mancato rigore nel metodo di lavoro messo in atto per perseguire la verità, o forse meglio, le verità. Credo che il mio contributo potesse essere prezioso alla ricostruzione di quel clima politico e comportamentale, fideistico che ha fatto tenere la guardia bassa ad un’intera città, alla cupidigia dei servi, al perseverare dell’inganno, alla ‘trasversalità’ del consenso e del falso dissenso.
    Concludo citando Vaclav Havel : ‘Il potere, non solo quello totalitario, tende a fabbricare la verità. sostituendo, attraverso la menzogna sistematica, un vero e proprio mondo fittizio a quello reale.’
    Antonella Eleonora Buscalferri

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