Rompere i grovigli intorno all’urbanistica

Quando l’urbanistica diventa il campo dello scontro e non la sintesi tra idee e tecnica per migliorare l’esistente e per creare opportunità di sviluppo, l’ente pubblico diventa un ostacolo per la vivibilità e per l’economia di un territorio.
La crisi che ha colpito, anche a Siena, il settore dell’edilizia-imprese e studi tecnici,  impone una non più rinviabile riflessione tra operatori del settore e gli enti locali. Gli enti locali non possono sacrificare il proprio ruolo di garante dell’interesse pubblico, delegando a soggetti di parte il condizionamento degli strumenti urbanistici e le scelte di future urbanizzazioni. Il primo passo che l’ente pubblico deve fare per rassicurare le imprese e tutti i professionisti che operano nel territorio, è quello di affidare la direzione dei propri uffici e la presidenza delle commissioni consiliari preposte al settore dell’urbanistica a figure che non abbiano ruoli operativi o di socio, in imprese e studi tecnici operanti nel territorio di competenza dell’ente locale. A maggior ragione quando il tecnico è un consigliere comunale di maggioranza. Per queste ragionevoli argomentazioni, a tutela di tutte le imprese edili e di tutti gli studi tecnici, Simone Vigni (il fedelissimo di Luca Lotti nel Pd senese), deve lasciare la presidenza della commissione consiliare assetto del territorio e qualsiasi delega inerente il settore dell’urbanistica.

 

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