Panico (politico) in Toscana: la marcia di Giani sta mandando in tilt il PD!

Il Giani fa la pentola ma non il coperchio! Parafrasando un famoso detto popolare ci inoltriamo nel nuovo scenario politico che sta prendendo corpo in Toscana.
Il PD in Toscana sta andando in tilt e non solo per le numerose sconfitte amministrative: il fattore G sta pesando notevolmente.
Ovviamente stiamo parlando di Eugenio Giani -il fattore G del PD toscano- politico navigato che,  tra un rinfresco inaugurale e una riunione sotto qualche loggiato cittadino, sta organizzando il suo futuro politico. Era partito contro Renzi per poi diventare punto di raccordo in consiglio regionale per i renziani, non a caso viene eletto presidente del consiglio regionale. Il mancato candidato sindaco di Firenze, entra in consiglio regionale forte dell’asse con Rossi Enrico-Lotti Luca e grazie anche alle sue capacità di stare in tutti salotti politici con estrema praticità: il Giani bifronte, come la divinità romana Ianus Bifrons (Giano bifronte).
Doveva filare tutto liscio fino alla fine del mandato in regione, ma gli accadimenti nazionali hanno portato Rossi Enrico a scindersi dal groviglio maggioritario e con l’abbandono del PD da parte dello scissionista (il Rossi Enrico), al Giani si è accesa una lampadina: ambire alla poltrona di governatore della Toscana. Un giorno, durante una seduta del consiglio regionale, dopo un’attenta panoramica dei consiglieri regionali del PD presenti in aula, in lui è maturata questa riflessione: io sono troppo avanti rispetto agli altri! E ha ragione: fotografando la classe dirigente imperante in Toscana, effettivamente il Giani, se la può giocare tranquillamente la partita interna al Pd. Ma il Giani, consapevole che la situazione politica è fluida, oltre alla poltrona di governatore ha messo nel mirino anche quella occupata oggi da Nardella, ovvero quella di sindaco di Firenze. Appena dentro il PD hanno avuto sentore della marcia del Giani verso le future poltrone, tra lo smarrimento generale, sono iniziati i posizionamenti e anche le stilettate dirette e indirette. A innescare la miccia ufficiale ci abbiamo pensato noi il 27 giugno, attraverso il nostro profilo twitter Lo Stanzino Digitale, riportando una voce che stava circolando sotto i loggiati cittadini: “+++Ultim’Ora: prende corpo l’ipotesi elezioni anticipate al 2018 per la regione Toscana verso la crisi della giunta di Rossi Enrico+++ “.
Il Giani, che insieme al consigliere regionale Scaramelli sono stati taggati nel tweet, leggendo la fuga di notizie, il giorno dopo invece di gettare acqua sul fuoco, ha preso una confenzione intera di diavolina e l’ha gettata dentro il vulcano sferrando un duro attacco al governatore Rossi: ”se vorrà rimanere sulla sua poltrona di governatore dovrà garantire una maggiore presenza al timone della Toscana, governata al rallenty “. Un attacco durissimo, che ha scatenato la reazione stizzita di Rossi, provocando una reazione a catena anche dentro il PD. La diavolina oramai è stata lanciata e il Giani ha capito che non può rallentare la marcia. Avvalendosi dei suoi sostenitori in consiglio regionale -il mitico Stefano Scaramelli e Antonio Mazzeo- il Giani si è buttato sulla prima tappa della sua marcia: il congresso del PD regionale. All’attuale segretario Dario Parrini gli è stato detto chiaramente che a fine anno  deve lasciare la segreteria, sopratutto dopo le sconfitte delle amministrative. Quindi, si sono aperti i giochi per la segreteria e ovviamente, con un segretario dalla sua parte, la marcia per Giani diventa meno faticosa. Ed ecco che viene lanciata la candidatura di Monia Monni, consigliere regionale e renziana di Campi Bisenzio. La Monni smentisce subito la sua candidatura e in molti hanno capito che è stata lanciata per bruciare una possibile concorrente interna. Bruciata la candidatura della Monni, a questo punto il Giani, insieme a Scaramelli e con il  sostegno di Lotti Luca, puntano a far eleggere come nuovo segretario Antonio Mazzeo. Accade anche un altro fatto: contro la candidatura della Monni si è schierato anche il sindaco Nardella. Dalle parti del by-pass del Galluzzo, qualcuno ipotizza una sorta di accordo tra lo stesso Nardella e il Giani: io non ti rompo le uova nel paniere per la ricandidatura a sindaco e tu mi dai una mano per sostituire il Parrini e per la mia candidatura a governatore della regione. Mentre veniva bruciata la candidatura della Monni, dalle pagine di Repubblica di Firenze (a firma di Maurizio Bologni), partiva un vero e proprio siluro contro l’assessore regionale del PD Stefania Saccardi, altra possibile candidata che avrebbe potuto ostacolare la marcia del Giani. In tutto questo manovrare, il mitico Scaramelli, è andato dal Giani a presentargli il prossimo candidato del PD per le amministrative di Siena: l’ex assessore comunale di Siena Massimo Bianchi. Però il Giani, molto pragmatico, ha detto chiaramente che prima devono vincere la partita della segreteria regionale. Il Giani deve decidere alla svelta se puntare su Palazzo Vecchio, o chiudere l’accordo con Nardella e marciare sulla regione. Deve deciderlo alla svelta, perchè Paolo Ermini del Corriere Fiorentino, non ha capito se deve scrivere un editoriale per Giani sindaco o per Giani governatore. Naturalmente, se il Giani vuol  fare delle precisazioni, lo spazio sul blog per lui è sempre disponibile.

2 comments

  • Eh eh, voi partite dal presupposto che alle prossime elezioni il PD ce la faccia ad eleggere sia il sindaco che il governatore. Un altro anno o due di Renzi e il PD della Toscana potrebbe essere liquefatto.

  • Avete fatto uno scoop: Giani, oggi sui giornali propone la candidatura di Mazzeo!!!

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