Siena 2018, Firenze 2019: Valentini e Nardella due sindaci a fine corsa! E il Giani continua il tour per la Toscana…..

I nostri due precedenti articoli, vuoi perchè il Giani ha spiazzato tutti, vuoi perchè abbiamo toccato corde molto sensibili, oltre all’impennata dei lettori unici, ha movimentato diversi ambienti, tanto che nelle ultime ore ci siamo confrontati trasversalmente con chi segue da vicino le dinamiche politiche senesi e fiorentine. Le nostre fonti ci hanno confermato la corsa di Eugenio Giani alla carica di governatore della Toscana, ed effettivamente il tour del Giani -come si evince chiaramente dalla sua agenda- in tutta la regione è senza sosta e senza alcun timore del caldo estivo. Se nel PD  chiudono prima delle politiche la partita su Firenze, per il Giani la candidatura alla carica di governatore non troverebbe ostacoli; se invece, la partita su Firenze si complica, il Giani si troverebbe costretto ad affrontare le primarie per ottenere l’investitura. Il vero snodo è la partita su Firenze, e nel mezzo, quella su Siena.

 

Partiamo da Firenze. Il mandato di Nardella scade nel 2019 e la sua ricandidatura non trova consensi dentro il partito e nemmeno in città. Naturalmente, nello schema che lo stesso Matteo Renzi ha studiato per le amministrative di Firenze, una rottura con lo stesso Nardella va evitata e quindi ecco che spunta una bozza di accordo. Il primo punto dell’accordo, tra Matteo (Renzi) e Dario (Nardella), è un nominativo di sintesi per la candidatura a sindaco e il nome su cui puntano è quello del confindustriale Leonardo Bassilichi, attuale presidente della Camera di commercio di Firenze. Il secondo punto dell’accordo, è la ricandidatura in parlamento di Nardella alle politiche del 2018: una sorta di paracadute d’uscita e a quel punto, una volta eletto in parlamento, lascerebbe la gestione del comune al vice-sindaco. Ma la prima mossa che Nardella deve portare a risultato, propedeutica all’accordo per il 2019, è la nomina di Leonardo Bassilichi alla presidenza di Firenze Fiera S.p.a.
Perché secondo i ragionamenti di Renzi e Nardella, una volta eletto a Firenze Fiera, Leonardo Bassilichi può costruirsi i rapporti in città e ottenere maggiore visibilità in vista della candidatura a sindaco.
Prima di trovare questo accordo, Renzi aveva pensato a Lotti Luca, per la poltrona di sindaco, ma Nardella non ha ceduto e quindi hanno trovato una sintesi con Bassilichi.
Ma come ci confida un personaggio importante della politica fiorentina, il vero motivo che ha fatto saltare sia l’ipotesi Lotti che la ricandidatura di Nardella, è un sondaggio negativo per entrambi tra gli elettori fiorentini.
Nel caso che questo schema dovesse saltare, c’è sempre l’ìpotesi di Umberto Tombari, anche se l’interessato nicchia e non è intenzionato a scendere in un campo politico minato. Ora tutti gli occhi sono puntati su Firenze Fiera e se Nardella convince tutti a nominare Bassilichi, si aprono ufficialmente le grandi manovre per la città di Firenze. Nel frattempo, il Giani, movimenta la sua agenda per tutta la regione, in questa lunga volata verso la poltrona di Rossi Enrico.

 

A Siena scalpitano. Il consigliere regionale Scaramelli scalpita e vuole in tutti i modi accreditare il suo nominativo per sostituire Valentini e la prima forzatura, il piddino Scaramelli, proverà a farla nel prossimo incontro con la presenza di Antonio Mazzeo, per trovare una soluzione e ricucire lo strappo nel gruppo consiliare del PD del comune di Siena, dopo le dimissioni del capogruppo Carolina Persi.
Anche per Siena, il PD ha deciso di non ricandidare Valentini e ipotizzano un paracadute anche per lui: la parlamentare senese Susanna Cenni lascia libero il suo collegio e quindi si apre un’opportunità per mandare Valentini in parlamento. Comunque, in caso di un mancato accordo, il Valentini sfogandosi con i suoi fedelissimi, ha detto con molta chiarezza che se il PD non lo ricandida, lui si presenterà con una sua lista. Ne vedremo e purtroppo ne sentiremo delle belle.

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