La sanità in Toscana e il Tony Montana di Chiusi. Nel frattempo prosegue il tour di Giani!

Il tour di Eugenio Giani
Le ferie possono attendere! Prosegue, senza pause e in perfetto allineamento con l’agenda preparata con il suo team, il tour tra i comuni della Toscana del presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani. Se il nostro calcolo è giusto, sono già oltre 200 i comuni visitati dal Giani, per non contare le presenze alle feste di partito o inaugurazioni di mostre ed eventi sparsi in tutta la regione.
Un sondaggio riservato di fine giugno, che noi abbiamo potuto leggere con discrezione, indicava il politico toscano con maggiore visibilità tra i cittadini della regione e  proprio il Giani risultava essere in testa alla lista, seguito dal sindaco di Livorno Nogarin e in terza posizione, l’assessore regionale Saccardi. Invece, alla domanda “chi ti ispira maggiore fiducia per il futuro governo della Toscana”, al primo posto risultava con alto gradimento, il parlamentare di Pisa, Federico Gelli, al secondo posto Eugenio Giani, al terzo posto il sindaco di Livorno Nogarin. Con sorpresa, i gradimenti peggiori, li hanno ottenuti sia Rossi che Renzi.
Il dato che dovrebbe far riflettere, anche i politici delle opposizioni in regione, nonostante costoro preferiscano stare in ferie quando il clima politico si surriscalda -salvo poi presentare delle mozioni di sfiducia in consiglio regionale, tanto auspicate dallo stesso scissionista Rossi, per mettere alle strette i colleghi del PD- è che pur senza valenza scientifica, il sondaggio consegna un quadro politico proiettato per le prossime regionali, in cui il ballottaggio è una certezza: nessuna forza politica o coalizione al primo turno andrebbe oltre il 43-44%. A quanto risulta, proprio in questi ultimi giorni, lo scissionista Rossi Enrico, avrebbe siglato una sorta di pax con Renzi, per agevolare l’iter dell’ampliamento della pista aereoportuale fiorentina, chiedendo a Renzi di stoppare la candidatura di Giani per la presidenza della regione, come avvenne a suo tempo per la candidatura a sindaco di Firenze, in cambio lo scissionista Rossi si è reso disponibile a sostenere la candidatura della Saccardi alla presidenza. Insomma lo scissionista, pur di bloccare il Giani e l’eventuale candidatura di Federico Gelli, è disposto ad assecondare le mire renziane e sostenere la Saccardi. Poi magari, il giorno dopo, va a Roma o a Napoli, a parlare come esponente di MDP, per raccontare a tutti che lui è contrario alla logica di potere di Renzi #bonaUgo.

 

Il Tony Montana di Chiusi
Alcune sere fa, eravamo ospiti del sig. Hanzo e tra i commensali c’erano anche i suoi amici cinesi. Tra un Chianti classico e un Rosso di Montalcino strepitoso, ci siamo dilungati sulla passione cinematografica degli amici cinesi, frequentatori abituali del festival di Locarno. Incuriositi dal blog Lo Stanzino Digitale, pur non comprendendo al meglio le dinamiche politiche degli articoli, sono rimasti colpiti da alcuni personaggi, soprattutto dal consigliere regionale del PD, Stefano Scaramelli. L’ospite cinese, il più ferrato di cinema, ha detto chiaramente che sarebbe interessante fare un remake del famoso film Scarface, e Scaramelli sarebbe perfetto per il ruolo di Tony Montana: un remake dove i protagonisti si combattono a colpi di selfie e non con le armi, come nello Scarface originale. Il cinese ci ha convinto: il piddino Scaramelli da Chiusi, è il nuovo Tony Montana!
Nemmeno il tempo di smaltire il Rosso di Montalcino e metabolizzare la nuova possibile avventura cinematografica del nostro Scaramelli che ci siamo imbattuti in un articolo dirompente, pubblicato sul giornale online “primapagina online“, leggete qui.

Il Tony Montana di Chiusi ha colpito ancora! Del resto, sono mesi che si agita politicamente, tra un selfie ospedaliero e una gita fuori porta, mostrando  foto davanti a due pizze insieme al mitico Juri (Bettollini attuale sindaco di Chiusi), come se tutte le scadenze elettorali necessitino del protagonismo dello Scaramelli. Il giornale online ci informa che il nostro Tony Montana ha comunicato ai suoi fedelissimi che sta per lanciare “la campagna d’autunno”. Scrive il giornale online: ”E dopo la cena Scaramelli ha fatto il punto sui suoi due anni in Regione e ha lanciato la “campagna d’autunno”, quella che dovrebbe portare – a sentir lui – ad una verifica sulla giunta e sul governatore della Toscana e probabilmente ad un “rimpasto” nell’esecutivo, ma non alla sfiducia nei confronti di Enrico Rossi, uscito dal Pd e passato con gli scissionisti di Mdp-Art.1. Chi ha interesse tra gli attuali consiglieri a chiudere in anticipo la legislatura e a perdere quindi un paio d’anni di stipendio? Questa è una ragione sufficiente a far stare Rossi piuttosto tranquillo.
Da come ha parlato della verifica e del rimpasto sembra che un pensierino ad un posto da assessore Scaramelli ce lo stia facendo… Così come la “campagna d’autunno” dovrà preparare le elezioni al Comune di Siena previste nel 2018..  “Chiederò a Valentini (l’attuale sindaco di Siena, ndr) di fare un passo indietro, di farsi da parte, perché ha sbagliato alcuni passaggi, primo fra tutti quello relativo al Monte dei Paschi…” ha detto Scaramelli temendo che il Pd dopo aver perso Arezzo, Grosseto, Pistoia e altre città importanti possa perdere anche Siena e per questo chiama i suoi a stringere le fila. “Dobbiamo avere a Siena un candidato nostro”, ha detto, a voce alta. Cioè un candidato renziano. E a tal proposito Scaramelli ha detto che chiederà ai segretari del Pd senese e alla segretaria provinciale l’incarico di guidare lui questo processo. Non ha detto di voler essere il candidato a sindaco. Ma forse anche in questo caso un retropensiero c’è… Chi sarebbe se no il candidato renziano alla guida della città del Palio, se non il leader dei renziani fin dalla prima ora?”.
Quindi “a sentir lui” (il nostro Tony Montana) in autunno, più che andare a funghi, ci sarà la caccia alle poltrone! Ma il passaggio migliore dell’articolo, che sottoscriviamo in pieno perché  corrisponde alla realtà, è questo: ”Stefano Scaramelli si sente leader. In passato in più occasioni ha mostrato coraggio. Non ha avuto paura a sparare bordate a destra e a manca. Ma adesso ha un problema: parla solo ai suoi. Anzi ai suoi fedelissimi. Il resto del Pd ieri sera non c’era. E non c’erano quelli coi quali ha detto di voler dialogare (Mdp, per esempio) “pur senza fare accordi preventivi con nessuno”. Quando un capo parla solo alla sua truppa, quando cerca solo l’applauso e svicola di fronte agli scogli e alle possibili critiche, quando evita accuratamente e sistematicamente il contraddittorio è un capetto. Non un capo”. Nello Scarface originale, Tony Montana, tira fuori una battuta famosissima: ”Volete il gioco duro? Salutatemi il mio amico Sosa!”. Il nostro invece, il Tony Montana di Chiusi, ha rinnovato la battuta: ”Volete il gioco duro? Salutatemi il mio amico Bruno!”. Non resta che aspettare la reazione di Valentini Bruno, altro noto selfista della politica e sindaco in scadenza di Siena, renziano come Tony. Sembra un film, ma è tutto vero…purtroppo!!

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