Frammentario politico estivo

1) Ultimamente ci siamo occupati molto di sanità e in questi giorni dilaga il dibattito sulla riorganizzazione del 118. Ci sono due aspetti che vogliamo sottolineare: il totale fallimento di chi ha un ruolo politico nelle istituzioni locali e regionali e l’assenza di una chiara comunicazione nei confronti dei cittadini, da parte di chi sta ai vertici delle aziende sanitarie. In questi mesi vi hanno riempito di foto di inaugurazioni, con medici e professori universitari apertamente schierati con politici del PD, e tra un selfie e l’altro hanno preso con leggerezza questioni fondamentali, come la riorganizzazione del 118, con decisioni prese dall’alto trascurando il ruolo decisivo dei medici, degli infermieri e dei volontari impegnati quotidianamente per garantire il servizio.

 

2) Sempre in ambito universitario-ospedaliero si preparano a ricoprire il posto vacante lasciato dal Petraglia e il PD spinge per farlo assegnare al professor Severi. Per quel posto, sia per titoli, sia per la professionalità riconosciuta sul campo, ci sarebbe la possibilità di nominare il professor Vanni, ma quest’ultimo non partecipa mai alle foto con i consiglieri regionali del PD o alle feste dello stesso partito, partendo così  svantaggiato, visto che il Severi, come il professor Messina, sono simpatizzanti del consigliere regionale di Chiusi Stefano Scaramelli. Al di là della bravura e dell’esperienza, ci vorrebbe tanta sobrietà da parte di chi lavora in ambito sanitario nel rapporto con i politici, e sarebbe anche il caso di smetterla con le passerelle politiche nei luoghi adibiti alla sanità pubblica.

3) Il consigliere Scaramelli, coerentemente con la sua nota sobrietà selfistica, ha postato una foto con lui e Juri (Bettollini) con tanto di bicchiere alzato a brindisi, per festeggiare il compleanno dello stesso Juri (sindaco di Chiusi). Noi siamo per lo svago e il divertimento più libero possibile, ma un consigliere regionale  e un sindaco, dovrebbero avere una maggiore sensibilità e sobrietà, non per fare i moralisti, ma semplicemente per rispetto di chi rappresentate. E poi, non è consigliabile bere mentre si nuota.

4) Valentini Bruno, sindaco renziano di Siena, dopo un colloquio con Rossi Enrico -finto scissionista e grande responsabile di tante cose successe in Toscana- sta seriamente pensando di lasciare il PD in caso di uno stop alla sua ricandidatura e presentarsi con una sua lista sostenuto da MDP di Rossi e Mancuso. A proposito, caro Valentini, sarai ricordato per le pessime nomine fatte in qualità di sindaco e per aver bloccatto nuovamente la città, riempendo i giornali e i social solo di tanta propaganda. Un sindaco, in occasioni tristi come la morte di qualcuno (che ha avuto ruoli importanti come Mauro Barni), non dovrebbe mai strumentalizzare -avendo lui stesso torto- le legittime critiche mosse a suo tempo, alla gestione delle nomine tra Fondazione e Regione. Nessuno è fesso, caro Valentini.

5) Le forze di opposizione a Siena hanno l’opportunità di dare un contributo per le proposte di cambiamento, in vista delle prossime elezioni amministrative, sempre che non prevalga quel vizietto di pensare più al proprio orticello che alla città. Nelle passate elezioni a Siena funzionava così: non era il PD a vincere, erano le altre forze o liste, che dir si voglia, che volevano perdere.

6) Ieri Walter Veltroni, ex segretario del PD e grande sponsor del gruppo dirigente senese durante gli anni dell’operazione Antonveneta, durante la festa dell’unità di Brescia, per presentare il suo film “Indizi di felicità”, è stato morso al polpaccio da un cane. Per fortuna sia Walter che il cane stanno bene. Con quella atmosfera cinematografica, anche il cane stava cercando indizi di felicità, ma ha trovato solo un polpaccio. Pentito del gesto, il cane, sta pensando di andare in Africa. Nei salotti degli intellettuali veltroniani si sono aperti nuovi interrogativi: “il morso del cane ci vuole dire qualcosa, ci sarà una nuova scissione?”. Nel frattempo Renzi, preoccupato per altre scissioni, ha chiesto a Orfini di calmare gli animi e lo stesso Renzi, sta pensando di istituire il “dipartimento cinofilo”.

14 comments

  • Punto 2.
    Parlate a vanvera: il primariato in un reparto ospedaliero-universitario deve andare ad un professore universitario. In questo caso i professori associati in ginecologia sono quattro: De Leo, Luisi, Morgante e Severi. Pertanto la scelta è fra uno di questi.

    • Noi non parliamo mai a vanvera, come certi candidati a sindaco in rappresentanza del groviglio storico; noi abbiamo lanciato una provocazione ben precisa e sulla differenza tra universitari e ospedalieri siamo molto più informati del sig. Francesco. Come siamo informati sulla politicizzazione sfrenata della clinica universitaria.

      • Provocazione del tutto fine a se stessa in quanto non realizzabile = parlare a vanvera.
        Scrivete “per quel posto, sia per la professionalità dimostrata sul campo, ci sarebbe la possibilità di nominare il professor Vanni”, mentre il Vanni non è professore per cui non c’è possibilità di nominarlo primario del reparto ospedaliero-universitario, la vostra non è una provocazione, è semplicemente un fatto falso.
        Sulla politicizzazione del policlinico tutto non ci sono dubbi.

        • Proprio certe dinamiche di politicizzazione esasperata hanno impedito negli anni un auspicabile e praticabile interscambio tra professionisti ospedalieri e universitari (in alternativa cambiando valenza all’unità operativa da universitaria a ospedaliera e viceversa), bloccando di fatto delle carriere che si sarebbero potute realizzare a vantaggio di una sanità, che guarda alle capacità e non al circolo personale delle conoscenze, dando così un servizio migliore. Ovviamente non pretendiamo che lei capisca, si vede da come ragiona che al massimo si può fermare al singolo dato di fatto e niente più, per cui farsi delle domande sul perché e per come in molti ospedalieri hanno rinunciato ad un iter per divenire universitari le potrà sembrare compito arduo per la sua mente. Buona giornata.

          • Passare alle offese personali quando non si hanno argomenti è sempre segno di pacatezza e di padronanza del mezzo internet.
            Il post originale non riguardava in nulla ciò che avete scritto nell’ultima risposta sull'”auspicabile e praticabile interscambio tra professionisti ospedalieri e universitari (in alternativa cambiando valenza all’unità operativa da universitaria a ospedaliera e viceversa), bloccando di fatto delle carriere che si sarebbero potute realizzare a vantaggio di una sanità, che guarda alle capacità e non al circolo personale delle conoscenze, dando così un servizio migliore “. Su questo discorso sono in parte d’accordo, anche se ribadisco l’impossibilità di un percorso del genere nel caso specifico da voi citato nell’articolo. In altri casi (dei quali sarete sicuramente informati) è avvenuto che medici ospedalieri siano stati chiamati a fare i professori universitari. Per fare questo la prima condizione è che il record di pubblicazioni sia adeguato, inoltre attualmente “l’iter per divenire universitari” (ammesso che ne esista uno) comprende dottorato di ricerca e periodi all’estero, cose che la maggior parte degli ospedalieri aspiranti universitari non hanno fatto. Buona giornata a voi.

          • Prima ci dice di parlare a vanvera…poi si appella al discorso sulle offese personali, lei è davvero bizzarro, ma lasciamo perdere. Oltretutto ci da ragione su come siano possibili tali interscambi, se lei l’iter non lo conosce si informi e le daranno tutte le delucidazioni, come abbiamo fatto noi tra l’altro. Lei si voleva levare il vezzo di dirci che parliamo a vanvera, poi non accetta che per dare sfogo a questo suo vezzo a vanvera ha parlato lei. Quello che abbiamo scritto era perfettamente comprensibile e inquadrabile, tranne che per lei, ne prendiamo atto. Si riposi e buona giornata ancora.

          • Peggio dei cittini piccini…
            Se rileggete bene, per il caso specifico da voi menzionato nell’articolo NON vi do ragione.
            “Parlare a vanvera” non è un offesa personale, dubitare delle capacità mentali di una persona sì. Passo e chiudo.

          • Si Franceschino..si..hai ragione te.

  • Caro Carlone, ti ho già citato nel post di stamattina, sulla questione Barni; trovo semplicemente inqualificabile l’uscita (per scritto, non a voce) del Sindaco-imputato Valentini Bruno; a poche ore dalla morte di Mauro Barni, ne ha approfittato per portare un attacco dei suoi alla libertà di informazione e di opinione. Che si vergogni: ma la vergogna presuppone consapevolezza di ciò che si è fatto, dunque non si vergognerà affatto…

    Dacci sotto, l’eretico

  • Caro Carlo, tante verità…….alcune puntualizzazioni.
    Dopo il disinteresse post-tracollo nei confronti dell’MPS, la classe politica nostrana si è letteralmente avventata sulla Sanità locale, nei suoi vari anfratti, dove non sono mai mancati servi sciocchi e ‘untorelli’ di turno, pronti a dar credito a chiunque prometta loro futuri momenti di gloria, piccoli o grandi che
    siano. E’ un mondo che conosco bene, è il mo mondo , al quale, per tutta una vita, sono stata onorata di appartenere.
    Negli ultimi anni hanno avuto la meglio una sinistra commistione che ne ha determinato un vero e proprio giro di boa: la fine delle ‘scuole mediche’ per mancanza di particolari autorevolezze disciplinari, la precarizzazione di ogni tipo di professioni sanitarie che rende i singoli lavoratori ricattabili e mai veramente compenetrati nel loro ruolo, la debolezza complice dei sindacati, molto più concentrati nei loro destini individuali, che in quelle delle categorie rappresentate, una scarsa qualità dei Dirigenti dai curriculum spesso misteriosi e inutili, ma sempre e comunque proni a Firenze e ai loro riposizionamenti. Che dire questo è il quadro di una Sanità che dietro al ‘modello toscano’ ha saputo fingere una qualità che nessuno sa pure più immaginare per non averla nè conosciuta, nè studiata, neppure lo Scaramelli e il Valentini malgrado il loro ipocrita presenzialismo……Smontare in modo subdolo il 118 facendo credere che tutte le professioni sanitarie abbiano le .stesse manzioni e competenze, urla vendetta al cielo e si nutre di quella ipocrisia colpevole nella quale sta affogando la nostra Sanità.
    Voglio chiudere il mio contributo esprimendo parole personali di sentita stima professionale nei confronti del collega prof. Severi di cui riconosco non solo la competenza clinica e scientifica, ma anche una rara dedizione e presenza nella quotidianità lavorativa merce rara per un Direttore.
    PS Il Prof. Mauro Barni è stato uno dei pochi intellettuali di questa città. Oltre la Medicina Legale di cui è stato un indiscusso maestro di levatura europea, si è
    misurato con tante discipline con il suo spirito autenticamente laico e critico.
    Aveva un modo di scrivere unico e complesso e un bagaglio culturale raro.
    Ci mancherà molto la sua personalità e la sua laica lucidità.
    Antonella Eleonora Buscalferri
    .

    • Cara Dottoressa Buscalferri, grazie del suo intervento. Dei professori citati nell’articolo, compreso il professor Severi, non mettiamo in dubbio le capacità professionali, non ci permetteremmo mai, ci limitiamo a descriverne certi ruoli in un determinato quadro politico. Concordiamo con lei assolutamente per quanto riguarda la stima professionale che abbiamo nei confronti del professor Severi, soltanto ci piacerebbe che nella sanità non ci “pescassero” i soliti politici in cerca di consenso e di notorietà e di conseguenza ci piacerebbe (ma ne sappiamo le difficoltà) che nessun professionista si prestasse a tale strumentalizzazione. Grazie ancora, buona serata.

  • Concordo con la Buscalferri e aggiungo alcune riflessioni. Il consigliere Scaramelli ha esagerato con la sovraesposizione in ambiente ospedaliero e ha creato questa situazione imbarazzante per alcuni medici e professori che si sono trovati catapultati nell’agone mediatico. Forse è il caso di smetterla per davvero con le sfilate dei politici in ospedale, una volta per tutte. E finisco dicendo che avete fatto bene ad evidenziare questa situazione, ora spetta ai medici e ai professori universitari sottrarsi alle strumentalizzazioni dei politici.

  • Cari Carlo e Giovanna spero che queste nostre parole contribuiscano a costruire una nuova consapevolezza dei ruoli sanitari cittadini che si nutrano più di trasparenza, competenza e bassi profili anzichè dell’ignobile farsa dei taglianastri, dei lustrini e dei falsi trionfalismi. Cosi’ deve essere nei luoghi dove si esprime la sofferenza umana e si esercita il pensiero scientifico.
    Antonella Eleonora Buscalferri

  • Avete fatto bene a sollevare la questione, non si supporta più l’invasivita’ di certi politici nell’ospedale!!!!!!!#

Unisciti alla conversazione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *