Una città senza rappresentanza, una città snaturata

Siena non è una città come tutte le altre, almeno questo riconosciamocelo. In questo luogo esistono delle peculiarità, delle consuetudini e dei comportamenti che lo rendono unico in Italia e probabilmente unico al mondo. Con ciò non voglio sostenere che sia migliore di altri posti, sicuramente non lo è e non è nemmeno questo il punto. Siena è una città che avrebbe bisogno nei suoi vertici di essere rappresentata, fortemente e decisamente rappresentata. Prendendo a spunto le ultime vicende paliesche, dagli attacchi strumentali degli animalisti ai guai giudiziari di fantini e contradaioli, abbiamo tutti la sensazione di non essere degnamente rappresentati, di non avere nessun filtro, nessuna membrana di separazione tra noi, collettività senese, ed il resto del mondo civilizzato. E’ ovvio, come qualcuno subdolamente sostiene, che essendo in Italia non possiamo sottrarci alle leggi dello stato, talmente ovvio che cascano le braccia solo a dover ragionare con questi furbi soggetti, senesi e non, che sfruttano questo sillogismo per mettere a tacere quel senso di frustrazione che ti prende quando non ti senti degnamente rappresentato, degnamente difeso, capito, compreso. Il motivo per cui succede tutto questo, il motivo per cui viene lo sgomento di fronte a certi fatti che attaccano il nostro intimo sentirci senesi è semplice: la nostra amministrazione non è all’altezza, è lontana da noi senesi, non ci contempla, se non fintamente per puri motivi di guadagno politico, o per assolvere ai soliti retorici rituali e frasi fatte di circostanza. Fatevi una domanda: quando mai il Valentini e il Mancuso hanno provato a fare muro, ad alzare una intelligente difesa della comunità che rappresentano? Anzi, loro, coadiuvati da personaggi che di Palio e di Siena, ne sanno quanto io di fisica quantistica, hanno voluto perpetrare la più grande operazione di snaturamento di una società civile, con l’unico scopo di rendere Siena più turistica, più “disneyana”, più “Monteriggionese”, più “francigena”. Che dolore assistere a tutto ciò, che senso irrefrenabile di rigetto a questo modo di rappresentarci. La questione è: come potevano certi personaggi rappresentarci ed essere credibili di fronte a prefetti, questori e spiegare loro certe peculiarità, fare da garanti seri ed affidabili della senesità e del nostro modo di fare, quando loro stessi per primi non riescono a coglierne l’essenza? Semplice, non avrebbero mai potuto farlo, non lo hanno fatto e nemmeno ci hanno provato, sono semplicemente inadeguati a rappresentarci. Siena ha avuto una accelerazione pazzesca verso derive normalizzanti terrificanti, è ciò a cui puntavano e questo, al di là dei soliti lacchè e difensori d’ufficio dei grandi eredi del groviglio armonioso, è bene che tutta Siena lo sappia e ci rifletta un po’.

3 comments

  • Articolo condivisibile se non fosse per un aspetto forse sgradevole sotto il profilo politico ma drammaticamente reale: tali personaggi, soprattutto Valentini, sono stati democraticamente eletti dai cittadini residenti nel Comune di Siena. Ora la questione, che potrebbe essere banale, dovrebbe essere riletta alla luce della retorica domanda: quanti cittadini senesi, che conoscono il Palio e la contrada, vivono nel territorio del Comune di Siena ? E quanti di questi cittadini hanno votato per il PD, forse inconsapevoli (o drammaticamente consapevoli) delle conseguenze del loro voto ?

  • Caro Carlone,
    intanto bentornato nella trincea bloggeristica (ti ricordo sommessamente che sei stato, per quanto antidemocraticamente, scelto come number one del Gabs, eh).
    Sul tuo pezzo avrei moltissimo da scrivere, anche ripetendomi; sull’intervento della Pallai di ieri, per esempio: parole corrette, in sé del tutto condivisibili. Ma pronunciate da un pulpito non presentabile, il pulpito di chi vuole una Siena “venezzizata”, e poi blatera. Brindisino, ecc. ecc….

    Dacci sotto, l’eretico

    • Lasciamo perdere la Pallai, i brindisini e il politicamente corretto applicato al Palio. La Pallai, idem per Mancuso, Valentini e tutto il gruppo dei francigeni smart, sono di una inadeguatezza disarmante. La sagra dell’insipienza.

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