Dalla sanità, passando dallo sport al Monte dei Paschi, fino alla campagna elettorale

Campagna elettorale a Siena

Si vota nel 2018 e non ci sono ancora le candidature ufficiali per la carica di sindaco. In questi giorni a sbizzarrirsi ci sono solo i famosi inquinatori di pozzi, forti di un’esperienza ventennale di inquinamento professionale che, insieme ai nuovi ragazzi di bottega,  puntano a riportare indietro le lancette e trascinare la città in vecchi scontri sfruttando le vetuste formule di sistema, quel sistema che ha fallito trascinandoci dove siamo ora. Alle candidature ci penseranno le liste e i vari schieramenti, ma una considerazione si può fare fin da subito: alla città non serve né un nuovo scontro tra il PD e l’ex sindaco Piccini e nemmeno un accordo tra  il PD e l’ex sindaco Piccini. Questo dibattito a “distanza”, tra l’ex sindaco ed esponenti del PD senese  per fare a gara a chi è più civico, altro non è che un banale tentativo di monopolizzare il dibattito ed impedire candidature fuori dal meccanismo contorto che piaceva tanto al groviglio. Alla città non servono ritorni o formule politiche camuffate, come quelle proposte da alcuni settori del PD, e non è da politici maturi parlare alle spalle, male e con livore, delle persone che non condividono scelte politiche di Tizio o di Caio. Ci auguriamo, che i candidati a sindaco ufficiali siano persone mature e impegnate per la città e non per il potere. La conferma che non hanno le idee chiare, arriva dalle giravolte che sta facendo Stefano Scaramelli: prima è andato da Fulvio Bruni e quando costui  gli ha risposto che non aveva intenzione di partecipare alle primarie, è andato a cercare Massimo Bianchi(con lui non si trema!), infine quando ha capito che anche il Bianchi era un salto nel vuoto, ha deciso che il suo candidato per sfidare Valentini alle primarie del PD, sarà Gianni Porcellotti, anche se Scaramelli spera di vincere il congresso per valutare l’eventuale sostegno alla candidatura di Piccini. C’è solo una domanda: se gli uomini e le donne  in consiglio comunale hanno votato tutti i provvedimenti e le scelte della giunta Valentini, con quali argomenti si presentano come alternativi al Valentini? Buona campagna elettorale!

Sanità e poltrone

Un quadro abbastanza convulso, ci sarebbe da intervenire per le liste di attesa, non è ancora chiarita la situazione della riorganizzazione del servizio 118 e infine la vicenda del parere dell’Osservatorio, che chiede la bocciatura di cinque scuole di specializzazione nella facoltà di medicina a Siena. Ci sono tante questioni aperte e soprattutto ci sono questioni che riguardano strettamente i servizi per garantire una prestazione sanitaria in funzione dei cittadini e dei malati. Tutto questo per la politica regionale e locale passa in secondo piano, le priorità  sono le poltrone da occupare: dai direttori generali a quelli sanitari. Non sono passati nemmeno cinque mesi che Polimeni, il direttore sanitario dell’Ospedale di Siena, ha lasciato il posto per un altro incarico. In attesa dell’arrivo di Giovannini, come nuovo direttore generale, ora riparte la girandola per sostituire Polimeni. Questi sono i risultati della gestione del PD, in particolare del finto scissionista Rossi, della Saccardi e di Scaramelli-Valentini.

Sport e banca Monte dei Paschi: chi entrava e poi usciva dalla banca con il credito

Ci sono due vicende-giudiziarie  -con chiari risvolti politici- che si intrecciano direttamente con la vicenda del Monte dei Paschi: la gestione della Mens Sana (Minucci & co.) e quella dell’A.C Siena (Mezzaroma & co.). Non servono altre verità: sappiamo tutti chi sono i responsabili e come hanno distrutto il patrimonio della Banca e della Fondazione! Chi si gira da altre parti, per formulare nuove teorie sul disastro, o per cavalcare nuove verità, lo fa al preciso scopo di non ammettere che c’era un meccanismo malato tra chi gestiva la Banca, la politica e le istituzioni locali, o per cercare un palcoscenico strumentale al suo modo di fare politica fondato sui comunicati ad effetto. C’era un meccanismo consolidato che funzionava nel settore delle sponsorizzazioni da parte della Banca che gestiva il rapporto con il basket e il calcio, e che serviva anche per controllare il sistema dell’informazione. Ed è questo meccanismo malato che ha provocato, come una catena virale, il crollo del patrimonio della Banca, della Fondazione e i fallimenti nello sport e di altre società ed enti operanti sul territorio. Ma c’è un aspetto, per certi versi tragicomico, che sta passando in sordina, soprattutto nel caso di Mezzaroma, considerato che tra le contestazioni a suo carico c’è anche quella dell’accesso abusivo al credito: in pratica, per farla breve, a Mezzaroma e a un altro soggetto, viene contestato il reato per aver sovrastimato il valore del marchio della squadra, per ottenere i finanziamenti dalla Banca Mps. Come nel caso del basket, la Guardia di Finanza -che ha svolto un lavoro attento e scrupoloso- nel comunicato ufficiale ha spiegato, che ad insospettire gli inquirenti è stata l’analogia con la cessione del marchio della Mens Sana: sia per la Mens Sana che per l’A.C. Siena, c’è di mezzo la cessione del marchio e i soldi che arrivavano dalla Banca Monte dei Paschi.
In base alle carte processuali, la Banca Monte dei Paschi, sia per il basket che per il calcio, è giuridicamente un soggetto danneggiato. Non riusciamo a spiegarci il perché -forse Morelli potrebbe illuminarci- la Banca è stata esclusa dalle parti civili nel processo relativo all’inchiesta sulla Mens Sana. Come mai la Banca è stata esclusa per un vizio di forma? Da quanto abbiamo capito non è stata una libera interpretazione del giudice ma un errore della Banca Mps. Come intende rimediare a questo errore, l’ad  Morelli?
A tal proposito, quei parlamentari dei Cinque Stelle che presentano interrogazioni inutili e fuori luogo, per attaccare il Palio di Siena, perché  non chiedono lumi su questa vicenda al ministro Padoan? Visto che ci sono, potrebbero chiedere lumi anche sulla nomina di Del Regno (vedi art. 13 comma 5 dello statuto della Fondazione Monte dei Paschi), argomento da noi più volte sollevato.
Per quanto riguarda il credito erogato a Mezzaroma, sarebbe interessante sapere chi ha autorizzato con tanto di firma quei crediti, se la Banca ha effettuato un’ispezione interna per capire come sia stato possibile quella concessione di credito e se chi ha autorizzato ha ancora un ruolo nella Banca, o in società partecipate o controllate dalla Banca. Lo stesso Morelli si potrebbe informare e una domandina, su queste cose,  al ministro Padoan ci starebbe bene. Sul piano politico non è una novità che sia Minucci (Mens Sana), sia Mezzaroma(A.C. Siena), erano omaggiati e sostenuti dal PD: era il 2010 e gli ospiti accolti e omaggiati al dibattito nella festa del PD in Fortezza a Siena, alla presenza del parlamentare Franco Ceccuzzi, erano proprio Minucci e Mezzaroma. Quello è stato un dibattito in piena sintonia! Per quanto riguarda gli altri contorni politici, fino alla giunta Valentini, ci sarà modo di approfondirli tra non molto.

 

Morelli nominato dalla Luiss “Alumnus 2017″ e il docente della Luiss, Mario Comana, nominato presidente della Monte Paschi Capital Services

Nel mese di luglio, l’a.d. di Banca Monte dei Paschi Marco Morelli, è stato nominato dall’Università Luiss di Roma, durante la terza edizione del premio, con il titolo di “Alumnus 2017”. I premi vanno sempre ritirati e magari, nella prossima edizione, ce ne sarà uno anche per il nostro sig. Hanzo, anche se l’economista del blog preferisce una bella grigliata.
Nel frattempo c’è stato il rinnovo della presidenza della Monte Paschi Capital Services, e per sostituire l’uscente Mario Salvestroni(quello di Confindustria di Grosseto), è stato nominato un docente della Luiss di Roma, il professor Mario Comana. Curiosi come sempre, ma solo per mera curiosità, a parte la docenza alla Luiss, leggendo vecchi articoli, ci siamo accorti che il professor Comana è stato in Veneto Banca, cooptato nel cda (durante la gestione Trinca-Consoli).

One comment

  • Dal sito di Mps Capital Services risulterebbe che il Professor Comana ricopre la carica di Consigliere.
    Comunque sia, chissà perché mi è venuto in mente il classico voto di scambio.
    Ma sicuramente mi sbaglio.

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