Il peggior sindaco dell’era moderna: il renziano Valentini Bruno. Parte prima

Tiriamo le somme: non sul mandato, ma sulla figura politica e su cosa rappresenta il renziano Valentini Bruno.
Facciamo un piccola precisazione definitiva, per chiarire le falsità che i cantori del groviglio da diversi anni spacciano per nascondere le responsabilità: non c’è nessun odio verso politici e non esiste nessun “odiatore” qui a Siena. Questa teoria degli “odiatori” è servita per mascherare  le colpe di chi veniva criticato, quando gli esponenti del groviglio spianavano patrimonialmente Banca, Fondazione e società sportive. Ora la teoria degli “odiatori” è stata sposata dal successore del vecchio groviglio, l’ex sindaco di Monteriggioni e attuale sindaco di Siena Valentini Bruno, il quale per non rispondere nel merito si nasconde dietro questo paravento dell’odio. Ma chi ti odia Valentini? Ma smettiamola con questo clima pesante, che vuoi instaurare  per passare da vittima! Non abbiamo tempo per odiare proprio nessuno, e siamo di un livello superiore rispetto a queste meschinità che ci propinate da anni. Parliamo di fatti concreti, della cosa pubblica, che della vita privata dei poltiici a noi non interessa proprio niente, finché non va ad intaccare interessi collettivi. Atteniamoci ai fatti.
Il renziano Valentini Bruno si è presentato cinque anni fa come un “discontinuatore”,  ed è diventato sindaco perché  ha vinto le primarie del PD,  cavalcando il fatto che l’allora sindaco di Siena Franco Ceccuzzi, era indagato. Per uno scontro interno al PD hanno utilizzato quella indagine per candidare Valentini. Oggi però, Valentini Bruno non è indagato, ma è imputato in un processo per vicende legate al suo mandato di sindaco a Monteriggioni, e il Valentini non solo non si è dimesso, ma fa finta di non essere imputato. Passiamo oltre. Le vicende giudiziarie personali le affronterà con i magistrati, la domanda però è molto semplice: Siena si può permettere una campagna elettorale con un candidato a sindaco imputato in un processo che di fatto si svolgerà in questi mesi, considerato che si voterà  nel 2018? No, non è accettabile e non è un problema di una parte politica: la città non può discutere dei problemi di tutti con candidati che hanno processi in corso. Prima questione, arriviamo alle altre.
Chi era Valentini Bruno prima di fare il sindaco di Siena? Era il sindaco di Monteriggioni e quando si è presentato a Siena ci aveva raccontato che era stato un grande sindaco virtuoso. E’ stato talmente virtuoso, che la magistratura da mesi sta indagando su vicende urbanistiche di Monteriggioni, relative al periodo in cui il sindaco era proprio il renziano Valentini. Il PD di Siena continua A FAR FINTA DI NIENTE e il Valentini, con il suo consigliere comunale del PD, l’architetto Simone Vigni, pretenderebbe di decidere sull’urbanistica di Siena in questi mesi di fine mandato. Per tutelare la città, Valentini e Vigni, non dovrebbero più occuparsi di urbanistica per il comune. Perché?
Nel comune di Monteriggioni si sta verificando un cambiamento che viene sottaciuto e vede l’attuale sindaco Raffaella Senesi, che pur essendo del PD, sta marcando le distanze dalla gestione passata di Valentini, proprio sull’urbanistica. Ma la chiarezza sulla gestione dell’urbanistica ai tempi di Valentini sindaco di Monteriggioni, non arriva da un politico -quindi passibile di polemica- ma bensì da un tecnico e nello specifico dall’Ingegnere Paolo Giuliani, nuovo responsabile del servizio urbanistica del comune di Monteriggioni. In molti conoscono l’ingegnere Paolo Giuliani, che è  persona seria e valido professionista e quanto da lui dichiarato a verbale del consiglio comunale di Monteriggioni il 31 luglio 2017 -avente per oggetto la variante sull’urbanistica- chiarisce cosa è successo in quel comune durante la giunta Valentini. Vi lasciamo alla lettura del verbale del consiglio comunale, con le dichiarazioni testuali dell’Ingegnere Paolo Giuliani. Il prossimo lunedì invece, ci sarà la puntata monografica sulla gestione dei rifiuti e sul ruolo di Valentini Bruno.

 

Dal verbale del consiglio comunale del comune di Monteriggioni del 31 luglio 2017, una parte dell’intervento dell’ingegnere Giuliani, proprio la parte fondamentale sulle scelte che erano state fatte sotto la giunta Valentini.

 

“L’ing. Giuliani, Responsabile del Servizio Urbanistica del Comune, su invito del Presidente procede ad illustrare i contenuti della proposta e afferma: vorrei fare una premessa. La variante tocca più punti, ma secondo me l’essenza sta in due aspetti, che questa slide coniuga e assembla. Uno è il ricondurre le previsioni urbanistiche delle NTA del regolamento urbanistico vigente del Comune di Monteriggioni, riportarle a una versione più corretta, conforme dal punto di vista normativo, riferendosi chiaramente alla legge urbanistica. Previsioni che avevano subito nel tempo una modifica, che appunto è stata poi oggetto di interesse e delle attività della autorità giudiziaria, cioè quella di introdurre la maggior parte, il 90% se non di più, degli interventi di nuova edificazione, di trasformazione urbanistica, quindi anche con interventi sul patrimonio esistente, con l’utilizzo dell’intervento diretto. Senza entrare nello specifico, vi posso garantire che questa era una previsione altamente errata, fallace. Noi abbiamo ricondotto la previsione, in termini più conformi alla normativa nazionale e regionale, ma soprattutto ai principi fondamentali su cui si basa l’urbanistica. E quindi laddove c’è un intervento di nuova edificazione, specialmente laddove si parla e si identifica questi interventi come aree di espansione, quindi quello che viene classificato come zona C, occorre passare attraverso una pianificazione attuativa, cioè un piano attuativo. Tale previsione un tempo era presente, ma poi fu cassata. Noi abbiamo reintrodotto questa previsione, chiaramente non in maniera generalizzata, perché alcuni interventi possono essere ancora soggetti a interventi diretti perché rientrano più in un ambito di previsione di aree di completamento, ma nella maggior parte dei casi ci sono interventi con piano attuativo. Prendo ad esempio il comparto TU25 che è emblematico, perché è oggetto di interesse da parte della magistratura. E’ in prossimità dei comparti T11 e T12 che sono stati sotto sequestro e ora c’è un procedimento penale in corso con molti rinvii a giudizio. La fortuna qui è che non abbiamo rilasciato il titolo, per cui a mio avviso si è evitato un sequestro garantito. Questo è emblematico perché questo che inizialmente era così descritto: “ Area di edificazione in area periurbana, adiacente a importanti urbanizzazioni” lo abbiamo sostituito con “edificazione in area di espansione”, e ciò è talmente vero che nello stesso intervento si presuppone la realizzazione ante intervento edificatorio, di strada e di opere tecnologiche, quali le fognature! Laddove non c’è la strada, laddove non ci sono le fogne, voglio sapere come si fa a parlare di intervento di completamento, quindi questo è emblematico. Occorre una lottizzazione, una preventiva progettazione, che vada a trovare tutti gli elementi e gli aspetti di standard, di opere di urbanizzazione primaria e anche una progettazione e una approvazione da parte di organi sovraordinati, quali la Provincia, la Regione la Sovrintendenza, siccome siamo in ambito paesaggistico. Noi cosa abbiamo fatto in questo comparto? Abbiamo sostituito “ intervento diretto” con “ intervento mediante piano attuativo” e così abbiamo fatto per molti altri. Questo è uno degli aspetti fondamentali di questa variante”.

6 comments

  • Dalla delibera del 31 luglio 2017 del Consiglio comunale di Monteriggioni emerge in tutta la sua forza il giudizio negativo degli attuali organi comunali sull’amministrazione Valentini-Chiantini.
    Ciò che sfugge ai non addetti ai lavori è il motivo per il quale gli interventi che per legge statale dovevano conoscere la formazione di piani di lottizzazione furono, invece, ammessi ad intervento diretto in base a norme del regolamento approvate dal consiglio comunale.
    Proviamo ad ipotizzarne uno.
    All’indomani dell’adozione del Piano d’Indirizzo Territoriale della Regione Toscana i progetti di trasformazione delle aree soggette alla formazione di piani attuativi, ricadenti in zone paesaggisticamente vincolate, dovevano essere sottoposti alla conferenza di servizi Regione-Provincia-Comune-Soprintendenza.
    Risulta che a seguito di talune bocciature qualche organo politico ebbe a lamentarsi.
    Aver previsto interventi diretti in luogo dei piani attuativi ha consentito al Comune di non passare dalle forche caudine della Soprintendenza, della Provincia e della Regione.
    E laddove sono dovuti passare, come per la lottizzazione di Uopini, qualcuno a caso ha pensato bene di disattendere il parere vincolante della conferenza (i risultati sono noti: processo penale in corso).

    Tuttavia – oltre a questo rilievo “politico” di marcare la differenza tra il “prima” e il “dopo”, perché non si può parlare, assolutamente di vecchio e nuovo, in ispecie nel Paese del Gattopardo – per il resto la deliberazione consiliare del 31/7/2017 e le norme di attuazione rivisitate sono dense, ad avviso dello scrivente, di macroscopiche illegittimità.
    Ad esempio.

    1) Dopo che l’Ing. Giuliani ha detto urbi et orbi che dovevano essere fatti i piani di lottizzazione, come possono essere stati validamente costruiti, quindi validamente compravenduti, gli edifici venuti ad esistenza in assenza dell’autorizzazione a lottizzare e degli standards urbanistici?
    Poiché ai sensi dell’art. 29 della legge 47/1985 non possono essere formate varianti a sanatoria agli strumenti urbanistici per recuperare a legalità gli insediamenti venuti ad esistenza dopo il 1° ottobre 1983, come pensa l’Ing. Giuliani di potersi lecitamente sottrarre dall’obbligo di ordinarne la demolizione?
    E coloro che hanno acquistato, ora che per effetto di una deliberazione pubblicata all’albo pretorio sono venuti a conoscenza che la loro casa costruita nei comparti siglati TU oppure RI ecc. fa parte di una lottizzazione abusiva per assenza del piano di lottizzazione, come possono validamente trasferire i loro diritti sui beni con atto tra vivi?

    2) La deliberazione in esame è stata già denunziata a mezzo PEC al Ministro dell’Interno affinché, come dispone l’art. 138 del Testo unico degli enti locali, valuti la sussistenza dei presupposti per proporne al Presidente del Consiglio dei Ministri l’annullamento.
    Nella denunzia viene argomentato il carattere inammissibilmente condonistico della deliberazione laddove l’Ing. Giuliani dichiara che “Quello che già c’è rimane …”.
    Ritenendo pericoloso l’effetto emulativo tra Comuni – quindi potenzilamente scardinante l’ordinamento della materia urbanistica che impone ai comuni la vigilanza sul corretto assetto del territorio determinato con leggi dello Stato (vedi disposizioni in tema di lottizzazioni, di vincolo cimiteriale di inedificabilità assoluta ecc.) – è stato ritenuto opportuno portare a conoscenza il MInistro dell’integrale contenuto della deliberazione.
    Sicuramente coloro i quali sono stati “accusati” dall’attuale Sindaco e Consiglio – ovverosia Valentini, Chiantini ecc. – non faranno la loro bella figura con i funzionari statali e i maggiorenti del PD.
    In ispecie considerato che al Valentini fu assegnata la presidenza della commissione dell’ANCI nazionale in materia di urbanistica e tutela del territorio. Con questa delibera viene sostanzialmente detto a Fassino (allora Presidente ANCI) di “aver messo il lupo a guardare le pecore”; così evidenziando la sua (di Fassino) scarsa capacità di cogliere le capacità delle persone di meglio tutelare gli interessi pubblici (sempreché per pubblici si possano sempre intendere quelli dei cittadini tutti).

    3) Non bastasse, nonostante l’Ing. Giuliani abbia denunciato che i comparti TU5 ecc. di Gabbricce non potevano essere attuati direttamente perché mancano le urbanizzazioni primarie (addiritture le fogne), si è scordato di essere conseguente nell’espungere tali territori dal (falso) perimetro del centro abitato.
    Siccome in forza delle nuove disposizioni della LRT 65/2014 le aree esterne al perimetro urbanizzato non possono essere trasformate, almeno medio tempore in attesa dei nuovi piano strutturale e piano operativo, ecco che la dimenticanza assume un sapore vagamente confermativo di valori economici di suoli assoluatmente non giustificati se venissero correttamente applicate le disposizioni delle leggi regionali 1/2005 e 65/2014 circa la perimetrazione del centro abitato.

    4) Ed ancora. L’Ing. Giuliani, dopo aver portato pubblicamente a conoscenza che una previsione di comparto edificatorio residenziale di Uopini non poteva essere attuata perché rientrante entro il vincolo cimiteriale di inedificabilità assoluta, non ha detto, però, se ai proprietari del terreno il Comune intenda, o meno, restituire i denari sborsati per il pagamento dell’IMU in tutti questi anni.
    In sostanza, mancando il presupposto per il pagamento dell’imposta (ovverosia l’edificabilità legale) il Comune non poteva chiedere, a maggior ragione introitare, il pagamento dell’imposta.
    Se non dispone la ripetizione delle somme indebitamente richieste e introitate, talune persone potrebbero essere assalite dal dubbio che “gatta ci cova”.

    5) Per non dire del Comparto TU25 di proprietà della società Terra Toscana, tra Montarioso e Belverde.
    Qui l’Ing. Giuliani veramente è insuperabile.
    Non si comprende come in un’area che il Comune classifica di tipo C ai sensi del D.M. 1444/1968 perché di espansione ed integralmentre priva di fabbricati possano essere reperiti tutti gli standard urbanistici prescritti dall’art. 3 del D.M. stesso in misura tale che le aree siano effettivamente funzionali allo scopo. L’art. 4 del D.M. parla chiaro! Nelle zone C gli standard devono essere integralmente ivi reperiti.
    Se dovesse rilasciare il parere favorevole di regolarità tecnica nell’eventuale futura deliberazione comunale di adozione del progetto di lottizzazione, sarebbe come chiamarsi addosso indagini penali a proprio carico.

    E qui sospendo.

  • Sul sito web LEXAMBIENTE in data 08.09.2017 è stata pubblicata una sentenza penale di merito emessa dal Tribunale di Palermo il 08.08.2017.
    Con rara chiarezza il Giudice ha statuito che ” … Allo stesso proposito non devono ingannare l’uso strumentale del processo penale, cui si assiste di frequente e le dilaganti pratiche processuali dilatorie, miranti alla pronuncia di prescrizione dei reati in materia urbanistica e ambientale. Troppo spesso infatti nella pratica quotidiana in modo distorto e forviante viene attribuito alla sentenza di prescrizione degli aspetti penali dell’abuso urbanistico ed ambientale un valore purgante dell’illecito tout court (laddove in realtà l’illecito amministrativo permane fin tanto che non vi sia un intervento ripristinatorio che ne elimini gli effetti), come se la prescrizione penale conferisse anzi all’abuso un crisma di raggiunta legalità ed intangibilità dell’illecito e come se valesse di conseguenza ad esentare le autorità amministrative preposte dai loro permanenti e pregnanti obblighi repressivi degli abusi e ripristinatori
    dell’integrità del territorio, assegnati dalla legge in funzione della tutela dei fondamentali valori costituzionali della sicurezza pubblica e privata, della salubrità e vivibilità dell’ambiente anche urbano …”.

    In tutta evidenza, questi principi non sono conosciuti in quel di Monteriggioni, ove la forza della legge NON ARRIVA.
    E laddove nella deliberazione comunale del 31.07.2017 l’Ing. Giuliani afferma che in zona a vincolo cimiteriale di inedificabilità assoluta “… Quel che c’è già rimane …” assume un significato INQUIETANTE se lo si associa all’inerzia del responsabile dell’U.t.c. e del Sindaco (quest’ultimo titolare di specifico potere-dovere di ingiungere la demolizione ai sensi dell’art. 338 del R.D. 1265/1934) nel disporre la demolizione della residenza universitaria che è edificata in zona vincolata con una previsione introdotta negli strumenti urbanistici in violazione dell’art. 28 della legge 166/2002 che, innovando profondamente l’art. 338 del TULS, impedisce al Comune di prevedere edificazioni nei 200 metri dal cimitero e comunque di dare attuazione alle previsioni qualora il progetto dell’opera pubblica o di interesse pubblico non fosse stato approvato alla data di entrata in vigore della L. 166/2002 (atteso che non esisteva alcun progetto a cui dare esecuzione, che avrebbe astrattamente legittimato l’esperimento delle procedure derogatorie preventive).

    In ogni caso, il Consiglio comunale e l’ASL risulta che non si fossero espressi in via preventiva all’inizio dei lavori, cosicché la residenza universitaria permane MACROSCIPICAMENTE ABUSIVA.

    Forse non tutti sanno che l’Istituto regionale che si occupava delle residenze universitarie era diretto da MARCO SPINELLI.

    Forse non tutti sanno che colui il quale è chiamato ad ordinare la demolizione della residenza universitaria (Ing. Giuliani) ha concorso a progettarla e realizzarla.

    Il Sindaco e il Segretario comunale osserveranno la legge e quindi ORDINERANNO LA DEMOLIZIONE, visto che l’Ing. Giuliani si è già chiamato fuori con le dichiarazioni espresse in consiglio comunale?
    Oppure il fatto che il Sindaco ha votato favorevolmente nella deliberazione, e niente il Segretario ha osservato nonostante sia il garante della legalità dell’azione amministrativa, significa che TUTTI INSIEME, CON IDENTITA’ D’INTENTI, non ordineranno la demolizione?

    In tal ultima evenienza, come può dirsi che siano rispettati i principi costituzionali di EGUAGLIANZA (Art. 3), di DOVERE DI SERVIRE LO STATO CON DISCIPLINA E ONORE (Art. 54) e di BUONA E IMPARZIALE AMMINISTRAZIONE (Art. 97) raportandoli con i proprietari del Comparto TU posto nei 200 metri dal cimitero di Uopini che ha visto, come dice l’Ing. Giuliani nella deliberazione, opporsi il GIUSTO RIFIUTO al rilascio del permesso di costruire?

    CI SONO PIU’ PESI E MISURE A SECONDA CHE VI SIANO COINVOLTE PERSONE CHE SERVONO LE BANDE “POLITICHE” OPPURE NO?

  • interessante quanto si legge nella relazione del Responsabile del procedimento oubblicata sul sito del Comune (http://www.comune.monteriggioni.si.it/FileDownload.asp?T=4&I=88718) :
    “A seguito della seduta del xxxxx dell’Autorità Competente che ha redatto apposito verbale è emerso
    che dall’analisi degli impatti che la variante apporta non sono emerse particolari criticità sull’area,
    né impatti significativi sull’ambiente e che pertanto non sono emerse problematiche connesse con la
    variante di progetto. In conseguenza a ciò con determina n. xxxx del xxxxx la stessa autorità
    Competente ha stabilito di escludere la procedura di variante in oggetto dall’assoggettabilità a VAS,
    tenendo conto delle prescrizioni pervenute da:…”
    “- Viste le relazioni del Garante dell’informazione e della Comunicazione redatta in data
    xxxxx;”
    Si sono scordati di copiaincollare date ed estremi di determine per quanto riguarda il procedimento di VAS e il Garante dell’informazione.
    I commenti su queste dimentincanze (?) li lascio a voi…

  • È uno schifo generale, Valentini ha senza dubbio delle grandi responsabilità ma ovviamente non da solo . Comunque siamo in linea con la Regione Toscana che ha avuto il peggior presidente dall’inizio della costituzione delle regioni. Il Rossi ,prima come assessore alla sanità e poi come ‘governatore ‘ della regione è riuscito per quanto riguarda Siena a contribuire alla distruzione di una sanità
    Senese che era una delle eccellenze a livello nazionale . Mandiamoli tutti a casa.
    Una volta la Toscana produceva grandi Artisti oggi dei grandi…mestatori. È la colpa è anche nostra quando andiamo a votare ricordiamolo. Anche se con il sistema di potere che hanno messo in atto non sarà facile risolvere qualche cosa. Ma almeno proviamoci !

  • […] Nella puntata precedente ci siamo occupati del “virtuosismo” urbanistico del renziano Valentini Bruno – ex sindaco di Monteriggioni e attuale sindaco in scadenza di Siena – focalizzando l’attenzione sulle vicende urbanistiche di Monteriggioni, oggetto di una corposa inchiesta giudiziaria. Per non farci mancare nulla, il “virtuoso” amministratore Valentini – quando Piero Fassino imperava – è stato nominato delegato dell’Anci (associazione dei comuni) per la protezione civile: sicuramente, Fassino e gli altri dell’Anci, prima di affidare la delega della protezione civile, avranno apprezzato la grande gestione dell’urbanistica della giunta di Monteriggioni guidata dal Valentini! (leggi qui) […]

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