Il concertone

Per il giorno 30 agosto, in Piazza Jacopo della Quercia, l’Ordinanza n. 628 del 18 agosto – a firma del Comandante della Polizia Municipale del Comune di Siena – disponeva il divieto di transito e di sosta con rimozione coatta dalle ore 17 alle ore 24, al fine della realizzazione in loco di uno spettacolo musicale pubblico. Il documento non riporta alcuna notizia sul soggetto che ha richiesto il provvedimento, nell’interesse del quale è stata disposta l’ordinanza.

Tuttavia, l’enigma è presto risolto: l’ordinanza muoveva incontro alle necessità di organizzare una “Cena di Beneficenza per l’arte”. I duecento musicisti, eccezionalmente nelle vesti di commensali, hanno dato vita ad un inedito concerto per fiati (e sfiati), sotto la direzione – manco a dirlo – di Civita – Opera Laboratori Fiorentini spa.

Si potrebbe quindi ritenere che la ritrosia manifestata dal pubblico ufficiale nel rendere noto il nominativo del soggetto richiedente sia dettata dalla finalità benefica dell’iniziativa: “quando dunque fai l’elemosina non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini (cfr. Mt., 6.2)”. Tuttavia, tale buona intenzione risulta essere stata vanificata dalle successive notizie stampa che, enfaticamente, nel darne notizia, ne esaltavano la grande riuscita, a maggior gloria degli organizzatori.

Per cui, un dubbio ci assale: a beneficio di chi e cosa è stata fatta l’iniziativa?

Gli organizzatori comunicano che l’intero ricavato della cena – evento (e il concerto?) verrà devoluto al restauro dei capolavori del patrimonio artistico umbro che hanno trovato ricovero a Siena. Segue l’elenco delle aziende che hanno offerto acqua, vino, dolci e pane (nessuno ha offerto antipasti, primi, carne, contorni ed, eventualmente, frutta?). Dando per scontato che gli artisti in Italia – fatte salve alcune eccezioni – non sono mai pagati (al massimo gli può essere dato da mangiare), dobbiamo ritenere che anche l’apprezzato interprete Bollywoodiano sia intervenuto gratis, visto anche il disprezzo nei confronti di tale categoria manifestato dal rettore dell’Opera Metropolitana Indrizzi (cfr. www.sienanews.it – Balletto da Bollywood sul sagrato di San Giovanni. Opera: “Diffidati, nessun permesso”). Dovrebbe quindi essere rimasto un bel gruzzolo. Le cronache segnalano infatti la presenza di circa duecento commensali che, al prezzo di cinquanta euro pro-capite, hanno prodotto un ricavo lordo di circa 10.000 €.

Purtroppo detto valore, realisticamente ottenuto dai dati forniti dagli organizzatori, risulta di gran lunga inadeguato a risolvere i gravi problemi di restauro delle opere, per cui ci si domanda se sia valsa la pena mettere in piedi tutto questo ambaradan.

La risposta non può che essere affermativa, se consideriamo chi troviamo nelle vesti del ricevente: tra le nove diocesi colpite dal sisma del 2016, la prescelta  è stata l’Arcidiocesi di Spoleto – Norcia, guidata da Mons. Renato Boccardo, ex potente segretario del Governatorato dello Stato Città del Vaticano, amico personale di Gianni Letta (incidentalmente presidente dell’associazione Civita, di cui Opera Laboratori Fiorentini è una emanazione), nonché officiante il matrimonio dei coniugi Renzi. Le opere infatti sono di proprietà ecclesiale e, com’è noto, le diocesi non hanno alcun obbligo di pubblicare i contributi ricevuti e l’utilizzo che ne viene fatto, per cui non sussiste alcuna garanzia sull’impiego delle somme ai fini del recupero delle opere d’arte, poiché le stesse sono destinate a finire nel buglione dei conti curiali. Sembra inutile sottolineare come la trasparenza in tali occasioni sia d’obbligo, dal momento sono coinvolte istituzioni cittadine pubbliche quali l’Opera della Metropolitana ed il  Comune di Siena che amministrano – tra gli altri – i proventi dei biglietti della mostra “La Bellezza Ferita” ed utilizzano, senza alcun onere, un luogo pubblico come è Piazza Jacopo della Quercia.

Chissà se i musici (pardon… commensali!) e le voci angeliche del coro della stampa, avevano capito a favore di chi e per cosa stavano facendo beneficenza!

Un saluto dal vostro

D’Ivano Letto

3 comments

  • Grande Carlone!!
    Ne avevo scritto anche io, anche perché Opera, prima di fare tutta questa popò di beneficienza (senza strombazzarla alcunché, eh), farebbe bene a pagare chi la arricchisce con regolarità…
    Dacci sotto, l’eretico

    • Tutto merito dell’ottimo D’Ivano Letto, che come vedi ci aggiorna sui soliti giri di amicizie e sottoboschi vari, della serie il groviglio armonioso continua…..

  • […] margine dell’iniziativa, gli organizzatori avevano predisposto una serie di iniziative (di una di queste abbiamo dato notizia, clicca qui), volte a sostenere il restauro delle opere danneggiate presso i massimi laboratori presenti in […]

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