Ma quante idee!

Una cosa è certa: ai protagonisti attivi del periodo dei disastri senesi le idee non mancano! E tra questi -anche se di voti ne sposta pochi- uno che di “idee” ne ha tante,  è il piddino di Poggibonsi Riccardo Burresi. Egli è stato protagonista attivo delle scelte che hanno affossato la Fondazione e la Banca Monte dei Paschi, visto che ricopriva il ruolo di presidente del consiglio provinciale di Siena nel 2009, ma la particolarità del giovane Burresi, è di essere cresciuto sotto l’ala protettiva di Alberto Monaci e del babbo Pietro Burresi. Il Pietro Burresi, oltre a far parte dei fedelissimi di Alberto Monaci, era il dominus di Poggibonsi ai tempi dei sindaci Rugi e Coccheri, ed è stato il braccio destro di Monaci nella deputazione generale della Fondazione Monte dei Paschi guidata da Gabriello Mancini. Oggi, il giovane Burresi -che si divide tra Scaramelli e Alberto Monaci– con la sua associazione che si chiama “Idee“, tira fuori tante idee per come risollevare la Banca e il PD. C’è un però: il giovane Burresi si dimentica (o gli fa comodo non ricordare), che lui e il suo babbo erano protagonisti attivi di quelle idee e di quelle scelte che hanno affossato una Banca e azzerato una Fondazione bancaria, e i verbali del consiglio provinciale e delle deputazioni generali della Fondazione lo testimoniano.

Sul piano politico il giochino è molto semplice, quasi un revival del passato. I due alleati storici del PD senese, Franco Ceccuzzi e Alberto Monaci, approfittando dell’inconsistenza dell’attuale gruppo dirigente locale e non potendo contare sui consensi del passato, giocano la carta dei rapporti dall’alto per rioccupare il partito e condizionare la scelta del candidato a sindaco: il primo, spera nell’aiuto di Lotti Luca e il secondo, in quello del suo amico di sempre Antonello Giacomelli. Lo Scaramelli in tutto questo, così come il Valentini, sono solo due pedine politiche e due figure sacrificabili nel disegno del Ceccuzzi e del Monaci. Una cosa è certa: il PD senese e il loro candidato a sindaco, chiunque egli sia, non sono autonomi per garantire la governabilità e gli interessi della città. A questo giro, Alberto Monaci, non può nemmeno sperare di organizzare le manovre finali per far perdere un candidato alternativo al PD come fece nel 2013, “sabotando” la campagna elettorale finale di Eugenio Neri. A questo giro il buon Alberto Monaci, per confrontarsi con soggetti esterni al PD impegnati in campagna elettorale, può provare con il prof. Pinto, magari si possono “confrontare” sul mondo universitario. Il resto della città, la maggioranza per l’esattezza, è stanca di questi giochini e di queste idee del passato. E sono stanchi anche coloro che avevano creduto, o si erano impegnati, nel sostegno alle  maggioranze del passato.

Per concludere, leggendo un paio di post, che l’ex sindaco Ceccuzzi ha pubblicato sul suo blog, si intuisce che allo stesso Ceccuzzi, nel caso non si trovasse la quadratura del cerchio dentro al partito, non dispiacerebbe la candidatura dell’altro ex sindaco Pierluigi Piccini.

(nella foto principale Burresi padre e figlio, con l’allora presidente della Fondazione Mancini e la sindaca Cocchieri)

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