Dietro l’attacco a Bankitalia il tentativo di far saltare i processi. Desecretate i documenti della Fondazione MPS

Lo avevano scritto qualche mese fa e lo ribadiamo ancora una volta: i grillini e qualche giornalista in cerca protagonismo hanno offerto a Renzi l’argomento per ribaltare i veri fatti sui disastri bancari!
Ancora oggi, tra un giornalismo pavido e smemorato e una classe politica in cattiva fede, ritorna in scena il teatrino dello scaricabarile, con una campagna strumentale per disorientare la gente. Figuriamoci se vogliamo prendere le difese del governatore Visco, tra l’altro su questo blog nei mesi scorsi, il sig. Hanzo, auspicava una scelta orientata su Salvatore Rossi. Il punto è un altro: le decisioni che hanno prodotto i disastri bancari, con danni all’economia e ai risparmiatori, sono il frutto velenoso di un groviglio tra politica e gruppi di pressione che agivano localmente. Il disastro più importante, quello del Monte dei Paschi, ne è l’esempio principale. Se la Fondazione guidata da Gabriello Mancini (PD), di fatto condizionata dagli enti nominanti (comune e provincia guidati dal PD), invece di assecondare Mussari (PD) si fosse opposta in assemblea, non ci sarebbe stata la disastrosa operazione Antonveneta. Questa è storia, fatti e carte alla mano e più che Bankitalia, in quel periodo, il vero ruolo a  copertura del PD senese,  fu giocato dal ministero dell’economia. Quasi tutti i giornali, che allora avevano un rapporto esclusivo con il capo della comunicazione della Banca MPS, non solo non denunciarono queste cose, ma addirittura esaltarono la gestione Mussari. Perché non pubblicate l’archivio dei giornali dal 2006 al 2010?
A chi serve questo tentativo di scaricare su Bankitalia le responsabilita’? Serve a Renzi per un mero scopo elettorale e per spostare l’attenzione dalle responsabilità dei suoi amici e compagni di partito: in uno slancio di trasparenza, Renzi potrebbe chiedere al renziano Giacomelli, se si ricorda quando partecipò a una riunione per decidere gli assetti di Banca e Fondazione insieme a Gabriello Mancini. O magari di quando la Banca guidata da Mussari, nominò il suo amico Carrai nella  Firenze Parcheggi. In tutto questo teatrino politico, poco edificante, è apparso anche il presidente del PD Matteo Orfini, che chiede di desecretare gli atti di Bankitalia. Bene, siamo d’accordo, ma prima desecretate gli atti e i verbali delle deputazioni della Fondazione MPS guidata da Mancini e rendete pubblici i nominativi delle persone oggetto di azione di responsabilità (almeno qualcuno smette di fare lo spiritoso a caso) da parte della Fondazione post-Mancini, servirebbe per capire  se ci sono iscritti attuali e passati del PD, coinvolti in certe situazioni.
QUESTO scaricabarile su Bankitalia (niente succede per caso), serve anche e soprattutto a coloro che sono stati condannati in primo grado per le gestioni bancarie, e siccome Bankitalia è parte civile nei processi, se passa la strategia di addossare le responsabilità sulla vigilanza, nei processi di appello i condannati potrebbero giocare la carta della delegittimazione di Bankitalia (operata trasversalmente da Renzi e dai vari polpulisti professionisti), per chiedere l’assoluzione. Altro che con i risparmiatori: Renzi e il PD (e i populisti professionisti), stanno dalla parte di chi ha gestito quelle banche.

3 comments

  • Non capisco, nel periodo in questione Renzi era presidente della provincia a Firenze, senza quindi alcuna possibilità diretta di gestione mps. Quelli che invece hanno gestito le vicende bancarie e lo sappiamo bene tutti, oggi sono i suoi più acerrimi nemici, fuori dal pd ed in preda a nuovi istinti movimentisti, rivoluzionari da bocciofila. In quegli anni hanno spasimato per possedere banche, hanno fatto e disfatto, impedendo aggregazioni interessanti e favorendo acquisizioni suicide. Nel frattempo la Banca d’Italia, dall’alto della sua indipendenza, garantita dalla nomina del governatore fatta dal presidente della repubblica su proposta del presidente del consiglio (sigh), ha quantomeno assistito in silenzio allo scempio sul quale avrebbe dovuto vigilare.
    Oggi la colpa è di Renzi, che qualsiasi cosa faccia è destinato ad essere responsabile. Se avesse avallato la conferma di Visco sarebbe stato complice del sistema, non avendolo fatto invece è comunque complice del sistema. Certo, ha prodotto la celeberrima mozione per proteggere Giacomelli e Carrai e far assolvere Mussari.
    Non so se ridere o piangere.

    • A.B. si parla di dispersione di responsabilità. In gergo: “mal comune mezzo gaudio”. Senza sperticarsi troppo, tra una scia chimica, un complotto giudaico massonico e qualche altra cazzata, cerchiamo di essere concreti. A Siena le responsabilità sono chiare, hanno nomi (i nominati), hanno mandanti (i noiminanti), hanno chi ha spalleggiato e acconsentito in modalità silenzio assenso. Chiaro? Dare la colpa a Bankitalia, quando fior di statuti non consentivano di attuare certe strategie finanziarie è facile e fa comodo a molti. Concludiamo facendo osservare quanto segue: l’aumento di capitale chiesto alla Fondazione Mps, voluto dal cda di Banca Mps, per l’acquisto di Antonveneta, fu presentato da Gabriello Mancini in una sede del Partito Democratico, difronte ai maggiori esponenti del partito. Tutto regolare? Me lo trova lei, forse a noi sfugge, un paese dove gli aumenti di capitale di una banca privata vengono presentati e VOTATI, in una sezione di partito? Ecco se lo sa, siamo tutto orecchie…..

      • Nessuna discolpa da parte mia nè al pd locale nè alle alte “sfere” nazionali. Ho solo scritto che oggi Renzi avrebbe tutto l’interesse a scoprire quelle responsabilità ed eventuali connessioni con i vertici della Banca d’Italia.
        Rileggetevi il titolo dell’articolo e le ipotesi protettive nei confronti di persone che uno squalo come il bomba sacrificherebbe per due voti in più e ditemi se non siamo dalle parti delle “ipotesi di complotto” da fake news.

Unisciti alla conversazione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *