E’ finita l’ora legale, sollievo in Piazza del Duomo*!

Un mese fa circa, l’edizione on line de “Il Fatto Quotidiano” pubblicò un breve articolo dal titolo: “Siena, si indaga sull’appalto per le attività di valorizzazione del Duomo: dichiarazioni dei redditi false per non pagare le tasse”.

Già al titolo la vertigine ci assale: attività di valorizzazione appaltate e dichiarazioni dei redditi false per non pagare le tasse.

Sul primo punto, ricordiamo che la valorizzazione, quando non è gestita direttamente, può essere data in concessione, non in appalto. Ciò è particolarmente vero quando i beni valorizzati sono – com’è la Cattedrale di Siena – del demanio culturale (la differenza non è cosa da poco: con la concessione il proprietario del bene incassa, con l’appalto paga).

Sotto il profilo della logica, al di fuori della disciplina fiscale, il secondo punto è, se possibile, ancora peggio: perché fare delle false dichiarazioni dei redditi se non si intendeva pagare le tasse? Non sarebbe forse stato meglio non farle per niente?

Tuttavia non sono questi gli argomenti importanti che l’articolo propone, dalla cui lettura si apprende che l’indagine aperta dalla Procura di Siena, che coinvolge il precedente e l’attuale rettore di Opera Metropolitana della Cattedrale di Siena Onlus, nonché il legale rappresentante di Opera Laboratori Fiorentini s.p.a., ha per oggetto la produzione di dichiarazioni dei redditi fraudolente ed infedeli dal 2011 al 2016 per evadere le imposte sui redditi e l’iva.

La spiegazione fornita non consente di comprendere cosa contengano le dichiarazioni dei redditi per essere considerate false, ma gli aggettivi usati per definire tali atti sono agghiaccianti: dichiarazioni fraudolente ed infedeli che, tradotto in altri termini, sta a significare: atti che mirano a sorprendere la buona fede altrui, a imbrogliare e raggirare il prossimo (fraudolento), che presentano considerevoli alterazioni rispetto alla realtà (infedele – cfr. Dizionario della Lingua Italiana Devoto Oli).

Di fronte a tali accuse, chiunque sarebbe balzato dalla sedia. Ma, a distanza di quasi un mese, non si sono registrate reazioni da nessuna parte; né dagli indagati, di cui si ricorda una flebile nota stampa, né delle istituzioni, che – trattandosi di imposte – dovrebbero essere le danneggiate. Anzi, gli indagati sostengono che, avendo il Procuratore Capo di Siena annunciato che si tratta di una richiesta di proroga delle indagini, si sentono sollevati, perché, in fondo, il problema non e’ poi così grave (geniale trovata per dormire tranquilli: far finta di nulla pur sapendo che colui che ti accusa, invece di dimenticarsi di te, ti ricorda nelle sue “preghiere”!).

Ma la cosa più sconcertante è questa: Opera Metropolitana della Cattedrale di Siena Onlus è una Fabbriceria che, per chi non lo sapesse, pur avendo natura giuridica privata, è un ente in controllo pubblico, quindi è come lo Stato. E’ risaputo che lo Stato – anche perché ente non commerciale – non paga le imposte, casomai le riscuote, ragion per cui non ci sarebbe alcun motivo per accusare i rettori di Opera Metropolitana di aver prodotto dichiarazioni dei redditi fraudolente e/o infedeli, a meno che …… la Fabbriceria da ente non commerciale sia diventato commerciale!

Se tutto ciò trovasse conferma, saremo di fronte ad una metamorfosi da far impallidire Kafka! La mutazione della Repubblica (non il giornale, che ci ha già abituati al fenomeno, ma quella Italiana) da Ente Privato in controllo pubblico a S.p.A. od analoga veste giuridica (sarà forse per questo che ci sentiamo sempre meno cittadini e sempre più consumatori?).

Non è comunque il caso di farsi prendere dal panico, abbiamo infatti le Istituzioni che vigilano indefessamente sull’ordinato espletamento delle funzioni svolte dagli enti sottoposti alla loro vigilanza: il Ministero degli Interni, rappresentato in loco dal Prefetto, per le questioni relative al diritto, ed il Vescovo, che garantisce sull’integrità morale dei componenti del C.d.A. della Fabbriceria. Avrete senz’altro tutti preso nota degli autorevoli moniti e rassicurazioni che tutto si sta svolgendo nel massimo rispetto delle norme repubblicane. Si? Ah, meno male, perché io non ho sentito niente… senz’altro mi sarò addormentato.

Buona notte a tutti.

d’Ivano Letto

 

 

(*semicit. Cuore)

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