Ha ragione L’Eretico: basta con le suggestioni e diteci chi è stato! E non strumentalizzate Siena per ragioni che non risultano per niente chiare!

Raffaele Ascheri, alias l’Eretico di Siena, ha scritto sul suo blog un pezzo di vero giornalismo (leggi qui), riassumendo senza omissioni chi era David Rossi quando si trovava a capo della comunicazione di Banca Monte dei Paschi. In merito alla sua tragica morte, l’Eretico ha fatto una domanda precisa: “Caso Rossi: omicidio? Allora si dica chi è stato…!”

A questo punto anche noi, sulla scia dell’Eretico, visto che si sta trascinando Siena in una sorta di reality show, abbiamo dei quesiti:

Chi sostiene la tesi dell’omicidio ha delle pezze d’appoggio, delle prove, dei sospettati o la tesi si basa su opinioni o voci che circolano (quindi puro gossip)?
La signora Pieraccini, che viene descritta su alcuni organi d’informazione come una “super-testimone” e “testimone coraggioso”, se aveva o ha notizie di reato o informazioni importanti sulla gestione della Banca o sul caso Rossi, perché non si è recata in procura anni fa o qualche mese fa? Non si sta parlando dell’ultima arrivata in Banca ma di una persona a stretto contatto con chi gestiva la stessa Banca, quindi se aveva tutto questo “coraggio” perché non si è recata fin da subito in procura, sempre che avesse o abbia qualcosa di concreto da riferire?
Perché nei libri che parlano della morte di Rossi, negli articoli schierati con le tesi della famiglia e nelle presentazioni dei libri, non viene fatto riferimento al suo ruolo in Banca e nel groviglio senese? Perché?

Questi non sono quesiti campati in aria, questi sono quesiti che meritano delle risposte, perché ad oggi, a parte la strumentalizzazione politica del caso e un continuo flusso di opinioni e dietrologie, trascinando Siena in un vero e proprio reality show, non c’è una sola prova che conduca alla tesi dell’omidicio.

Per ora, anche se alcuni passaggi delle indagini fatte sono criticabili, la tesi del suicidio è l’unica supportata da responsi fattuali. E a tal proposito, ci chiediamo, come fatto qualche giorno fa dall’eretico, perché nei libri e negli articoli su David Rossi, non c’è alcun riferimento al fatto che al Rossi era stata affiancata una psicologa?

Ribadiamo il massimo rispetto per i familiari, soprattutto per la mamma del Rossi, ma non sono più sostenibili i comportamenti e le strumentalizzazioni di coloro che sono montati su questa tragica vicenda, dipingendo Siena come una città di omertosi e di persone insensibili. Tutto questo deve finire: perché gli unici omertosi erano quelli che facevano parte di quella classe dirigente che ha devastato il patrimonio di quasi tutte le istituzioni cittadine. Omertosi erano quelli che vedevano e toccavano con mano dall’interno quelle gestioni nefaste.

La città non merita tutto questo, non lo merita perché ha pagato un prezzo enorme e alcuni di quelli che oggi girano con la “verità” in bocca, non solo elogiavano quel groviglio, ma erano schierati contro il lavoro svolto dai blogger e da pochi giornalisti, quando fare giornalismo d’inchiesta era davvero un atto di coraggio, proprio negli anni in cui la Pieraccini era la segretaria di Mussari.

Ricordiamo chi c’era in quegli anni e i ruoli ricoperti.

Le istituzioni cittadine erano governate dal PD, Banca e Fondazione erano guidate dal PD. Il capo della comunicazione di Banca Monte dei Paschi era David Rossi, il caporedattore del Corriere di Siena era Bisi Stefano (oggi indagato nell’inchiesta Time out) e sul fronte universitario e della comunicazione come dimenticare il sig. Maurizio Boldrini.

Ecco cosa ci ha consegnato il groviglio armonioso:

distruzione di patrimonio in Banca e Fondazione;
fallimento di Siena Biotech;
fallimento Enoteca;
fallimento delle società sportive;
buco finanziario dell’università.
etc.
Vi ricordate il sistema omertoso dell’informazione mentre spianavano letteralmente l’economia della città, vi ricordate il ruolo di Rossi nel sistema dell’informazione? Vi ricordate le pressioni su alcuni giornalisti o quando le persone scomode non venivano invitate in trasmissioni televisive? Vi ricordate quanti soldi della Banca sono finiti in sponsorizzazioni e pubblicità?

Perché nelle trasmissioni, negli articoli e nei libri sul caso Rossi non vengono ricordate queste vicende e il ruolo di Rossi in città mentre ci tocca assistere a una vera e propria riabilitazione?

Permettetici la franchezza: non siamo di fronte a un giornalismo obiettivo ma è in corso un’operazione di marketing e di gestione parziale delle notizie per scopi di parte. Tutto questo non solo non aiuta la città, ma addirittura lede tutto il lavoro d’inchiesta e le fatiche di cittadini coraggiosi che hanno combattuto il groviglio armonioso. Alla città servono delle verità e non un reality show. Se qualcuno ha delle prove o sa qualcosa parli, altrimenti è ora di smetterla con questi inseguimenti di dipendenti della Banca o di semplici cittadini, tentando di accusarli di colpe che non hanno o additarli all’opinione pubblica come ”omertosi”. Questo meccanismo perverso e questo inseguimento delle persone, ci ricorda quella brutta pagina -mai dimenticata- quando pochi soggetti accusarono, la sera stessa e il giorno dopo la morte, i blogger senesi per la morte del Rossi. Un clima del genere non è più sostenibile e Siena non è Chicago by night.

Per concludere, spendiamo due parole sul rapporto tra magistratura e città. Premesso che le critiche possono e devono essere fatte, e noi non ci siamo mai tirati indietro,  e premesso che tra i “perseguitati” di certo non c’era il Rossi e nemmeno quelli del groviglio armonioso, consideriamo questo accanimento mediatico contro la magistratura senese fuori luogo e poco chiaro. A chi giova l’azzeramento dei vertici della magistratura senese, se non a coloro che sono coinvolti nei processi relativi alla gestione della Banca e delle società sportive? Una volta dichiarati incompatibili e incapaci di gestire le inchieste, tutti quelli coinvolti nelle inchieste si faranno avanti per sollevare la stessa questione e i processi o si annulleranno o ricominceranno da zero.

Perché  le tesi di una parte in causa sono state utilizzate per sferrare un attacco inaudito, proprio ora e in piena campagna elettorale, contro i magistrati? Ed è solo una coincidenza che il membro del Csm che ha sollevato il caso contro i magistrati senesi, è lo stesso che aveva sollevato l’incompatibilità per i magistrati che indagano sul caso Consip (vicenda che vede coinvolti il ministro Lotti e il babbo di Renzi)? Sul ruolo e sulla figura del membro del Csm siamo sicuri che interverrà anche l’Eretico.

Come mai il Fatto Quotidiano, i Cinque Stelle e singoli soggetti del centrodestra, stanno strumentalizzando la morte di Rossi e stanno attaccando la magistratura senese, riabilitando nel contempo la figura dello stesso Rossi?

E infine le domande sulla politica. E’ chiaro a tutti che un candidato a sindaco -il Piccini- e i grillini, stiano utilizzando la tragica morte del Rossi per la campagna elettorale e non si capisce il perché una vicenda così drammatica possa diventare argomento di scontro politico, davvero, non si riesce proprio a capirlo. Alla città serve altro e i candidati a sindaco ci dovrannl spiegare cosa intendono fare per rilanciare e risollevare la città! Il reality show non ci piace.

Come mai i Cinque Stelle sono promotori di eventi e stanno pompando questa tragica vicenda?

E’ vero o non è vero che il movimento di Grillo ha chiesto alla signora Carolina Orlandi la disponibilità a candidarsi o a sindaco di Siena per i grillini o nel collegio della Camera dei Deputati?

Chi vuole la verità deve fornire alla città prove o indizi plausibili e non opinioni o continue suggestioni.

3 comments

  • si, abbiate un pochina di pazienza, poi ce lo vengono a dire

  • Grande Ruffoli…hai centrato il problema!

  • Grande fermento in vista delle elezioni comunali e vecchi alchimisti all’opera. Un noto personaggio cittadino di notevole peso (più che in senso politico, in senso fisico) avrebbe avviato colloqui con il giornalista Daniele Magrini per sondarne la disponibilità.
    A fare cosa, direte voi. A candidarsi a sindaco per alcuni pezzi “civici”. La proposta, per la verità, si dice sia inizialmente partita da soggetti politici (anche attualmente presenti nella giunta Valentini, in particolar modo da parte di un recentemente ex Pd che in giunta al Valentini è gerarchicamente il più vicino) che non sanno più come fare per proseguire ad avere un ruolo (a proposito, la coerenza in questo ragionamento avrete ben compreso che è un optional). E così, alcuni vecchi civici, non avendo grandi rose di nomi da proporre, pare stiano seriamemte pensando al nome di Magrini candidato. Come civico. Ovviamente.
    Lo stesso civismo che, di sicuro, il Magrini avrà senz’altro avuto ai tempi in cui apriva i lavori promossi dal comitato elettorale di Franco Ceccuzzi.

Unisciti alla conversazione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *