Esclusiva intervista al sig. Hanzo su quello che sta succedendo a Siena e dintorni

Sig. Hanzo, ci deve scusare se rompiamo il patto di non disturbarla più, ma accadono cose che richiedono un suo saggio intervento. Ha letto Sergio Rizzo oggi su Repubblica?
Oggi Repubblica ha “sparato” talmente alto,  che se entro domani il giornalista e l’avvocato non portano in procura questo “testimone misterioso”, non solo dovranno chiedere scusa all’opinione pubblica, ma si imporrà l’apertura di un procedimento per verificare chi è la manina che fa circolare certe notizie che rischiano di creare allarmi per la sicurezza e gettano  brutte ombre sulla città. Su tutta questa vicenda, o portano prove o indizi plausibili, oppure queste continui “scoop” a orologeria rientrano in una non precisata azione eversiva nei confronti delle istituzioni, con una strategia atta a disorientare e confondere l’opinione pubblica. Non si scherza con le morti e con l’emotività delle persone.                                                                                                                                                                                                                                              Cosa ne pensa del caso Rossi?
Non lo conosco personalmente e quindi non posso esprimere giudizi sulla persona, ma io sto col capo della procura Vitello. Simpatico o antipatico è pur sempre il capo della procura di una città civile, e non ci sono nemmeno motivi per attaccarlo. Tra l’altro gli attacchi contro di lui sono ingenerosi, visto che è stato proprio lui a riaprire la seconda indagine. Io per ora mi limito ad esprimere giudizi in base ai fatti tangibili e non inseguo le fasi umorali della pressione mediatica. E poi, vi sembra etico, che a chiedere l’azzeramento del tribunale senese sia il genero di uno degli avvocati che difendono uno degli imputati nei processi sulla gestione della Banca Mps? Non voglio più commentare, più passa il tempo più questa vicenda, sul piano mediatico, assomiglia a quella parodia di Crozza in televisione, “Kazzenger”. Se non si fermano con questa baraonda mediatica, rischiano di trovarsi il bischero di turno che una mattina si alza e va ai giornali a raccontare che quel 6 marzo ha visto girare per Siena, o Ali Agca, o i servizi segreti della Papuasia.

A proposito di Banca, cosa ne pensa della notizia girata in questo giorni sul ruolo di Bankitalia nella vicenda Mps?
Cosa penso? Mai assistito a peggior giornalismo sulla vicenda della Banca come in questi giorni. Hanno trasformato il parere di uno che si difende nel processo, come una sentenza del tribunale. Disinformazione totale, casualmente, proprio mentre Renzi incontrava Casini e mentre a Firenze c’era l’udienza di appello di Mussari, Vigni e Baldassarri. Del resto, questa strategia di scaricare le colpe sulla vigilanza, collima con le strategie difensive degli avvocati degli imputati nei processi sul Monte dei Paschi e in quello di Verdini. Sul piano politico, la sinergia è tra Renzi e i grillini. La storia però ci racconta, che chi guidava Banca e Fondazione Mps, erano del PD. Ai grillini interessa alzare polveroni, nei fatti non hanno più nulla da dire e su questo sono in buona compagnia con Renzi.
Ultima domanda: che cosa pensa delle prossime elezioni comunali?
Nulla, non penso proprio nulla. Di sicuro le elezioni non si vincono strumentalizzando la morte di Rossi e nemmeno inseguendo personaggi del  passato. Il dato che hanno a Firenze, nel PD, è il seguente: danno per persa Siena e puntano a lavorare per evitare sorprese a Pisa. La questione è un’altra: a Siena, quelli che si lamentano del PD, si stanno impegnando per frazionare il più possibile l’elettorato  e ribaltare la sconfitta certa del PD. La baraonda sul caso Rossi rientra in questa strategia per non cambiare nulla in città.

3 comments

  • Applausi!!!!!

  • Più che altro l’articolo di Rizzo impone una riflessione sul ruolo di Rossi in banca. Che poi è quello voi e l’eretico sottolineate da sempre.

  • Oggi sul corrieredisiena l’avvocato della famiglia Rossi dice che non ha detto niente in procura “per non farsi ridere in faccia” e che lui non voleva che uscisse questa cosa sui giornali. Allora chi ha parlato con Rizzo?

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