L’inconsistenza del palcoscenico

Se vi fermate cinque minuti e ragionate sugli ultimi tre anni di vita politica e giornalistica senese, vi accorgerete che più che pensare alle sorti della città, c’è stata una vera e propria gara per occupare la miglior visibilità sul palcoscenico. Non era importante l’argomento o la consistenza dello stesso: la priorità era conquistare il palcoscenico. Una città letteralmente depredata meritava di più e comunque non necessitava di una corsa a prendere il centro del palco a tutti i costi. Questa gara ossessiva e senza meta, ha di fatto allontanato le vere questioni dalla vita pubblica e ha aperto la strada alla sottile restaurazione di un modello di dibattito politico e di informazione che scimmiotta quello imperante durante quel groviglio armonioso che ha partorito più danni che riflessioni concrete. La famiglia Rossi decide di fare una battaglia per cercare una verità? Condivisibile o meno, era comunque un fatto privato da rispettare, al di là delle opinioni. Non è andata così, quella battaglia è stata utilizzata per trasformarla nel baricentro della vita politica e sociale della città, ci sono montati sopra per strumentalizzarla un po’ tutti: dai politici che non si sono mai visti quando la città veniva dissestata, per arrivare a dei personaggi che, o erano allineati e coperti, o erano in modalità omertosa. Un palcoscenico non si nega a nessuno, anche se si tratta di una vicenda tragica, vero?

Per non farci mancare nulla, ci tocca assistere alla surreale processione degli indignati solidali, solo perché qualcuno si lamenta di essere tirato in ballo come possibile candidato a sindaco (ci riferiamo al risentito post su Facebook di un risentito Daniele Magrini). Per carità, legittimo il fastidio dell’interessato, ma trasformare un banale commento su una possibile candidatura in un dibattito senza precedenti, come fosse successo chissà quale delitto o gesto violento, la dice lunga, molto lunga, sul cambio di passo che in tanti amano cucirsi addosso per stare su quel palcoscenico. Non vi indignate per i tanti scempi che ha subito la città e vi strappate i capelli per un commentatore che ha scritto di una possibile candidatura? Che tra l’altro, come ribadito dal Magrini stesso, non ha fondamento. Forse la cosa era più adatta a riderci su. Siamo arrivati al punto che la lesa maestà vale per uno e non per tutti? Scendete dal palcoscenico!

Crolla un controsoffitto dentro l’ospedale e come d’incanto le passerelle dei  politici dentro l’ospedale non sono più pubblicizzate. Tutti indignati ora, ma vi siete dimenticati delle foto di gruppo dei politici del PD nei reparti ospedalieri, soprattutto quelle dello Scaramelli? Crollato un controsoffitto, per  fortuna senza conseguenze mortali, e le foto di gruppo si spostano negli eventi eno-gastronomici. Che tristezza.

Si apre un dibattito sulla Fondazione e l’urbanistica e Valentini Bruno, con quella faccia da PD che si ritrova, va sui giornali a dire che la politica deve star fuori dalla Fondazione. Proprio lui! Proprio il Valentini, quello che aveva mandato un sms al suo leader Renzi, scrivendo “procedo con le nomine…”.
Per far ripartire la città bisogna togliere il palcoscenico a chi non ha altro da proporre se non l’estensione del proprio ego. E’ il solito giochino per dividere tutti per non cambiare niente, oltre ad innescare un clima per niente bello. A proposito di clima che si respira in città, vogliamo esprimere la nostra solidarietà al Pm Natalini, fatto oggetto di gravi minacce, proprio una cosa brutta, molto brutta.

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