Siena, tra omertosi e ultras del caso Rossi

Siena non è una città particolare, Siena era una città particolare, ora né più né meno è la replica omologata di qualsiasi altra provincia del cavolo italiana, di quelle che apparentemente sono ferme immobili, mentre sotto sotto covano rabbie mai sopite e voglia di rivalse inespresse. Tutto ciò francamente non mi desta alcun interesse, anzi mi annoia e mi crea semmai un sentimento di apatia irreversibile. Ultimamente, a causa soprattutto della tragedia legata al suicidio di Rossi, si è creata in città una forma di autoanalisi comportamentale complessiva. Roba da farci una tesi per qualche astuto e attento studente di periferia. Bene, analizziamo la faccenda, andiamo a capirci qualcosa sul fatto che Siena è una città omertosa. Perché i senesi sono omertosi? Se ripercorriamo le fasi dell’instaurazione del groviglio armonioso, possiamo distinguere subito due tipologie di senesi omertosi: quelli che lo erano per convenienza e connivenza al sistema, come si usa quando si aderisce ad un clan malavitoso seguendone determinati codici, e quelli che diventavano omertosi semplicemente perché paurosi ed incapaci di reagire. I primi venivano sistemati lavorativamente tramite i rappresentanti del groviglio sparsi in tutti i meandri della città contrade comprese, veniva loro concessa la possibilità di ricevere dei piaceri e di condurre, anche nella loro deprimente monotonia, una vita agiata e tranquilla; sono i più subdoli e i più reticenti al cambiamento, sono coloro che vorrebbero in questa fase, facendo finta di cambiare le cose, restaurare una sorta di groviglio bis. I secondi omertosi, quelli paurosi, quelli incapaci di reazione, sono invece i così detti rimasti fuori da certi giri. In pratica non hanno ricevuto piaceri, non sono stati sistemati a lavoro da qualche parte, non hanno insomma ricevuto niente dal sistema. Allora perché sono divenuti così paurosi da non poter parlare di tutto ciò? Perché si sentivano e si sentono casi isolati, si sentono abbandonati, mentre i loro amici del bar, di contrada, di sport, sono tutti in qualche modo legati a qualcuno che ha fatto loro un piacere, qualcuno che conterà sempre nelle decisioni di questi ultimi e ne condizionerà lo stile di vita. Che tristezza.

Ma chi aveva interesse a creare una società omertosa, ma sufficientemente appagata da poter essere addomesticata a dovere? Certamente i vertici di certa politica locale. Ma come potevano creare e controllare questa massa di omertosi appagati? Tramite l’unico organismo in città che distribuiva, concretamente, fattivamente benessere: la Banca Mps e la Fondazione ad essa collegata. La Banca (babbo monte, come veniva chiamato), provvedeva a tutto, a finanziare i giochi, gli sport, gli avvenimenti e tutto ciò che occorreva per mantenere inalterata questa forma di distrazione di massa: prendete senesi, prendetene tutti, queste sono le prebende, offerte in sacrificio per voi. Allora si scopriva che i giornalisti tacevano, gli amici dei giornalisti uguale, che l’intellettuale guardava in sù, che il politico guardava in giù, che qualcuna veniva assunta per chiamata diretta al Mps, che a qualcuno veniva dato un posto o una nomina  in Fondazione, che a qualcuno si faceva fare carriera, ad un altro gli si dava il fido, ad uno il finaziamento, e a quell’altro lo scoperto in conto corrente. E la vita continuava, anche senza di noi….cantava il Vasco nazionale. Che tristezza.

Ed ora, arrivati a questo punto, sono a farci la morale gli ultras del caso Rossi. Quelli che se non stai con la famiglia sei contro la verità: questa, permettetemi è una cazzata megagalattica, che non andrebbe nemmeno commentata. Chi è sempre stato dalla parte della verità lo sa, e chi è venuto qua con la piena dovrebbe imparare una cosa fondamentale: se a questo punto della storia senese, si sta respirando un’aria leggermente diversa, che vi consente di dire e fare alcune cose che prima vi erano precluse, lo si deve al lavoro di pochi, che contro il sistema ci sono andati e ci si sono scornati abbastanza, quando questo era all’apice del suo splendore. Della serie: noi ci siamo fatti il culo, e voi vorreste venire qui a dire e sentenziare con chi si deve stare per la verità? Cari ultras del caso Rossi, mi rifersco a voi, scendete dal piedistallo e fate un bagno di umiltà, che quando a Siena si combattevano battaglie vere, dure, senza esclusione di colpi, contro per esempio il signor David Rossi (il quale era uno di quelli a cui gli omertosi piacevano assai, nessuno doveva disturbare i manovratori), voi ve ne stavate al calduccio. Abbiate almeno un po’ di rispetto, tra l’altro vorrei  ricordare a quelli che fomentano un clima assurdo contro la procura di Siena un dato incontrovertibile: gli unici, senza i quali non sarebbe uscito fuori niente del disastro senese (a parte alcuni blogger, alcuni giornalisti e qualche singolo cittadino), che hanno messo mano alle malefatte del sistema, sono quei giudici e quei procuratori oggetto di tanta rabbia da parte di molti. Poi anche su di loro ci sarà una giustizia che deciderà il loro operato, ma se non siamo rimasti soli, lo dobbiamo a loro. Una domanda a tutti: vi sembra cosa da poco? Ad maiora.

 

2 comments

  • Caro Carlone, ti ho citato doverosamente nel mio pezzo di ieri; efficace l’espressione di “ultras della verità” (che peraltro interessa SOLO, SOLAMENTE E SOLTANTO nel caso di David Rossi; che, in più, non va toccato come massimo esponente del “Partito del silenzio” imposto dal Groviglio armonioso).
    Anche la segretaria Pieraccini, ieri in un’aula di Tribunale (non a favore di telecamere), ha detto papale papale che – a parte la questione delle mail, che può mettere nei guai giusto Viola – lei non sa altro. Niente altro. Il nome dell’assassino non è venuto fuori, via. Guarda un po’…
    Dacci sotto (ce n’è bisogno), l’eretico

    • Caro Raffa questo clamore mediatico sulla Pieraccini non ci ha convinto fin da subito: alla fine avevano ragione i magistrati a non ritenerla rilevante per le indagini. Che brutto periodo è questo, dove i lupi si travestono da agnelli…..Ma noi non ci caschiamo, sappiamo bene sia dei lupi, che degli agnelli e sappiamo qualcosa anche sui pecoroni.

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