La leva calcistica del 2018 e Il Monte dietro la collina

La leva calcistica per le elezioni comunali di Siena: si può sbagliare un rigore a porta vuota?

La scadenza elettorale della primavera  2018 per l’elezione del sindaco di Siena, più che suscitare interesse rischia di trasformarsi in un appuntamento imbarazzante: l’ennesimo rigore sbagliato a porta vuota?

Non è la solita battuta: ci sono e ci saranno più candidati a sindaco che elettori! I sondaggi, che riservatamente sono circolati e che continuano a circolare, vanno cestinati e alla svelta: chi ha commissionato questi sondaggi non si accorge che la somma degli astenuti fisiologici, con gli elettori disorientati, rischia di arrivare a quota quattromila. Quattromila elettori per il corpo elettorale di Siena sono tanti. A tal proposito, l’albergatrice prestata alla comunicazione e l’ex portavoce aspirante candidato, possono anche riposarsi: la medicina che vogliono proporre non sarà di alcun beneficio, né  per il paziente e nemmeno per il medico. Se la campagna elettorale si trasformerà in una competizione tra portatori di ego smisurato, i quattromila potrebbero diventate cinque/seimila. Il rischio è proprio questo ed è sciocco pensare, che con tanti candidati, tutti i cittadini si possano  sentire rappresentati: più che la teoria della rappresentanza, sta prendendo forma la teoria del caos. Tutti danno per scontato che ci sarà il ballottaggio e su questo hanno tutti ragione. Ma il ballottaggio tra chi e come?

Chi sta utilizzando un sondaggio per scopi interni è il gruppo dirigente del PD, per giustificare la non ricandidatura di Valentini e imporre il candidato che piace anche a Alberto Monaci, ovvero l’ex consigliere comunale ceccuzziano Fulvio Bruni. Il sondaggio premia il Bruni, con il 34% e non il Valentini con il 27%. Il PD si giocherà il ballottaggio con il Bruni, o troveranno una candidata per sostituire Valentini? Anche se l’ipotesi di ricandidare il ciclista Valentini non è tramontata.

Di fatto, vincere le prossime elezioni, è come tirare un rigore a porta vuota, ma per uno strano vizio, tutto senese, le prossime elezioni potrebbero rivelarsi l’ennesima conferma che i rigori si possono sbagliare, anche a porta vuota.

 

Dietro la collina, il Monte

Ieri l’assemblea degli azionisti ha eletto il nuovo presidente del Monte del Paschi e il nuovo cda: una scelta di continuità, per mantenere gli equilibri tra vecchi azionisti e  lo stato azionista. Alla presidenza della Banca è stata eletta Stefania Bariatti e il vice presidente sarà Antonio Turicchi, Morelli confermato amministratore delegato. Nel cda hanno fatto il loro ingresso i rappresentanti dell’altro azionista privato, il gruppo Generali.

La Bariatti era già presente nel cda, perché  era stata eletta nella lista Millennium Partecipazioni (la holding di Falciai, presidente uscente), Turicchi invece era stato eletto nella lista di Axa (socio storico di Mps). Per farla breve: il tesoro ha confermato Morelli come amministratore delegato, per tranquillizzare Axa hanno eletto Turicchi vice-presidente e per un riconoscimento all’investimento fatto nella Banca dalla holding di Falciai, la presidenza è stata affidata a Stefania Bariatti. Una scelta di continuità e un cda -a parte il nominativo di Riccaboni, che potevano fare a meno di nominarlo- per traghettare la Banca verso un porto sicuro, magari un’aggregazione o una fusione, anche perché con le banche online ci fai i bonifici dal computer e non una strategia di rilancio e di consolidamento nel mercato. Chi ci sarà sulla collina ad osservarli?

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