L’assessora Ferretti lascia per presunte incompatibilità, mentre il vice Mancuso che le incompatibilità ce le ha da anni resta al suo posto

Le dimissioni dell’assessora Ferretti ci sembrano un gesto di grande civiltà istituzionale, di grande sensibilità verso la propria collettività e danno l’idea palese dello stile e dell’eleganza di questa donna. Per trovare il contrario a tutto ciò, non bisogna andare lontano, anzi, basta restare all’interno proprio di quella giunta dalla quale si è dimessa l’assessora Ferretti, in cui spicca in direzione ostinata e contraria la figura del vice sindaco Mancuso il quale, a differenza della Ferretti, di motivi validi e accertati per dimettersi ce ne avrebbe, eccome se ce ne avrebbe. Da queste colonne lo abbiamo scritto da tempo, la cosa è alquanto imbarazzante, evidentemente  per il vice sindaco no, visto che a fare un passo indietro non ci pensa minimamente.

Per rinfrescarvi la memoria, vediamo quale sarebbe la posizione del vice Mancuso: il vice sindaco Mancuso è assessore alle partecipate del comune di Siena, sta di fatto però che sia anche socio con sua moglie Paola Rosignoli in uno studio legale associato. L’avvocatessa Rosignoli, sua moglie, è consulente legale di una delle  partecipate del comune di Siena ( la Fises per l’esattezza), di cui Mancuso fa l’assessore delegato. A questo punto, senza tirare in ballo altre questioni, tutto ciò basterebbe e secondo noi avanzerebbe, perché il Mancuso si dimetta e torni a vita privata. Ma il Mancuso non solo non si dimette, ma vorrebbe insegnarci la città intelligente. Chissà se nella città intelligente di Mancuso troverebbero  posto situazioni del genere, tipo quelle che lo riguardano. L’assessora Ferretti, per questioni molto più marginali e di secondissimo piano, ha pensato, dando un segnale di correttezza irreprensibile, di dimettersi, mostrando così l’immagine sana dell’amministratore pubblico. Vorremmo sapere perché nessuno ha sottolineato tali differenze, a partire proprio da quel Pd che vorrebbe rinnovarsi e guardare avanti: non prendere posizione su queste tematiche che riguardano un amministratore pubblico, vuol dire guardare avanti? Noi pensiamo che sia di pessimo esempio tollerare ulteriormente una posizione come quella di Mancuso, visto oltretutto il ruolo di vice sindaco che ricopre. Aspettiamo un segnale, magari chissà, anche nelle rinnovate segreterie del Pd c’è vita.

Mancuso insieme al suo compagno Enrico Rossi (formalmente sono usciti dal Pd, ma in pratica sono fermi ai soliti grovigli di accordi e accordicchi), proseguendo i soliti giochetti elettorali di un tempo, sperano nella candidatura piddina di Fulvio Bruni, per poi stringere il solito patto a sostegno del Pd. Garante del patto sarebbe sempre il solito Enrico Rossi, che in fatto di sanità ha vecchie e nuove sinergie con lo stesso Bruni.