Distrazioni e elezioni: tutto torna!

Il messaggio, che prima con la puntata di Santoro e ultimamente con quella di Mentana, hanno voluto far passare, è che a Siena  sulle vicende della Banca erano tutti d’accordo. Sia Santoro, che la trasmissione di Mentana, non hanno mai focalizzato l’obiettivo sul ruolo della classe dirigente politica che ha governato la città. Del resto, durante la trasmissione di Mentana, hanno mandato  in onda l’intervista al portavoce in comune degli ex sindaci Cenni e Ceccuzzi, come se si trattasse di un cittadino che passava lì per caso e che durante gli anni dei disastri, subiva quel tipo di sistema. Ah già, David Taddei era in onda in veste di amico di David Rossi, ovviamente impegnato nella ricerca della verità. Ma il paradosso della trasmissione di Mentana, quel paradosso che ci spiega tutto e il perché certe trasmissioni non vanno oltre l’ovvio, è la citazione di un articolo di Maurizio Boldrini, citato dallo stesso Mentana, per descrivere quegli anni così dolorosi per Siena. Boldrini faceva parte di quel sistema, caro Mentana, non puoi citarlo come fosse un osservatore neutrale. Guarda caso, lo stesso Boldrini, ce lo siamo ritrovati come novello Cicerone a presentare libri e a dispensare consigli e opinioni di come si deve ancora campare a Siena.

Stranamente, durante la puntata di Mentana, quando hanno parlato dell’Università di Siena,  hanno citato su tutti la storia del pesce acquistato dall’ex rettore Focardi,  per colpire solo lui, mentre invece di storie e di buchi universitari ce ne erano in abbondanza da raccontare. Ma che strano, sarà un caso? Boldrini, che fu messo da parte dal rettore Focardi, giustamente, diventa punto di riferimento di una trasmissione ben orientata. Perché non chiedete a Boldrini, che  con Luigi Berlinguer e soprattutto con Tosi, era il dominus della comunicazione dentro e fuori l’Università, chi ha pagato quei volumi ordinati dallo stesso Boldrini senza autorizzazione del cda dell’Università, in onore di Luigi Berlinguer? E perché  li ha ordinati? Il groviglio armonioso tra Banca e informazione, che regnava dentro e fuori Siena, altro non era che l’evoluzione del modello costruito dal responsabile comunicazione e marketing dell’università, il sig. Maurizio Boldrini. Più  che ricercare la “verità”, il Boldrini, dovrebbe raccontare ai giornalisti, soprattutto quelli con cui presenta libri e a cui dispensa consigli, la verità su come hanno devastato le finanze delle istituzioni cittadine, partendo dalle spese che venivano fatte quando lui era responsabile del centro comunicazione e marketing dell’Università. Forse a Boldrini è sfuggito che sono mesi, che abbiamo ben presente il suo ruolo in questa sorta di campagna di riabilitazione e di restaurazione, con l’ausilio di qualche ex allievo. Diciamo che è il caso di smetterla, vero Maurizio? O no?

A proposito di elezioni politiche, ci piacerebbe sapere dai grillini senesi, se corrisponde al vero che Andrea Cardamone, amministratore delegato di Widiba (gruppo Monte dei Paschi), come riportato da alcuni giornali, è candidato nelle liste dei Cinque Stelle. Magari questa cosa può chiarirla subito Cardamone, o l’ufficio stampa della Banca, smentendo la notizia. Non è solo il PD con Padoan, l’unica stranezza di questa nuova aria che soffia su Siena  e che sa di stantio.

8 comments

  • Per precisione dal 1996 al 2001 ho lavorato, insieme a David Rossi, anche per il sindaco Pierluigi Piccini. A quell’epoca la fugura del portavoce del sindaco ancora non esisteva in Italia. Se ho lavorato per persone così lontane fra loro per così tanto tempo forse significherà qualcosa no? Considera che non sono mai stato iscritto a partiti, non vengo da una famiglia importante, non faccio politica. Sarà mica, per caso, che lavoravo bene?

    • Se lavorare bene, intendi aver contribuito nella propaganda del sistema Siena del quale facevi parte (altrimenti mai avresti potuto ricoprire tali ruoli), non possiamo certo obiettare. Resta il fatto che tu non hai subito quel sistema, come quelli che ne hanno criticato l’esistenza, ma lo hai condiviso e sostenuto. Se aver lavorato bene include il fatto di non accorgersi di ciò che succede intorno e di certe derive politiche, ne prendiamo atto e alziamo le mani in segno di resa davanti a cotanta moralità professionale. Ci vorrebbe forse un po’ di umiltà da parte di quelli come te, ma capiamo che a volte l’ego ti porta a sopravvalutarti. Buona giornata portavoce professionista.

      • Chi mi conosce sa che l’ego non è un problema mio. Lavorare significa esercitare una professione con lealtà. Scrivevo comunicati stampa, testi vari, convocavo conferenze stampa. Questo facevo. Un lavoro, come lo fanno gli avvocati, i dentisti, i commercialisti. Per rispetto del ruolo istituzionale, non politico, che ricoprivo non mi sono mai permesso di parlare a titolo personale, perché si sarebbe potuto confondere con il pensiero del sindaco di turno. Adesso posso farlo e mi sono un po’ stufato di stare zitto.

        • Ma sai, ora è facile poter parlare e anche stufarsi di qualcosa, quando il tuo amico David Rossi imponeva la censura era più difficile. Rimaniamo dell’idea che certe persone, te compreso, non hanno per niente contribuito a dare aria nuova e libertà in questa città, quindi anche se ti sei stufato, che tu parli o no, è abbastanza irrilevante ora.

          • Mah, certo bei metodi. Complimenti. E David Rossi ha sempre fatto solo il suo lavoro, dimmi cosa avrebbe fatto di concreto, elenca gli episodi, per imporre la censura.

          • Senti non meriti considerazione, probabilmente avrei fatto bene a chiedere i danni morali per il trattamento che mi è stato riservato solo perché scrivevo in un blog, proprio per gli esposti denuncia fatti dal tuo amico David. Siccome la storia mi ha dato ragione su tutti i fronti, legale compreso, stai tranquillo che un giorno mi leverò tutti i sassolini e sarò molto esaustivo al riguardo. Per la cronaca sono stato prelevato alle sette del mattino da casa, dai carabinieri, posto in stato di arresto, con conseguente sequestro di computer, telefoni e quant’altro, il tutto reiterato per diversi mesi. L’accusa? Presunti reati di opinione, più qualche altro reato buttato là, senti quanto era influente il tuo amico! E quanto smaniava di avere tutto sotto controllo! Ma ho tenuto botta, male non fare paura non avere. Potrei andare avanti con altri episodi, tipo quello successo all’Eretico a Radio Siena, impeditogli di andare in onda all’ultimo momento, ma spiegare a quelli come te cosa era essere contro il groviglio armonioso, è semplicemente una perdita di tempo. Non ti eri accorto di niente intorno a te, figurati se hai la sensibilità per capire certe situazioni. Torna nel tuo ridotto, abbi rispetto per chi ha combattuto e non è stato al calduccio pavidamente come te, di sciocchezze ne hai sparate già troppe.
            Carlo Regina

  • Non mi risulta che David abbia mai sporto querela contro i blogger. Qualche volta ci ha pensato, ma non lo ha mai fatto. Forse sono stati altri, ci hai mai pensato? Per quanto riguarda esposti e lettere anonime, le avute anch’io, non ti preoccupare. Impara te ad avere rispetto degli altri.

    • Vedi quanto sei superficiale e anche leggerino (eufemismo). Se io dico ciò, visto che ne sono parte in causa, secondo te non ho le carte con tanto di timbro della procura della Repubblica? Ma lo vedi quanto sei ignorante e inopportuno? Persone come te, lo ribadisco, che non si sono accorti di niente, che non si volevano accorgere di niente, non possono ora venire a dare nessun tipo di giudizio, e non possono riposizionarsi per passare da anime belle e illibate. Non ti risulta??? Stai inanellando una pessima figura dietro l’altra, ti stai qualificando per quello che sei e di cui non avevo dubbi: il tipico appartenente al groviglio armonioso, abituato a negare l’evidenza. Mi fai pena da una parte. Con questo chiudo, non posso davvero darti più importanza di così. Concludo dicendo, che di quelli come te non solo non ho nessuna stima, ma non ho neanche nessun rispetto, se non quello dettato dalla mia pazienza e educazione. Non te ne approfittare. Ciao portavoce professionista.
      Carlo Regina

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