Abbiamo raggiunto il Sig. Hanzo che ci ha concesso alcune interessantissime riflessioni

Sig. Hanzo, ci scusi per il disturbo, ma la stranezza di questa campagna elettorale per le politiche, con le candidature su Siena, non le suscita qualche riflessione?

Non è strana : è conforme a vecchie logiche, con protagonisti nuovi. Prima c’era Verdini con la desistenza del centrodestra, oggi ci sono i vertici regionali dei grillini che applicano lo stesso metodo: candidature deboli e sconosciute per competere con Padoan. Anche i partiti del centrodestra attuale si sono adagiati. Perché non hanno schierato i big contro Padoan? Questa è la domanda che un osservatore dovrebbe porsi. Io me la sono posta, ho deciso di recarmi alle urne e voterò scheda bianca. E poi l’operazione della candidatura di Padoan va ben oltre il collegio elettorale.

In che senso?

Il PD senese non ha più nessun peso sul piano regionale e nazionale. Quando controllavano la Banca e il forziere era pieno, avevano la forza di dettare legge per le candidature e gli assetti politici. Oggi, e questo non hanno il coraggio di dirlo, non ha nessun peso politico e di riflesso non suscitano interesse per altri competitori politici che in teoria potrebbero investirci molto per una campagna elettorale. Il deputato uscente, il senese Luigi Dallai, che fino a qualche mese fa era tra gli uomini forti del PD locale, è stato fatto fuori. E la sua uscita dimostra che anche il rettore dell’Università di Siena, grande sponsor di Dallai, non ha nessun peso fuori dalle mura. Ricandidano la Cenni perché fa parte della minoranza orlandiana e i renziani non volevano cedere altri collegi toscani alla minoranza. Di fatto, per la prima volta nella storia, il PD locale non ha contato nulla e non ha candidati per rendere protagonista Siena. O forse qualcuno pensa che Padoan farà il parlamentare di riferimento per il territorio? Ci sono due mosse che Padoan ha già fatto: la prima quando il MEF ha tirato le orecchie al sindaco Valentini sul ruolo dei nominati in Fondazione Mps. La seconda, confermando che lo stato uscirà dal Monte dei Paschi il prima possibile, affossando sul nascere la proposta dei Valentini e di una parte del PD che chiedeva allo stato si restare azionista per lungo tempo. E poi Padoan non è l’uomo di Renzi su Siena, al prossimo ex segretario del PD gli hanno intimato: “a Siena deve correre Padoan”. E lui ha sacrificato i candidati renziani del partito senese. Con molta probabilità, dopo le elezioni, ci sarà una valutazione sul futuro di Morelli in MPS, presto sapremo  chi ci sarà al governo e di che colore sarà, o se ci sarà un governo guidato da un tecnico. Nel frattempo Padoan si ritaglia un ruolo di futuro interlocutore, non per il territorio, ma per chi gestirà la partita della Banca tra Roma e le sedi europee.

Le politiche avranno ripercussioni sulle prossime comunali senesi?

Una novità c’è e non sono le politiche. Se il PD ricandida Valentini, ci sarà un candidato a sindaco alternativo del gruppo di Alberto Monaci e se il nome che circola è vero, sarà Alberto Monaci con il suo candidato ad andare al ballottaggio col PD. Alle prossime elezioni comunali di Siena non saranno i simboli dei partiti la chiave di volta. Il frazionamento dell’elettorato tende a svuotare i partiti nelle competizioni locali e ad avvantaggiare il candidato sindaco più astuto e “spregiudicato” con la comunicazione. Il più astuto aggrega, il più ottuso si isola.

Ci scusi, menomale che doveva essere un’intervista tranquilla..

Tranquillo, non ha mai fatto “una bella fine”. Tante belle cose a tutti.

2 comments

  • Ho deciso di non votare PD e mi stavo orientando su Liberi e Uguali,poi ho letto che candidano il vice sindaco Mancuso e seguirò il vostro consiglio per la scheda bianca.

  • Il centrodestra con l’astenzione ha permesso al PD di approvare la relazione in commissione banche.Mi aggrego al partito della scheda bianca.

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