Il sospetto di un nuovo “inciucio” dopo le politiche per le elezioni comunali di Siena

Per il momento ci limitiamo a definirlo un sospetto di inciucio (anche se si tratterebbe di una certezza) e questo per  non passare dai soliti depositari di “verità” tanto in voga in città. Per il momento.

La recente intervista di Alberto Monaci (forse il politico più lucido sulla scena cittadina), va letta non per quello che dice, ma per quello che “non dice per non scoprire le carte”.

Facciamo un passo indietro, alle elezioni del 2013. Valentini Bruno, candidato del PD, esce vittorioso dalle urne per pochi voti sullo sfidante civico Eugenio Neri. Quel distacco minimo, ma sufficiente per la vittoria al ballottaggio, fu determinato dal dirottamento di voti dal centrodestra (soprattutto da Forza Italia verso Valentini), oltre ad altre manovre delle ultime ore. Alberto Monaci, che era tra i direttori d’orchestra della vittoria di Valentini, sa benissimo che anche oggi il centrodestra non è competitivo su Siena (o meglio non c’è l’interesse dei gruppi dirigenti del centrodestra)  e con l’intervista ha mandato un pizzino ai vertici regionali del PD e ai capi-corrente senesi: se volete vincere come nel 2013, candidate un mio uomo, o quantomeno, anche senza candidato, i patti li fate con me. La prova provata di questo scenario lo hanno confermato i grillini e il centrodestra con le candidature alle politiche: candidature deboli e poco competitive rispetto all’operazione Padoan. Un segnale che va letto in due direzioni: scarso interesse verso Siena (non c’è più una Banca da controllare) e desistenza “non scritta” con il PD. Non c’è più Verdini che manovra, ma  su tutti incombe la necessità di futuri equilibri in vista delle regionali e per le poltrone nelle società partecipate: non a caso la società Estra ha un presidente esponente di Fratelli d’Italia di Arezzo e un amministratore delegato del PD senese. Tra le tecniche ben rodate che usava a suo tempo Verdini,  per agevolare la vittoria del PD a Siena, c’era quella di affossare candidature civiche, o espressione degli stessi partiti di centrodestra.  Albertone è informato anche di altre manovre, come quelle del Marzucchi e di una parte di Nero su Bianco che, pur sostenendo formalmente Sportelli, stanno trattando riservatamente con esponenti del PD. Albertone nell’intervista ha detto che vuole aspettare l’esito delle politiche, non per analizzare il risultato in termini di percentuali, ma in termini di voti reali: il dato utile per il risultato delle comunali,  sono i voti e non le percentuali.

Albertone ha capito che i partiti non sono più in grado di dare la volata al candidato sindaco (nemmeno il PD) e le strade per vincere sono due: un candidato fuori dal partito, neutralizzando i candidati avversari, come ai vecchi tempi; un candidato del partito con una coalizione allargata, recuperando quelli che si sono “allontanati” e con il solito “dirottamento” di voti come alle scorse elezioni comunali. Per il momento, simpatico o meno, Albertone è il più lucido di tutti e anche il più furbo. Ha rilasciato l’intervista, quando ha capito che quelli che avevano un’autostrada per vincere, si sono spostati in una vecchia mulattiera.

(La foto di copertina è tratta dal sito Centritalia News)

 

2 comments

  • Carlone, ma come fai solo a pensare che una figura come il Marzucchi possa tenere il piede in due (o più) staffe? Sei davvero un birbantello, come sempre…

    Buona (laicissima, financo paganeggiante) domenica, l’eretico

    • In effetti, per gli appassionati di politica senense (speriamo pochi), è un ragionamento abbastanza scontato. Una buonissima e laicissima serata domenicale anche a te.

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