Intervista al Sig. Hanzo sulla recente tornata elettorale e sulla “sindrome senese”

Buongiorno sig. Hanzo, cosa potrebbe succedere dopo il voto del 4 marzo?

Niente! O meglio, niente di stravolgente. L’allarmismo mediatico di certa stampa internazionale e italiana, non prende in considerazione che l’Italia, rispetto ad altri paesi europei, ha istituzioni e “scuole di pensiero” che garantiscono la tenuta del paese e fungono da ambiti di compensazione per evitare sfilacciamenti sociali e il caos istituzionale. Poi per fortuna il presidente della repubblica è Mattarella, che rispetto a Napolitano, sa benissimo che il paese non è più in grado di digerire soluzioni calate dall’alto o imposizioni. Troverà, o meglio, consiglierà una soluzione transitoria per superare lo stallo di un parlamento senza una maggioranza solida.

Quale potrebbe essere questa soluzione?

Mi chiede troppo, ma sicuramente non ci sarà un governo guidato da Salvini. È meno complicato un governo a scadenza di uno, due anni, con un mandato esplorativo affidato ai grillini. Anche lo stesso Berlusconi è cosciente, perché ragiona da imprenditore, che il centrodestra non ha i numeri per guidare un governo e poi, lo stesso Berlusconi, sa benissimo che i voti a Salvini li può recuperare Forza Italia alle prossime elezioni, figuriamoci se si spende per Salvini premier. Il successo di Salvini faceva comodo a Renzi e anche un mandato a Salvini servirebbe a Renzi per giustificare la sua permanenza alla guida del PD al prossimo congresso. Due populisti senza una visione costruttiva del paese che si alimentano a vicenda. Non a caso, il successo di Salvini è stato determinato da una campagna mediatica di organi d’informazione filo-renziani: perché Renzi sperava di prendere voti utilizzando Salvini come spauracchio. Ci hanno pensato però i grillini a intercettare i voti in uscita dal PD e in alcune zone, quelli dell’area moderata che storicamente erano appannaggio del centrodestra. Il voto a Salvini è un parcheggio momentaneo, il risultato ellettorale dei grillini è più strutturato e questo Mattarella lo ha ben presente. I due veri sconfitti di queste elezioni sono Renzi e Berlusconi: il primo ragiona senza lucidità politica e quindi ha finito la sua corsa, il secondo ragiona da imprenditore e tiene un profilo basso.

Perché Padoan ha vinto a Siena?

Se i grillini o il centrodestra avessero candidato personaggi senesi, o figure di alto livello, Padoan non sarebbe stato eletto. Poi, siccome Siena viene da una periodo particolare rispetto ad altre realtà, l’assenza di attività  politica tangibile dei partiti di opposizione, non ha favorito il sorpasso e la sconfitta dei candidati del PD. Anche i voti che ha preso Borghi a Siena città, sono più per rigetto verso il PD che scelta politica, quindi lo stesso Borghi sbaglia se pensa che alle comunali ci saranno quei voti sulla Lega e soprattutto, lo stesso Borghi, sbaglia periodo storico se pensa di porsi come nuovo interlocutore del PD locale, come a suo tempo facevano gli uomini di Verdini. Siena sul piano politico e amministrativo non può permettersi un ritorno al passato fatto di giochini e giochetti trasversali tra partiti. Non a caso il primo ad elogiare la figura di Borghi è stato il sindaco Valentini. Questi sono giochini visti e rivisti. A Siena la vera soluzione, per il bene della città, è un’amministrazione civica per cinque anni. Quindi i candidati già in pista, invece di seguire le sirene di consiglieri sbagliati, farebbero bene a ragionare con lungimiranza e trovare una soluzione unitaria.

Un ultima domanda: ma sulla sconfitta del PD alle politiche cosa pensa?

Un partito che si immola sull’altare della sconfitta per garantire un seggio in parlamento a Casini, alla Lorenzin, a Nencini, è un partito in stato comatoso. Hanno perso il contatto con la realtà, hanno confuso i selfie per la fotografia della società. Più che di un leader al PD  serve una guida spirituale, un esorcista, per liberarli e riportarli nel mondo reale.

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