La solidarietà ai giornalisti dell’agenzia Askanews! Due parole sul sig. Abete che piace tanto al PD (prima veltroniano, poi renziano) e a Gianni Letta

Questo blog difende da sempre la libertà d’informazione e quando ci sono editori che agiscono con arrogante disinvoltura contro i propri dipendenti, si schiera sempre a tutela del lavoro e della dignità dei giornalisti. A tutela dei diritti dei lavoratori (in questo caso i giornalisti) e dell’impresa, si dovrebbero schierare anche coloro che sono stati insigniti dell’onorificenza di Cavaliere del lavoro da parte del Presidente della Repubblica. Luigi Abete nel 2000 è stato nominato Cavaliere del Lavoro, e allora perché  “questo accanimento contro la redazione quando si sta definendo la procedura di assegnazione dei lotti da parte del Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio che vedrebbe l’azienda rientrare di una buona parte del fatturato”? Il presidente Mattarella dovrebbe invitare i Cavalieri del Lavoro ad assumere atteggiamenti responsabili, altrimenti non ha senso conferire onorificenze a soggetti che se ne fregano della dignità di chi lavora.

Di seguito il testo del comunicato del Cdr di Askanews:

“E’ allarme rosso per l’agenzia di stampa Askanews. Il Cdr ha infatti ricevuto oggi un secco no alla controproposta presentata agli azionisti per affrontare i problemi di liquidità e economici denunciati. Una nuova e preoccupante fuga in avanti che fa presagire la decisione di andare fino in fondo riducendo l’agenzia allo stremo con la minaccia di ricorso unilaterale alla cassa integrazione al 70% con 58 esuberi fra i giornalisti. Minaccia che diventerà realtà dal prossimo 20 marzo. Il Cdr chiede all’editore nonché presidente di Bnl-Bnp Paribas, Luigi Abete, le ragioni di questo accanimento contro la redazione quando si sta definendo la procedura di assegnazione dei lotti da parte del Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio che vedrebbe l’azienda rientrare di una buona parte del fatturato. Perché cercare di ottenere da una parte i contributi pubblici per la Cigs e dall’altra i fondi di Palazzo Chigi per le agenzie di stampa? Forse per fare cassa e prendere con una mano e con l’altra dalla stessa borsa? Non è questo un comportamento gravemente censurabile, soprattutto per un banchiere che dovrebbe rispettare criteri di onorabilità molto stringenti? Ma soprattutto non potrebbe il banchiere editore Luigi Abete, già protagonista di diversi inciampi imprenditoriali nel recente passato, affrontare la fase di difficoltà investendo e facendosi carico del rischio di impresa come fanno gli imprenditori, di cui lo stesso Abete non manca mai di sottolineare le responsabilità e il ruolo che ricoprono, anche sociale, nello sviluppo del Paese? Perché non vende il 19% di Internazionale che afferma essere un asset di prestigio per affrontare questa fase emergenziale invece di tenere immobilizzate risorse? Perché devono essere soltanto i giornalisti a addossarsi l’onere di questa crisi? Si vuole forse trasformare Askanews in qualcosa di diverso da un’agenzia di stampa? Il tempo scorre, ma si può ancora fermare. #saveaskanews”

Luigi Abete, uno che piace alle gente che piace: dalla Roma di Veltroni e Gianni Letta, alla Rignano di Renzi, fino alla Siena del sindaco renziano Valentini Bruno e alla Toscana di Rossi Enrico e Monica Barni. Il cavalier Abete ha interessi nel mondo del cinema insieme al suo amico Diego Della Valle. Ma Luigi Abete è soprattutto il presidente della BNL.

In questi ultimi anni, il sig. Abete è un punto di riferimento per la gestione culturale delle amministrazioni a guida renziana della Toscana, con tanto di applauso sperticato da parte del sindaco renziano di Siena Valentini Bruno. Perché  questa sintonia tra renziani toscani e Abete? Luigi Abete è presidente di Civita Cultura Holding (Gianni Letta è presidente dell’associazione Civita) e della Holding  fanno parte Opera Laboratori Fiorentini, Civita MostreCivita Sicilia e Civita Tre Venezie. La società Opera Laboratori Fiorentini entra nel gruppo Civita nel 2009 ed è attiva a Siena e Firenze, oltre che a Roma, Milano e Napoli. Oggi Abete, grazie al renziano Valentini Bruno (chissà come mai al nostro Bruno piace cosi tanto il sig. Abete e Civita?), pretenderebbe di spiegare alla città come si gestisce la cultura e quale modello scegliere; tra il 2004 e il 2005 invece, il sig. Abete, faceva parte di quella cordata che ha impedito la fusione tra BNL e Monte dei Paschi di Siena: una cordata guidata da Abete-Della Valle e sostenuta politicamente da Walter Veltroni. Fu proprio da quel no, che sono iniziati i passi falsi che hanno poi portato il Monte dei Paschi al tracollo con l’acquisto di Antonveneta. Oggi il renziano Valentini porta a Siena come esempio proprio colui che ha ostacolato un’operazione sicura e strategica per il Monte dei Paschi, ovvero il “cavaliere del lavoro” Luigi Abete. Poi il PD non perda tempo a lamentarsi se gli elettori preferiscono votare altri partiti o movimenti e non un partito che, ai lavoratori, preferisce soggetti come il sig. Abete. A proposito, come mai il ministro Calenda, sempre iperattivo, non interviene per richiamare alle proprie responsabilità il sig. Abete? Come mai?

7 comments

  • Ben scritto, Carlone: compreso l’affondo finale sul buon Calenda (ex attore-comparsa nello sceneggiato televisivo “Cuore”, cosa poco risaputa: ma lì, almeno, era un fanciullo innocente…).
    Sulla libertà di stampa, siamo alle solite: qualche volta la si difende, qualche altra parecchio meno; se uno ha fatto davvero bene il proprio dovere, aumentano le probabilità di essere lasciato solo…

    Dacci sotto, l’eretico

    • Siamo alla generazione “comparse”, con Renzi comparsa concorrente alla “Ruota della fortuna”, Salvini concorrente al “Pranzo è servito” e Calenda comparsa nello sceneggiato “Cuore”. Non sappiamo cosa ci sarà all’orizzonte, ma ci appelleremo paganamente alle forze dell’universo perché ce la mandi buona e senza vento….

  • Solo per amore di cronaca: Calenda interpretava il ruolo di Enrico Bottini, che è il protagonista del libro Cuore, non una comparsa. Lo sceneggiato fu diretto da Luigi Comencini, nonno materno di Calenda (che è figlio di Cristina Comencini).

  • Brava Cinzia, sulla precisazione; soprattutto per l’avere evidenziato che trattasi di un clamoroso caso di NEPOTISMO, financo nella più tenera età…
    Approfitto dell’ospitalità, e prima ancora di pubblicarlo sul mio blog, avverto voi: sabato 24, nella trasmissione di Danielito Magrini (Siena tv, ore 14), per la prima volta in assoluto, ci sarà un confronto polifonico sull’Affaire-Rossi, con lo scrivente ospite; martedì 27 (ore 20, Siena tv), poi, in 80 minuti si cercherà di mettere certi puntini sulle “i” del succitato caso…

    Dacci sotto Carlone

    • Ottimo e noi ti seguiremo con interesse, come invitiamo a farlo a tutti i nostri lettori.

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