Intervista al sig. Hanzo: sparigliate le carte!

Con questa ultima intervista al sig. Hanzo, questo  blog non si occuperà più delle vicende della campagna elettorale. Continueremo ad occuparci delle varie tematiche, ma la campagna elettorale attiva la lasciamo ai candidati e alle loro liste.

Caro sig. Hanzo, sappiamo quanto le pesa rilasciare un’intervista, ma faccia uno sforzo e dopo questa non la disturberemo più. Mancano due mesi alle elezioni amministrative di Siena e il quadro è molto frastagliato e confuso, cosa ne pensa?

Il quadro è ridicolo più che frastagliato: tra dilettanti allo sbaraglio e manovratori a cottimo, la città rischia di sprofondare definitivamente. Stanno pensando più al proprio ego, riducendo il tutto a bizze fra ragazzetti,  che ad affrontare le reali problematiche. Soprattutto non si sforzano di pensare al futuro, ma solo di “dissanguarsi” per risolvere le controversie e le mancate “riscossioni” di poltrone del passato. Siamo al paradosso: tra i candidati a sindaco e i candidati nelle liste, rischiano di appaiarsi al numero degli elettori. Fanno a gara tra chi ce l’ha più lungo e si scopre che nessuno ce l’ha lungo, anzi. Di questo passo, l’unica speranza è l’ingresso sulla scena senese di validi competitori fra 5 anni. Anche se…

Anche se…, cosa?

In questo momento ci sono solo due candidati, che hanno il profilo giusto per dare una risposta adeguata alla città e per formare un’amministrazione “normale” al fine di  far ripartire la città: Luigi De Mossi e Massimo Sportelli. Parlo dei candidati e non delle liste a sostegno, ovviamente. De Mossi come candidato forse ha più possibilità, ma se non rompe la gabbia partitica in cui si è infilato e se non spariglia le carte nell’arco di una settimana, rischia una battuta di arresto. I partiti, di centrodestra e di centrosinistra, non sono più in grado di dare la spinta elettorale necessaria per le amministrative, almeno qui a Siena. Figuriamoci in un contesto frazionato con otto/nove candidati a sindaco. Nemmeno al palio dei somari di Torrita, ci sono tanti concorrenti. E poi, come era preventivabile, dal centrodestra è partito il solito treno per favorire quel groviglio armonioso che spera ancora una volta in un sindaco del PD.

Si riferisce alla corsa in solitaria della Lega di Claudio Borghi e Vannocci?

Io questo tal Vannocci non so chi sia; il Borghi invece, prima di uscire dall’euro, ha pensato bene di accomodarsi al tavolo del groviglio senese: prima sposando le tesi del sindaco renziano Valentini e ora candidando un sindaco autonomamente per favorire il candidato del PD. Il Borghi, con le dovute differenze, è  il nuovo Verdini del centrodestra toscano. Alla fine della fiera il Borghi non uscirà dall’euro e con la sua strategia, farà un buco nell’acqua, insieme a tal Vannocci.

E il PD con Valentini?

A questo punto il Valentini è il candidato ideale per far perdere il PD. Gli ultimi sondaggi lo danno tra il 21/23 % e sicuramente, dopo l’appoggio che Valentini ha ottenuto dall’ex sindaco Ceccuzzi, rischia di scendere al 18%. Il PD oramai non esiste più: Valentini è il candidato di Del Regno e dell’ex sindaco Ceccuzzi. Ci sono almeno 4000 elettori del PD che aspettano una proposta, visto che non voteranno il candidato del PD. E poi vi pare possibile che con tutti gli architetti, ingegneri, geometri e periti edili bravi (alcuni di alto livello professionale),  che operano a Siena e  provincia, il sindaco Valentini fa le sfilate con l’architetto Fuksas in piazza? Quando la politica si piega alla moda del nome altisonante, la stessa politica è sulla strada del fallimento, dimostrando drammaticamente un’assenza di strategia totale.

C’è anche la candidatura a sindaco di Luca Furiozzi dei Cinque Stelle.

Il Furiozzi è una brava persona, però  non ha ancora rotto le troppe ambiguità dei Cinque Stelle a Siena. Forse perché  mal consigliato da quelli che a suo tempo, erano in prima fila tra il pubblico in consiglio comunale, per impedire dall’opposizione la caduta del piddino Ceccuzzi. Altrimenti non si spiega il silenzio di Furiozzi sulla nomina di Del Regno e sulla necessità di rinviare la nomina del presidente della Fondazione dopo le elezioni. E poi il Furiozzi mica penserà di proporre un’alternativa, frequentando le stesse “piazze delle idee” insieme all’ex vicesindaco Mancuso?

Quindi ci sono ancora possibilità di una svolta qui a Siena?

Se qualcuno avesse davvero voglia di sparigliare le carte, ci sarebbe la possibilità di aggregare  tante persone disposte a scendere al fianco di chi si prenderà questo onere. Altrimenti se ne riparla tra cinque anni. Un’ultima cosa.

Cosa?

Aggregate il popolo con slancio creativo e con umiltà: la campagna elettorale in modalità “pettoni” allontana l’elettore