L’inconsistenza del renzismo “lottiano” a Siena: il cerino della sconfitta alle comunali nelle mani di Valentini. La sfida è tra chi arriverà al ballottaggio

La sfida a colpi di selfie, tra Scaramelli e Valentini, è stata vinta dal secondo: ha selfato con più precisione. Il vero sconfitto del braccio di ferro dentro il PD senese è il segretario Simone Vigni, il fidato referente su Siena del renzino Lotti Luca. Da mesi Scaramelli  e più di rencente Simone Vigni, hanno diramato comunicati per annunciare ai senesi che il PD non voleva ricandidare Valentini Bruno, sono passati dal “sindaco inadatto” al “candidato divisivo”. Avevano annunciato tuoni e fulmini, ma alla fine era soltanto il lampo della fotocamera di un cellulare per un selfie mal riuscito. Se in questi mesi, invece di selfare di continuo nei reparti ospedalieri con gli amici medici, lo Scaramelli si fosse dedicato a parlare con la gente, si sarebbe reso conto che non si vince con i vecchi metodi. E ancor più surreale è stato l’annuncio della candidatura di Giovanni Mezzedimi (membro della segreteria comunale del PD) in quota scaramelliana, per sfidare Valentini alle primarie. In conclusione: Valentini si ritrova senza sfidante alle primarie perché i renziani, lottiani e scaramelliani, non hanno trovato le firme per presentare la candidatura. Chi invece, aveva trovato le firme per sfidare Valentini è l’ex assessore Massimo Bianchi, ma alla fine non si è presentato perché ha trovato l’accordo con Valentini per fare il vicesindaco, quindi senza rischiare nelle primarie si sarebbe già accasato. Esisterebbe un altro accordo che il Valentini ha fatto con la corrente orlandiana e precisamente con la persona di Simone Bezzini (quello che insieme a Ceccuzzi, volevano Vigni consulente della Fondazione..): sostenere il nome di Alessandro Fabbrini alla presidenza della Fondazione Mps. In definitiva niente di nuovo sotto il sole, il PD di Siena è sempre nelle mani di chi ha devastato la città e nessuno dentro al partito, sembra in grado di contrastare certi ritorni di fiamma, anzi puntualmente rimedia pessime figure. Però la questione è un’altra e qui siamo alle cose serie: Valentini resterà con il cerino in mano della sconfitta elettorale e la vera sfida è tra gli altri candidati a sindaco per arrivare al ballottaggio. Chi arriva al ballottaggio stavolta manda a casa il candidato del PD. Chi sarà il più astuto da qui alle elezioni?
Nel frattempo Simone Vigni e la sua segreteria, farebbero più bella figura rassegnando le dimissioni. Sullo Scaramelli stendiamo un selfie definitivo…

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