Le mani del vecchio sistema sulla Fondazione Mps: il nuovo groviglio di Valentini-Porcellotti -Scaramelli

È inutile girarci intorno, Valentini, Porcellotti e Scaramelli,  hanno preso in giro la città e anche molti elettori del PD. Valentini, che forza per fare le nomine della Fondazione prima del voto, è degno rappresentante di quel sistema aggrovigliato che faceva della Fondazione Mps terreno di conquista per condizionarne le scelte, quelle scelte  che poi si sono rivelate la causa della crisi e dell’impoverimento della Fondazione stessa. Non a caso in commissione finanze del Senato è agli atti, che le colpe della crisi della Fondazione Mps, sono riconducibili alle pressioni della politica. Guarda caso proprio in questi giorni viene fuori che la Banca (allora controllata in maggioranza dalla Fondazione), erogava milioni di euro ai partiti e a figure pubbliche, sempre in questi giorni spunta fuori la notizia che Banca Monte dei Paschi ha fatto pignorare una proprietà del PD di Mantova perché non aveva restituito un finanziamento. E cosa fa il Valentini? Messa in quiescenza l’operazione Marco Turchi,  applica lo stesso metodo per fare le nomine come ai tempi di Maurizio Cenni, sponsorizzando per la presidenza della Fondazione anche due ex assessori della giunta Cenni: Carlo Rossi e Cinelli Colombini. Il vecchio che ritorna con Valentini! A dar man forte al nuovo groviglio valentiniano ci pensa il consigliere comunale del PD Gianni Porcellotti, il quale ha dichiarato  chiaramente che Ceccuzzi è una risorsa importante per il nuovo corso del PD e del Valentini. E pensare che il Porcellotti in questi anni ha fatto il giro di mezzo mondo politico per smarcarsi da Ceccuzzi e Valentini, soprattutto da Ceccuzzi. Per finire parliamo del più grosso perdente della politica senese: Stefano Scaramelli. Da quando è stato abbandonato da Alberto Monaci non ha vinto una battaglia politica, perché è bene ricordare che Scaramelli, prima ha fatto il sindaco di Chiusi e poi il consigliere regionale, grazie al sostegno di Alberto Monaci. Ora quel sostegno non c’è più e Scaramelli conta quanto il due di picche, quando briscola è cuori, ma nonostante ciò pretenderebbe di sponsorizzare per la presidenza della Fondazione la sua amica e sostenitrice Donatella Cinelli Colombini. Ecco perché hanno fretta di chiudere la Fondazione Mps: hanno capito che perdono le elezioni e si accordano per occupare l’ultima poltrona rimasta. Ma il decoro e il rispetto della città dove lo avete messo, cari esponenti del Pd?
Infine tiriamo in ballo il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani (la regione è uno degli enti nominanti della Fondazione ed è proprio la regione, su richiesta di Scaramelli, che aveva a suo tempo nominato la Cinelli Colombini). È vero o non è vero presidente Giani, che Scaramelli ha chiesto alla regione di non accogliere la richiesta di posticipare la nomina del presidente della Fondazione? E’ vero o no, che Scaramelli ha chiesto a Lei e anche a Rossi Enrico, di imporre al Valentini il nome della Cinelli Colombini?

(L’immagine di copertina è tratta dal sito http://www.centritalianews.it/)