La piaga che affligge la città è….il diploma del sindaco!

In un’azienda, il contabile è il soggetto incaricato di tenere la contabilità, in genere un ragioniere.

Esso possiede le conoscenze, abilità e competenze per distinguere e contabilizzare i vari fatti amministrativi che l’imprenditore nella sua attività gestoria pone in essere, per cui (come minimo) padroneggia i concetti di costo, ricavo, attività, passività, credito, debito, utile, perdita.

Non è dato quindi comprendere cosa c’entri con detta figura professionale uno che – quando parla degli interessi del Comune – lascia al proprio posto un Dirigente che tra incassare e pagare non fa distinzione: “….. poiché il requisito della gestione in concessione di un museo con accesso di pubblico assimilabile a quello oggetto di gara è in toto ed assolutamente fungibile con la gestione in appalto di un plesso analogo, differendo i due istituti giuridici della concessione e dell’appalto unicamente per le modalità di remunerazione dei costi (introiti rinvenienti dall’utenza nelle concessioni e corrispettivo proveniente dalla committenza nel caso di appalto) e non per ragioni intrinseche di diversità ontologica” (Comune di Siena – Servizio Programmazione Culturale Musei – Atto dirigenziale n. 877 del 09/06/2016 – pag. 2, 4° capoverso).

Dopo aver preso visione di questo (ma gli esempi potrebbero continuare), è proprio sicuro il candidato Piccini che Valentini sia un contabile? E nella contabilità del Comune, quale registrazione contabile è idonea a rappresentare il concetto espresso sopra? Non oso pensare a cosa potrebbe fare un amministratore di una società qualsiasi (ad esempio, Intrepido Servizi srl), se un suo dirigente gli uscisse con un discorso del genere.

Vista la situazione (non soltanto) economico-finanziaria del Comune, è chiedere troppo che gli aspiranti a sindaco manifestassero il loro pensiero in merito a qualcosa di più tangibile per i cittadini come, ad esempio, la tutela dell’interesse pubblico nella gestione dei beni pubblici? Si potrebbe iniziare dal contenuto dell’Atto dirigenziale di cui sopra, se credete. In alternativa, se queste sono le premesse, riposatevi, forse è meglio.

d’Ivano Letto

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