Settore termale in Toscana: a che punto siamo? Alcune domande specifiche per l’assessore regionale con la delega al termalismo

Con questo articolo continua il nostro viaggio nel sistema termale toscano, di tempo ne è passato e di cose ne abbiamo scoperte, siamo venuti in possesso di importanti documenti che ci raccontano di serbatoi termali e il loro sfruttamento (la qualità delle acque ed i loro livelli), di concessioni per lo sfruttamento dei siti termali (rispettano quelle che sono le leggi in materia di conservazione dei beni comuni, di cui le terme e le loro acque fanno parte?). Abbiamo scoperto che c’è anche un dibattito politico su tutto ciò, ma che non ha dato ancora i suoi frutti. Perché? Nel frattempo vi proponiamo questa nuova puntata per sottoporvi delle domande, che serviranno a capire se e quanto gli amministratori regionali, con i loro referenti e nominati locali a gestire le terme, siano  in linea e in regola con le leggi dello stato e quelle della regione. Ovviamente aspetteremo delle risposte, ne leggeremo delle belle, forse, buona lettura.

Il termalismo è considerato un settore strategico per il rilancio del turismo e quindi volano importante per  l’economia; tale settore merita una maggiore attenzione, decisioni di buon senso e veloci, anche per la dimensione sanitaria che ricopre. Per renderlo strategico non  si può più perdere tempo con il tira e molla della regione, che non ha ancora chiarito in via definitiva se il rilancio del termalismo passa attraverso il ruolo dei privati, o con un nuovo e significativo investimento di risorse pubbliche, ma soprattutto con interventi a tutela dei serbatoi termali, al controllo e alla conservazione delle acque stesse.

Per avviare una seria e necessaria riflessione sul termalismo, è indispensabile chiarire alcune questioni e soltanto l’assessore regionale può fornire le risposte di merito.

  1. Le attuali normative favoriscono investimenti pubblici per rilanciare il settore del termalismo, o si rendono necessari investimenti di soggetti privati?
  2. E’ stata costituita una commissione regionale per il monitoraggio del settore termale e nello specifico: la situazione delle falde, le condizioni degli stabilimenti e infine, per dettagliare quante sono le concessioni minerarie in Toscana?
  3. Se la normativa non consente nuovi investimenti pubblici, che iniziative sono state messe in campo per attrarre capitali privati e quali garanzie per la tutela del fonti termali, dell’occupazione nel settore, per salvaguardare l’indotto, favorire il settore turistico e garantire il rapporto con il servizio sanitario?
  4. La regione ci potrebbe illustrare le procedure che sono state seguite per la nomina degli amministratori delle terme a capitale pubblico?
  5. Non è il momento per smetterla con le nomine politiche nel settore termale, soprattutto di quei soggetti che grazie all’appartenenza politica, sono seduti su più poltrone contemporaneamente? E’ vero, o non è vero che l’apporto di capitali privati è ostacolato da quei nominati dalla politica che non vogliono mollare la poltrona, impedendo di fatto il rilancio vero e funzionale del settore termale?
  6. La regione ha verificato se lo sfruttamento delle acque termali è sostenibile e se lo stesso sfruttamento è in linea con le normative? (Questa domanda è una domanda importante per avere un quadro conoscitivo coerente  e per definire le linee strategiche per il rilancio del settore termale)

Sappiamo che siamo molto letti in certe stanze, aspetteremo per un po’ le vostre risposte al riguardo, non possiamo più tollerare che un bene comune sia trattato senza il rispetto maniacale delle norme vigenti, vogliamo assicurazioni al riguardo e vogliamo, al costo di qualche dimissione importante, che il vento cambi. Una volta tanto ci piacerebbe che la politica agisse senza eventuali interventi  della magistratura, come succede sovente per l’immobilismo di certi organi amministrativi.