Il partito di Antonveneta sigla l’accordo tra Valentini e Piccini. E poi la conferma che nella sede del partito hanno discusso e votato l’aumento di capitale di MPS

Erano tutti veltroniani nel partito senese e i nominati si sono allineati alle decisioni che quel partito aveva preso. Questi sono i fatti inconfutabili  e storicamente l’ex sindaco Piccini -a questo punto possiamo dirlo senza smentite- prima di far finta di litigare con il suo vecchio gruppo dirigente, era un altro veltroniano in terra senese e il referente regionale di Veltroni era Rossi Enrico, quello che fa il presidente della regione Toscana, quello che aveva promesso vagonate di soldi per la sanità senese e invece li ha dirottati in gran parte su Pisa.

Quando hanno deciso l’operazione Antonveneta e nella sede di partito votavano per gli aumenti di capitale (tutto normale?), il partito di Siena rispondeva alla segreteria nazionale guidata da Veltroni, e tutti vi ricorderete gli ottimi rapporti anche sul versante sportivo tra Veltroni e l’ex dominus della Mensana Minucci Ferdinando (quello che ha invitato a votare per Piccini).

In queste ore si palesa un ritorno di fiamma e sotto l’ombrello veltroniano e di quel gruppo dirigente dei DS della famosa operazione Antonveneta, hanno siglato l’accordo di potere e di poltrone tra Valentini e Piccini, con la benedizione dell’ex sindaco Ceccuzzi (quello che commentando l’operazione Antonveneta la definì fulgido esempio ). I cittadini senesi il 24 giugno devono scegliere non tra destra o sinistra, ma tra il partito che decise l’operazione di Antonveneta da una parte, a sostegno di Valentini (Piccini) e il candidato a sindaco Luigi De Mossi dall’altra, che si oppose in città a quella operazione sciagurata che ha messo in ginocchio Banca e Fondazione.


La gravità di quello che affermiamo, sul ruolo del partito nella vicenda bancaria, era già stata detta dal consigliere regionale del PD Scaramelli, che aveva dichiarato di aver partecipato a una votazione nel partito sugli aumenti di capitale della Banca MPS, e oggi clamorosamente  dal maggiore sostenitore del patto tra Valentini e Piccini, il piddino Roberto Morrocchi, arriva anche la conferma di quelle votazioni sugli aumenti di capitale dentro una sede di partito.

 

2 comments

  • Mi dispiace fare sempre io il rompiscatole e premetto, tanto per non incorrere in facili repliche, che credo nell’alternanza come “fertilizzante” della democrazia e che ho votato Piccini al primo turno ma non voterò Valentini al secondo, però questo diluvio di articoli mi porta a fare qualche domanda:
    1. Esiste ad oggi un apparentamento ufficiale tra i due diabolici criminali o no?
    2. Le sembra davvero si possa prendere sul serio la ricostruzione di oggi, in pratica un complotto ultradecennale di due criptoveltroniani (accezione ormai per mezza siena abbondante equivalente a stalinista) che hanno deliberatamente distrutto una banca e una città, schierandosi subito dopo (in realtà uno dei due anche prima) su schieramenti opposti ma solo per riunirsi nel 2018 con lo scopo di affossare De Mossi ed il suo comitato di liberazione comunale? Quasi quasi mi viene voglia di votarli due così abili calcolatori!
    3 Si può votare un sindaco solo perché ha avuto ragione nell’essere contrario alla sciagurata acquisizione? Alla fin fine si opponeva a tutto, quindi prima o poi la doveva imbroccare per forza. Ricorda qualcuno? A me i cinquestelle a Roma, grandiosi amministratori, davvero grandiosi.
    4. È vero quello che ho letto sulla nazione dell’apparentamento tra De Mossi e Fucito?
    5. Un’ultima domanda al riguardo, cosa è meglio per sciogliere il groviglio, la varechina salvini o l’olio di ricino fucito?

  • Caro Carlone,
    mi hai bruciato sul tempo, birbantello: la discesa a Sienina di Veltroni mi eccita, e non poco; ho difficoltà a contenere l’adrenalina!
    Martedì sera, al nostro incontro pubblico all’hotel degli ULivi – fra le varie chicche – sarà forse (anzi sicuramente) il caso di tirare fuori una succosissima storia legata ad un’agenda romana…se te la ricordi (e penso di sì!), questa non me la bruciare, per Zeus…

    Dacci sotto, come e più del solito, l’eretico

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