Il tradimento elettorale e le bugie degli arrampicatori sugli specchi

Il 10 giugno gli elettori senesi hanno votato per nove candidati a sindaco, dalle urne i due candidati che hanno preso più voti sono stati Valentini Bruno e Luigi De Mossi. Al ballottaggio del 24 giugno ci saranno due candidati e non tre, il ballottaggio si fa in due e non in tre; sulla  scheda gli elettori troveranno da una parte Luigi De Mossi e dall’altra Bruno Valentini. La storiella del terzo candidato decisivo per il ballottaggio è pura invenzione mediatica, costruita ad arte da qualche commentatore dell’informazione e della politica, soggetti ben addestrati e molto affini con il terzo candidato (quello che non c’è). Il 24 giugno non ci sono apparentamenti o accordi che influenzano i votanti, l’elettorato è fluido, soprattutto dopo il tradimento elettorale di Valentini e Piccini. Un conto sono gli accordi e gli apparentamenti tra candidati e liste che si sono presentati in alternativa all’amministrazione uscente: questi  accordi sono fisiologici e coerenti. Gli accordi e gli apparentamenti tra candidati che contrastavano il sindaco uscente e lo stesso sindaco, vanno chiamati con il loro nome: tradimento elettorale e inciucio. Ma quali programmi o “garanti dei senesi”, Piccini con il PD aveva trovato un accordo ben prima delle elezioni e il PD aveva questo schema: se Valentini va al ballottaggio con De Mossi, sigliamo l’accordo con Piccini, se al ballottaggio con Valentini ci va Piccini, spostiamo i voti su Piccini e ci liberiamo di Valentini.
Tutto studiato a tavolino da quasi un anno e la candidatura Piccini è nata per contrastare solo e soltanto quella del De Mossi. La faccenda così apparecchiata,  non poteva che finire con l’accordo tra Valentini e Piccini e chiariamo una volta per tutte una cosa:  non c’è stato nessun diktat sul De Mossi per non fare accordi con Piccini. Quando De Mossi ha capito che Piccini lavorava per il PD lo ha rimandato, giustamente, con il suo vecchio gruppo dirigente.Toccherà comprare vagonate di specchi per gli arrampicatori che in queste ore tentano di giustificare la scelta del Piccini. Il 24 giugno gli elettori hanno la possibilità di rimediare a questo grande tradimento elettorale e si comprende benissimo il motivo del lavoro sotterraneo per non far presentare la lista ai Cinque Stelle: quella lista avrebbe fatto saltare il piano del PD e di Piccini.

(La foto di copertina è stata presa dal sito del Corriere di Siena)

5 comments

  • Io penso che il 20% e più dei senesi che hanno votato Piccini meritino un pó più di rispetto e non vadano considerati come degli ingenui sprovveduti. Non hanno scelto un uomo nuovo, anzi hanno scelto quanto di più vecchio proponesse la affollatissima sfida, scegliendo un usato sicuro e riconoscendogli delle qualità politiche e di proposta. Chi lo ha votato sapeva benissimo che in caso di ballottaggio Piccini-De Mossi, il primo si sarebbe accaparrato senza troppi problemi i voti del pd, perché quindi dovrebbe stupirsi, schifarsi o arrampicarsi ora che è successo il contrario? Se poi il 50% dei votanti (ai quali forse dovrebbero essere aggiunti il 40% di chi non ha votato) non hanno creduto alla proposta De Mossi ci sarà un motivo o no? Abbandonare il progetto civico per consegnarsi mani e piedi ad una banda di sovranisti tuttofobi, che di liberale non hanno veramente niente, è stata una scelta intelligente? L’impossibilità ad apparentarsi con l’altro candidato civico, tra l’altro manifestamente disponibile, denuda De Mossi altrettanto quanto Piccini. I re sono nudi e francamente non è un bello spettacolo.

    • Sulla strategia politica di De Mossi, siamo stati critici fin dall’inizio, anzi siamo convinti che se De Mossi avesse fin da subito data un’altra connotazione alle liste a suo sostegno, probabilmente a quest’ora non si parlava di ballottaggio. Detto ciò, per noi si tratta di scegliere tra il trapassato remoto, responsabile politico e morale dello sfascio cittadino e un sindaco nuovo che contro quei grovigli si è sempre battuto. Buon voto a tutti.

  • Fateci caso,i sostenitori social più accaniti del patto Valentini-Piccini,sono gli scatamelliani(Tiziana e Massimo Bernazzi in testa) e il gruppo ristretto del Piccini.Il Valentini non conta niente e quindi non va votato.

  • Il solito complottismo degli sfigati.. Ma risulta così difficile accettare un apparentamento? Ma la Lega e i 5Stelle cosa hanno fatto nonostante che si giurassero (decisamente piú che il valentini e il piccini) odio reciproco. Vedremo comunque Siena come sarà diventata tra 5 anni di governo a trazione civica e ne riparleremo. Probabilmente tornerà prima in classifica per qualità della vita, come quando governava il trapassato remoto. O attirerà talmente tanti investimenti da vincere la candidatura di una futura capitale europea della cultura. Chissà..

  • Più che altro pare l’apparentamento,un patto tra sfigati.Ma tra cinque anni cosa? Il Piccini è ritornato accanto al suo vecchio gruppo dirigente,ma quale governo civico….

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