Siena:il censimento nel settore della comunicazione

A Siena ci sarebbe da fare a nostro avviso, un vero e proprio censimento nel settore della comunicazione. In  città i tempi sono ormai maturi per uscire dall’era della comunicazione in mano ai soliti amici degli amici e legati al vecchio gruppo di potere, ed entrare nell’era delle scelte nuove e libere da condizionamenti politici. Il settore della comunicazione e ovviamente ci riferiamo alla comunicazione che interessa gli enti pubblici, va riportato su un terreno di competenza e di massima apertura, soprattutto verso quei soggetti da sempre esclusi per veti politici.

Per far questo, l’amministrazione comunale dovrebbe mettere in atto un monitoraggio al fine di  verificare chi sono le agenzie, o società di comunicazione, che hanno incarichi presso il comune, o negli enti e società, di pertinenza del comune di Siena.

Ad esempio, chi è l’addetto stampa di Sei Toscana la società che gestisce il ciclo dei rifuti di Siena, Arezzo e Grosseto? Chi si occupa della comunicazione e del servizio di addetto stampa di enti partecipati, o che vedono il coinvolgimento del comune?

Altro esempio. Abbiamo letto che il direttore del Santa Maria della Scala, Daniele Pitteri, ha lanciato un magazine. Chi lo gestisce? Con quali risorse? Chi farà parte della redazione? E soprattutto, Daniele Pitteri,  nominato su base fiduciaria dall’ex sindaco Valentini, è ancora direttore, o il suo incarico è scaduto?

Non si tratta di fare uno spoil system alla messicana, ma di riportare a quote normali e con uno stile rinnovato, la gestione del settore della comunicazione e degli addetti stampa.

Nel frattempo, lo stesso monitoraggio, lo stiamo facendo noi, con i nostri scarsi mezzi a disposizione e già ci siamo accorti di imbarazzanti sorprese. A presto dunque, vi terremo informati.

2 comments

  • Terreno sdrucciolevole, cari stanzinanti. I censimenti dei giornalisti addetti stampa rischiano di essere prodromici ad epurazioni politiche almeno quanto lo sono state le assunzioni. Ciò vale soprattutto perché, pur concedendo il poco tempo a disposizione, fino ad ora di scelte nuove e libere da condizionamenti politici non è che se ne siano viste granché.

    • E’ vero A.B. terreno molto delicato, ma non per il censimento, che bada bene, basta andare alla Camera di Commercio e si fa alla svelta, quanto per gli appartenenti a questo mondo dei comunicatori e come sono stati negli anni distribuiti gli incarichi. Un quadro interessante, una foto che spiega tante cose. Poi come giustamente tu richiami, quella commistione tra giornalisti, porta voce, addetti stampa e via discorrendo, apre scenari in taluni casi davvero imbarazzanti. Sulle scelte scevre da condizionamenti politici, la pensiamo come te, almeno nuove, ecco, questo ce lo saremmo aspettati. Vedremo; le palle non sono ferme, e qui sono ammesse battute e interpretazioni multiple.

L’area commenti è chiusa.